La biografia
La bibliografia


Aldo Busi
Manuale della perfetta mamma
(con qualche contrazione anche per il Papà)

"Posso dire per esperienza che chi cerca l'amore trova sempre un rovo di spine senza more - sarà amore anche quello, non lo metto in dubbio, ma che palle dover sempre trovare il gusto delle more nelle spine!"


Ogni nuovo libro di Aldo Busi aggiunge un tassello all'amicizia, all'affetto e alla stima per questo scrittore. Tutte le solitudini del mondo trovano nelle sue pagine uno specchio e un conforto; tutte le rabbie, le frustrazioni, i bisogni, gli orgogli degli uomini e delle donne che leggono i suoi romanzi, hanno una voce che li rappresenti. Forse non è neppure corretto definire romanzi questi testi "morali" (nella accezione più classica del termine), in cui la riflessione domina e viene espressa con tutta la brutalità e sincerità possibili, in cui un'etica difficile da vivere è espressa in esempi limite, in aneddoti grotteschi e solo apparentemente fittizi. Manuale della perfetta mamma non è certo un romanzo, non c'è fiction, né fantasia: è la dura analisi di una condizione femminile (ma non mancano, proprio come il sottotitolo avverte, molti "insegnamenti" rivolti agli uomini) fissata in un particolare momento storico, in cui le tecnologie si accaniscono sui corpi, i valori sono sovvertiti e le menti sono annebbiate da nuovi miti. Così la condizione di madre ha subito delle vere proprie metamorfosi. È diventata un incidente rifiutato oppure una specie di status symbol da perseguire a tutti i costi, è ignorata pochi giorni dopo il parto perché la madre ha "ben altro da fare" o è una forma di appagamento compensatorio di mille frustrazioni. "Solo se perde i vantaggi dell'essere femmina, ella può buttare a mare gli svantaggi dell'essere donna." Il grande rispetto che Busi ha per le donne, giudicate da sempre migliori degli uomini, più complete e ricche, si ribella a queste forme di uso strumentale della maternità, all'aver trasformato le ragazze, le giovani donne, le future madri in bambole di plastica, in oggetti-regalo, in merce di scambio. Così anche l'altrettanto grande rispetto per i bambini, il senso di responsabilità dell'adulto nei confronti di chi nasce, il ricordo di sé e della propria infanzia, così come un desiderio evidente di avere dei figli (violenta l'invettiva contro leggi che proibiscono l'adozione nei casi di persone single) rende molto amaro il giudizio sull'attuale, permissiva e disattenta o giustificatoria e iperprotettiva, educazione della prole.
È di certo grande il ruolo che viene attribuito alla madre, grande questo potere di essere portatrice di vita, di nuovi "involontari" individui: così a lei è richiesto molto più che ad altri, da lei si pretende di più, con lei si è più severi. E severo è davvero Busi anche con se stesso (al di là delle battute esagerate sulla propria superiorità), sincero nel guardare la vita degli altri, quella di sua madre in particolare e la propria, così da portare all'estremo il lavoro di demistificazione da sempre perseguito.
L'ultima parte del libro, un libro doloroso e onesto, è dedicata alla propria madre, o meglio al rapporto intercorso tra sé e lei dall'infanzia a tutt'oggi.
È evidente il tentativo di uscire dalla "trasposizione letteraria", la ricerca di autenticità, sia smentendo quanto detto tante volte in altri libri sulla signora Maria Bonora in Busi, sia dichiarando il carattere fittizio di certi giudizi o di certe considerazioni a lei precedentemente messi in bocca. Ma quella descritta in questo Manuale è la realtà o, ancora una volta, letteratura? L'insensibilità, la chiusura, il rapporto egoistico è l'unica lettura di quella madre, instancabile lavoratrice e donna orgogliosa? Se è così, perché l'autore dichiara di sottostare ancora ai suoi capricci, alle imposizioni quotidiane, alle pretese di disponibilità di tempo? Forse è questo il segreto dell'amore di un figlio (e di ogni tipo di amore): riconoscere nella madre gli errori ed amarla. O forse c'è una gratitudine profonda in quella che in alcuni passi sembra fredda indifferenza: "Lei (e per la verità anche mio padre) mi ha dato il senso del limite, un infinito su cui premere gradatamente col sudore del lavoro e dell'onestà, e quindi, ripeto, mi ha dato il senso della libertà".
La libertà appresa con fatica, il senso di responsabilità individuale a cui è stato abituato fin da bambino, sono i più grandi "doni" che da sua madre ha ricevuto. E non ultimo, il dono della ricerca, del non accontentarsi dell'apparenza, un dono che può condannare alla solitudine e alla sofferenza, ma che dà dignità e rispetto di sé: "La dignità non è un'appendice della Fortuna, e un uomo resta tale proprio come un fuoco se riesce a attraversare ogni temporale possibile, senza spegnersi prima del tempo".



