Mario Perniola
L'arte e la sua ombra

"L'ombra non si pone come avversaria, ma semmai come la detentrice di un sapere e di un sentire cui essa sola può giungere e che scompare quando la piena luce vuole appropriarsene."


"Il modo in cui ci si accosta oggi all'arte è spesso caratterizzato da una grande ingenuità che riguarda non solo la maggior parte del pubblico, ma anche molti addetti ai lavori". Così esordisce l'Introduzione di Mario Perniola, che intende, con questo saggio, "fare il punto" sullo stato dell'arte e delle tendenze estetiche contemporanee, ma anche sulla qualità e la preparazione dei fruitori, oggi in numero molto maggiore del passato per un processo di democratizzazione dell'arte ormai irreversibile.
Perniola evidenzia due tipi di errore che il pubblico può fare ponendosi di fronte all'opera d'arte: il primo è identificare l'arte con l'opera, fare dell'oggetto l'essenziale; il secondo, del tutto opposto, "risolvere completamente l'arte nella vita". "In un'epoca multiforme come la nostra, il mondo dell'arte sembra fatto per lo più da semplicioni per i quali essa si esaurisce nel prezzo e nell'interpretazione delle opere, oppure nell'efficacia e nella comunicabilità del messaggio. Tutto il resto, vale a dire ciò che rende possibile la categoria dell'arte e la figura dell'artista, viene considerato come una superfetazione metafisica da cui bisogna prescindere". In queste condizioni quali possono essere il valore e la grandezza dell'arte attuale?
Una domanda che ci si può porre riguardo l'estetica contemporanea è se la categoria del disgusto possa essere la sua categoria principale. Perniola afferma che ciò che genera disgusto è in diretto rapporto con "la vitalità organica esagerata ed abnorme che si dilata e si propaga oltre ogni limite e oltre ogni forma". Dunque le tendenze artistiche e culturali del momento (posthuman, realismo psicotico, arte estrema, cyberpunk) devono fare i conti con questa realtà, o meglio è una condizione che la critica d'arte non può ignorare. Perniola afferma anche che "l'arte, oggi più che mai, lascia dietro di sé un'ombra, una sagoma meno luminosa in cui si ritrae quanto di inquietante e di enigmatico le appartiene". È in questa zona d'ombra che va ricercata l'essenza dell'opera "essa implica un'esperienza più profonda del conflitto di quella cui l'istituzione e la comunicazione possono giungere". Una teoria stimolante e innovativa che spinge la ricerca al di là di mode e tendenze e percepisce una inafferrabilità dell'opera d'arte, un suo essere "criptica" come unico modo per "sottrarsi al cinismo melanconico in cui l'arte e la filosofia sembrano irrimediabilmente cadute". Nel suo rifugiarsi nella "cripta", l'arte si salvaguarda dai "fanatici delle opere" e da quelli della comunicazione.
Il saggio non è di semplice lettura e presume una conoscenza delle correnti artistiche e critiche contemporanee non comune. Ma può essere anche uno stimolo all'approfondimento per chi è rimasto ai margini del dibattito estetico sul tema, sviluppatosi con passione negli ultimi anni.


L'arte e la sua ombra di Mario Perniola
Pag. XIV-116, Lire 25.000 - Edizioni Einaudi (Biblioteca Einaudi n.95)
ISBN 88-06-14737-4




Le prime righe

Capitolo primo
Idiozia e splendore dell'arte attuale

I. Lo "choc" del reale


Nell'avventura artistica dell'Occidente si possono individuare due tendenze opposte: l'una diretta verso la celebrazione dell'apparenza, l'altra orientata verso l'esperienza della realtà. La prima tendenza ha focalizzato la propria attenzione sulle nozioni di distacco, di lontananza, di sospensione e ha considerato l'attitudine estetica come un processo di catarsi e di derealizzazione. La seconda tendenza, al contrario, ha conferito una speciale enfasi all'idea di partecipazione, di coinvolgimento, di compromissione e ha pensato l'arte come una perturbazione, una folgorazione, uno choc. Grosso modo, nella prima tendenza porrei coloro che considerano compito dell'arte quello di allontanarci dalla realtà e di liberarci dal suo peso, nella seconda tendenza quelli che attribuiscono all'arte il compito di fornirci una percezione più forte e intensa della realtà. Queste due tendenze opposte si sono affrontate e combattute nella vicenda culturale dell'Occidente senza che mai una di esse sia riuscita ad ottenere una vittoria definitiva sull'altra. Tuttavia, grazie a questa contesa, esse si sono rinnovate continuamente presentandosi ogni volta con aspetti e con caratteri nuovi e inediti.
La prima tendenza ha trovato nello sviluppo dei mezzi di comunicazione di massa un potente alleato: l'idea dello spettacolo sociale, la poetica dell'effimero, l'espansione e la commercializzazione del tempo libero hanno incoraggiato l'aspetto edonistico e ricreativo dell'arte. Questo si è manifestato ampiamente nel corso degli anni Ottanta come recupero delle forme tradizionali della pittura, della letteratura, dell'architettura e della musica, come solennizzazione della cultura popolare, come "pensiero debole", "post-moderno", "transavanguardia". Successivamente la nozione virtuale ha aperto una nuova problematica, che sembra a prima vista fornire elementi a favore della derealizzazione e dell'allontanamento dal reale.
Nello stesso tempo, tuttavia, noi abbiamo assistito alla manifestazione e alla diffusione di una sensibilità artistica di segno opposto, che si è configurata come una vera e propria irruzione del reale nel mondo rarefatto e altamente simbolico dell'arte. È sugli aspetti più violenti e più crudi della realtà che si è concentrata l'attenzione degli artisti: sono innanzitutto i temi della morte e del sesso ad acquistare il massimo rilievo. Non si tratta - come in passato - di una rappresentazione il più veristica possibile di queste realtà, ma di un'esposizione diretta e povera di mediazioni simboliche di eventi che suscitano sgomento, ripugnanza, se non addirittura ribrezzo e orrore.

© 2000, Giulio Einaudi editore s.p.a.


L'autore
Mario Perniola, professore di estetica all'Università di Roma Tor Vergata, direttore della rivista di estetica e di studi culturali "Ágalma", ha pubblicato Il sex appeal dell'inorganico, che è diventato un libro-culto della cultura dell'estremo, e Del sentire, un'introduzione alla "sensologia" contemporanea. Tra le sue pubblicazioni più recenti: l'Estetica del Novecento; I situazionisti; Transiti. Filosofie perversione; Philosophia sexualis. Saggi su George Bataille. È in corso di stampa un'antologia che raccoglie i suoi testi più significativi, tradotti in inglese.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




29 settembre 2000