William Least Heat-Moon
Nikawa
Diario di bordo di una navigazione attraverso l'America

"Vent'anni fa avevo già percorso così tanti chilometri di strade americane che sapevo ormai in agguato il giorno in cui non avrei più potuto prendere il volo verso nuovi posti... Fu allora che notai la ragnatela di linee azzurro pallido che ricamavano il mio atlante come vene varicose. Erano fiumi."


Più di 8500 chilometri di strade d'acqua bagnano questo lungo racconto di viaggio, alla ricerca di antiche radici e di un mondo quasi scomparso.
La storia di un viaggio dove il vero protagonista è proprio il viaggio. Non si può certo affermare che in questo libro denso, ponderoso non vi siano descrizioni di luoghi, di culture, non si parli di storia, non si scandaglino i luoghi e gli eventi e non si facciano citazioni, ma alla base di tutto c'è sempre lui, il viaggio, il piacere fine a se stesso del viaggiare.
Lo scenario è costituito dagli Stati Uniti, il percorso è formato dalla rete di fiumi che attraversano questi territori, dall'Atlantico al Pacifico alla ricerca di vie d'acqua naturali e di canali navigabili costruiti dall'uomo, con una piccola barca battezzata Nikawa, che in lingua pellirossa significa "cavallina di fiume": "l'incrocio fra una barca per la pesca alle aragoste e un rimorchiatore da porto d'inizio Novecento". Grande viaggiatore William Least Heat-Moon ("luna calda il piccolo" pseudonimo di William Trogdon acquisito all'età di tredici anni secondo la tradizione pellirossa) ha già scritto numerosi libri raccontando le sue avventure nei territori americani, sempre visitati "via terra". E se il suo libro più noto, Strade blu, raccontava le vicende di un viaggio più spirituale che avventuroso, qui la situazione si ribalta e l'autore ci descrive un'avventura da "pioniere" in balia della natura e senza molte delle comodità che la moderna tecnologia mette a disposizione anche dei viaggiatori più intraprendenti e coraggiosi.
Luoghi già visti lungo le strade, paesi familiari, la solita gente, ma un'altra prospettiva. Dall'Hudson all'Erie Canal, meraviglia dell'ingegneria del XIX secolo e "corso d'acqua di notevole bellezza", per la prima volta navigato da un'imbarcazione non commerciale; dal lago Oneida al fiume Allegheny ricco di pesci nella sua parte più alta e costeggiato da fabbriche più in basso, verso il punto in cui il suo nome si trasforma in Ohio; dal mitico Mississippi, infestato dalle zanzare, al grande Missouri ("un abisso enorme e imprevedibile") fino ai torrenti di montagna (con tanti contrattempi), al Salmon River (il Fiume Senza Ritorno) uno dei rami superiori dell'Oregon, al sibilante Snake River e al Columbia River, il fiume che porta all'Oceano Pacifico. Poco più di quattro mesi di viaggio tra chiuse, laghi e correnti impetuose alla ricerca dell'America di cent'anni fa. Un'avventura scelta per il piacere di esplorare la natura, dovendo superare gli stessi ostacoli che si proponevano lungo il percorso nel secolo scorso, ma al tempo stesso un modo per mettere alla prova le proprie reazioni di fronte a un modo di viaggiare inusuale.
Nikawa è anche la storia di un inglese, irlandese e pellirossa, che si sente americano ma al tempo stesso europeo, alla ricerca di quelle radici antiche che ormai la civiltà occidentale sta cancellando quasi totalmente e che si possono ritrovare solo prendendo strade diverse, percorrendo nuove vie.


Nikawa. Diario di bordo di una navigazione attraverso l'America di William Least Heat-Moon
Titolo originale dell'opera: River-Horse. The Logbook of a Boat Across America

Traduzione di Marco Bosonetto
Pag. VIII-547, ill., Lire 36.000 - Edizioni Einaudi (I coralli)
ISBN 88-06-15496-6




Le prime righe

La barca


Se volete i particolari: aveva un nocciolo di balsa spesso cinque centimetri ricoperto di vetroresina, con scafo piatto a poppa e a V a prua; lunga poco più di sei metri e mezzo e larga quasi due e mezzo nel punto di massima ampiezza; circa settecentosettanta chilogrammi di peso vuota, venti centimetri di pescaggio minimo che diventavano settantacinque con motore e carico; modello C-Dory, costruita vicino a Seattle nel gennaio del 1995. La barca poteva essere facilmente caricata su un piccolo rimorchio.
A bordo c'era lo stretto necessario: bussola, scandaglio, doppio tachimetro e doppio misuratore per i due serbatoi di carburante da duecentosessanta litri che alimentavano i due motori Honda a quattro tempi e quarantacinque cavalli (molto efficienti ed ecologicamente avanzati). L'unico tergicristallo veniva azionato da una leva manuale. La nostra radio era una Apelco tascabile sintonizzata sulle onde nautiche. Per risparmiare peso e guadagnare spazio, non riempimmo la cisterna d'acqua potabile; per evitare spiacevoli corvées e avere una scusa in più per fermarci nelle città fluviali che avremmo incontrato, lasciammo a terra la toilette chimica.
Nella cabina di prua stava un po' rattrappita una cuccetta a V, e nella cabina di pilotaggio (un metro e novanta centimetri scarsi) se ne poteva ricavare una seconda, benché angusta, abbassando il piccolo tavolo di navigazione. A poppa della cabina di pilotaggio c'era il ponte a pozzo con un tettuccio floscio, una bella postazione per stare seduti, bere qualcosa e guardarsi attorno una volta ormeggiati.
Lo scafo a fasciame sovrapposto sagomato in modo da evitare gli spruzzi derivava da quello del classico peschereccio americano, perfezionato nel XVIII secolo per permettere ai pescatori di avventurarsi nelle difficili acque della costa atlantica settentrionale. La nostra C-Dory non era veloce, ma era stabile, robusta, maneggevole, sensibile e agile.

© 2000, Giulio Einaudi editore


L'autore
William Least Heat-Moon vive a Columbia, sulle sponde del Missouri. È stato per quindici anni docente di letteratura inglese. Tra le sue opere pubblicate in Italia: Strade blu. Un viaggio dentro l'America e Prateria. Una mappa in profondità.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




6 ottobre 2000