Manuale della perfetta mamma di Aldo Busi
Pag. 222, Lire 23.000 - Edizioni Mondadori
ISBN 88-04-46629-4

Di Grazia Casagrande



le prime pagine
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La Mamma sotto:
scelta dell'incintatore ideale


Siccome non sono le donne gratis a rifiutarsi ma sono gli uomini che per risparmiare vanno a puttane sin dalla più tenera età - nove milioni di puttanieri dai quindici ai settanta che si spartiscono e fanno girare sempre lo stesso carniere di circa ottantamila donne e viados non sono uno sputo, scolo e uretrite a parte -, uno può per cinque anni fare il fidanzato in casa di una brava ragazza di famiglia e non averla ancora sfiorata con l'orecchino al lobo, ma resta il fatto che al momento del "Sì" lui ha ottantamila probabilità più di lei si essere impestato marcio di Aids, sifilide, ameba, Herpes genitalis e sacri valori del matrimonio.
In guardia, donne: l'atto sessuale dell'italiano medio non è un atto di coscienza e di laica e illuministica agnizione ghiandolare, non ne ha le premesse artistiche e emozionali, è uno sfogo da sballo e da depressione e di rabbia, di sfatta bullagine, di baldanzosa ipocrisia, di "Vade retro Satana" (sodomizzazione da trans, nel senso che è il trans che glielo mette nel retro).
Egli fa sesso dietro le quinte del suo perbenismo di facciata e perciò lo fa male, perché non presuppone una persona davanti a sé, ma il fantasmino robotizzato della sua nevrosi di mammone e della sua vile cattiveria di falso timido.
I fantasmini - una volta accettata l'inevitabilità professionale della persona-trans e della persona-puttana di stare sul marciapiede-teatro a patto di non entrare in scena se non con la maschera appropriata alla marchetta -, cioè i fantasmi del sesso a pagamento, della realtà della sessualità maschile vedono sempre e solo gli stessi stereotipi deturpanti che hanno fifa della vera faccia di una donna e che pagano un replicante per travestirsi da mascherina con le tette ad hoc. Dette mascherine un tanto a fischio finiscono con l'odiare il loro inclito pubblico a tal punto che, se non pensano di dover essere sane per non essere infette e infettive, neppure pensano di essere infette e infettive una volta che non sono più sane. Mica si tolgono dal marciapiede solo per una simile sciocchezza venerea: i fantasmi non hanno una carne in sé, quindi va sempre bene la carne che gli presuppone il cliente, disposto a pagare marchetta doppia se si fa senza preservativo.
Occhio, donne che sognate una famiglia e una prole: non esiste quasi mai un fidanzatino modello che non sia al contempo un marito a rischio.
Sono pericolosi, i fatasmi fantasmizzati, e spesso hanno in un solo turno serale potere di vita e di morte su una ventina di giovani virgulti in cerca di emozioni forti - di cliché di emozioni forti da branco, cioè di calchi standard di subcultura da stadio e da videogiochi e da volontariato alla Sacro Cuore di Gesù e da canzonetta, spesso impegnata.
Io, come si sarà capito, ricevo parecchie confidenze sul campo di battaglia e spesso faccio come se fossi anch'io di questo esercito a caccia o di quell'altro di cacciati, entrambi di dispersi, e per ispirare la confidenza di un barelliere faccio dei faccia a faccia da tregenda napoleonica, non sono uno che accanto al caminetto interpreta statistiche e ricama origami intellettualistici e poi, invece di spararsi fra la destra e la sinistra il suo bel risultato che non cambia una sega in una pialla, le spara grosse.


© 2000, Arnoldo Mondadori Editore

biografia dell'autore
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Aldo Busi è nato nel 1948 a Montichiari (Brescia).


bibliografia
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I titoli sono tratti da
Alice CD,
il catalogo su CD-ROM
dei libri italiani
pubblicato da
Informazioni Editoriali.


Boccaccio Giovanni - Busi Aldo, Decamerone. Vol. 1, Lit. 38000, "Bur classici lusso", Rizzoli (ISBN: 88-17-11029-9)

Boccaccio Giovanni - Busi Aldo, Decamerone-Da un'italiano all'altro, Lit. 20000, "Bur classici" n. 183, Rizzoli (ISBN: 88-17-11183-X)

Busi Aldo, Alatyel. Patéd'homme, 1999, Lit. 14000, "Oscar narrativa" n. 1701, Mondadori (ISBN: 88-04-46606-5)

Busi Aldo, Aloha : (gli uomini, le donne e le Hawaii), 240 p., Lit. 12500, "Saggi tascabili", Bompiani (data di pubblicazione prevista: Novembre 1999)

Busi Aldo, Aloha! (Gli uomini, le donne e le Hawaii), 1998, 238 p., Lit. 26000, "Letteraria", Bompiani (ISBN: 88-452-3592-0)

Busi Aldo, Altri abusi. Viaggi, sonnambulismi e giri dell'oca, 359 p., Lit. 14000, "Oscar narrativa" n. 1329, Mondadori (ISBN: 88-04-38025-X)

Busi Aldo, L'amore èuna budella gentile, 2 ed., 1997, Lit. 12000, "Oscar narrativa" n. 1640, Mondadori (ISBN: 88-04-43330-2)

Busi Aldo, L'amore trasparente, Lit. 12000, "Oscar originals" n. 3, Mondadori (ISBN: 88-04-42765-5)

Busi Aldo, Casanova di se stessi, 2000, 512 p., Lit. 33000, "Scrittori italiani e stranieri" n. 4, Mondadori (ISBN: 88-04-47492-0)

Busi Aldo, Cazzi e canguri, 1998, 224 p., Lit. 12000, "Tascabili", Frassinelli (ISBN: 88-7684-538-0)

Busi Aldo, Cazzi e canguri (pochissimi i canguri), 1994, 215 p., Lit. 24500, "Narrativa", Frassinelli (ISBN: 88-7684-285-3)

Busi Aldo, La delfina bizantina, 3 ed., 1997, Lit. 15000, "Oscar narrativa" n. 1650, Mondadori (ISBN: 88-04-43214-4)

Busi Aldo, Madre Asdrubala, 2000, 228 p., Lit. 12000, "Oscar narrativa" n. 1729, Mondadori (ISBN: 88-04-47666-4)

Busi Aldo, Madre Asdrubala. All'asilo si sta bene e s'imparan tante cose!, 1994, 192 p., Lit. 18000, "Passepartout", Mondadori (ISBN: 88-04-37445-4)

Busi Aldo, Manuale del perfetto gentilomo, 1992, 112 p., Lit. 19500, Sperling & Kupfer (ISBN: 88-200-1538-2)

Busi Aldo, Manuale del perfetto gentilomo, 1999, Lit. 13000, "Oscar narrativa" n. 1714, Mondadori (ISBN: 88-04-47169-7)

Busi Aldo, Manuale della perfetta gentildonna, 1999, Lit. 13000, "Oscar narrativa" n. 1720, Mondadori (ISBN: 88-04-47342-8)

Busi Aldo, Manuale della perfetta mamma. Con qualche contrazione anche per il papà 2000, 222 p., Lit. 23000, Mondadori (ISBN: 88-04-46629-4)

Busi Aldo, Nudo di madre (manuale del perfetto scrittore), 1997, 160 p., Lit. 25000, "Letteraria", Bompiani (ISBN: 88-452-3083-X)

Busi Aldo, Per un'apocalise piùsvelta, 160 p., Lit. 24000, "Letteraria", Bompiani (prossima pubblicazione)

Busi Aldo, Per un'apocalisse piùsvelta, 1999, 176 p., Lit. 26000, "Letteraria", Bompiani (ISBN: 88-452-3942-X)

Busi Aldo, Le persone normali-La dieta di Uscio, 1994, 238 p., Lit. 13000, "Oscar narrativa" n. 1411, Mondadori (ISBN: 88-04-39080-8)

Busi Aldo, Una pioggia angelica, 1987, 20 p., Lit. 15000, "Interferenze" n. 6, L'Obliquo

Busi Aldo, Seminario sulla gioventù 9 ed., 1997, 348 p., Lit. 13000, "Oscar narrativa" n. 1379, Mondadori (ISBN: 88-04-43804-5)

Busi Aldo, Seminario sulla gioventù 4 ed., 1989, 354 p., Lit. 38000, "Fabula" n. 7, Adelphi (ISBN: 88-459-0651-5)

Busi Aldo, Sentire le donne, Lit. 26000, "Letteraria", Bompiani (ISBN: 88-452-1780-9)

Busi Aldo, Sentire le donne, 1993, Lit. 12000, "I grandi tascabili" n. 275, Bompiani (ISBN: 88-452-2025-7)

Busi Aldo, Sodomie in corpo 11, 2 ed., 1994, Lit. 14000, "Oscar narrativa" n. 1360, Mondadori (ISBN: 88-04-38446-8)

Busi Aldo, Suicidi dovuti, 1996, 448 p., Lit. 29500, "Narrativa", Frassinelli (ISBN: 88-7684-419-8)

Busi Aldo, Vendita galline km. 2, 1996, Lit. 15000, "Oscar narrativa" n. 1629, Mondadori (ISBN: 88-04-42343-9)

Busi Aldo, La vergine Alatiel, 1995, Lit. 18000, "Passepartout", Mondadori (ISBN: 88-04-40068-4)

Busi Aldo, Vita standard di un venditore provvisorio di collant, Lit. 15000, "Oscar narrativa" n. 1359, Mondadori (ISBN: 88-04-38447-6)



13 ottobre 2000