Arturo Pérez-Reverte
La carta sferica

"Il mare è fatto così. Puoi essere il miglior marinaio del mondo, ma arriva lui e ti liquida. L'unica consolazione è comportarti al meglio..."


Ricordando Conrad, ricordando Melville... L'avventura sui mari è un classico della narrativa di tutti i tempi che oggi lo scrittore-giornalista Pérez-Reverte ripropone in chiave moderna, ma senza perdere nessuno degli ingredienti fondamentali: le mappe antiche, il tesoro sommerso, i naufragi, una storia d'amore e una donna bellissima a turbare l'eroe.
Dice l'autore che in nessuno dei suoi precedenti romanzi c'è tanto di sé come in questo, che la giovinezza del protagonista, Manuel Coy, è la storia della sua stessa giovinezza, che la passione per il mare e per la navigazione è stata per lui la purificazione dagli orrori a cui aveva assistito quando era corrispondente di guerra. In questo romanzo, moderno nel linguaggio e tradizionale nell'impianto narrativo, ricco di colpi di scena che affascinano il lettore, all'azione si uniscono momenti riflessivi, considerazioni sulle aspirazioni, le speranze, gli ideali di un giovane uomo di oggi che sa ancora sognare. L'antica "carta sferica" comprata ad un'asta può portare a un tesoro; la ricerca sui mari di quel tesoro porta a scoprire misteri che nulla hanno a che vedere con i pirati che, nel 1700, avevano affondato una nave e il suo carico prezioso. Sono moderni pirati: complici di dittature che si sono trasformati in piacevoli conversatori, uomini d'affari senza scrupoli, spie e avventurieri che popolano il nostro mondo e che non sempre trovano l'eroe positivo che li sa sconfiggere.
Così come in un brano di jazz (è dell'autore l'accostamento) il motivo dominante è arricchito da mille altre variazioni, improvvisazioni, assolo.
L'ampio romanzo è infatti una prova di affabulazione in cui l'intreccio è gestito con grande padronanza delle tecniche narrative e col divertimento di chi prova piacere nello scrivere e nell'inventare storie non necessariamente verosimili, ma fortificate da situazioni psicologiche universali e vere. L'amore prima di tutto, come molla che porta all'azione e che è ricompensa di ogni rischio, di ogni paura e, ad esso correlato, l'ideale di donna che ogni uomo si costruisce fin da adolescente, ideale che forse non trova grande corrispondenza nella realtà contemporanea.
Questo è il segreto di Pérez-Reverte, questo il motivo che ha spinto tanti registi a trarre film dai suoi libri e che fa di ogni sua nuova opera (in Spagna in particolare) un bestseller.


La carta sferica di Arturo Pérez-Reverte
Titolo originale: La carta esférica

Traduzione di: Roberta Bovaia e Silvia Sichel
Pag. 416, Lire 32.000 - Edizioni Tropea (I Marlin)
ISBN 88-438-0262-3




Le prime righe



Scrutiamo la notte. È quasi perfetta, con la Stella polare visibile nel suo punto preciso del cielo, cinque volte a destra della linea formata da Merak e Dubhe. La Stella polare resterà dove si trova per i prossimi ventimila anni, e tutti i naviganti che la contempleranno si sentiranno sollevati nel trovarcela, perché è un bene che qualcosa resti immutabile da qualche parte finché le persone avranno bisogno di tracciare rotte su una carta nautica o sul paesaggio vago di una vita. Se continuiamo a prestare attenzione alle stelle, troveremo Orione senza alcuna fatica, quindi Perseo e le Pleiadi. È facile, perché la notte è tersa e non ci sono nuvole; neppure un soffio di brezza. Il vento da sudovest è cessato al tramonto e la darsena è uno specchio nero che riflette le luci delle gru del porto, i castelli illuminati sulle montagne e i bagliori - rispettivamente verde a sinistra e rosso a destra - dei fari di San Pedro e di Navidad.
Adesso avviciniamoci all'uomo. È immobile, appoggiato al coronamento della muraglia. Guarda il cielo, che si annuncia più scuro verso oriente, e pensa che il giorno dopo soffierà di nuovo il levante, portando maretta là fuori. Sembra anche sorridere in modo strano; se qualcuno potesse vedere il suo viso illuminato dal basso dalle luci del porto, arguirebbe che esistono sorrisi migliori del suo, più speranzosi e meno amari. Ma noi ne conosciamo la ragione. Sappiamo che nelle ultime settimane, al largo e a poche miglia da qui, il vento e le onde hanno giocato un ruolo decisivo nella vita di quest'uomo. Benché ormai non abbiano più nessuna importanza.
Non perdiamolo di vista, perché stiamo per raccontare la sua storia. Guardando con lui in direzione del porto, scorgeremo le luci di una nave che si allontana lentamente dal molo. Il rumore delle macchine ci arriva smorzato dalla distanza e dal frastuono della città, con la trepidazione delle eliche che fendono l'acqua nera mentre l'equipaggio ala a bordo gli ultimi metri dei cavi di ormeggio. E mentre osserva quella nave dalla muraglia, l'uomo sperimenta due diverse forme di dolore: uno alla bocca dello stomaco, fatto della stessa tristezza che gli affiora alle labbra insieme alla smorfia che sembra - presto capiremo che è solo apparenza - un sorriso.
Ma c'è anche un altro dolore più preciso e acuto che va e viene all'altezza del fianco destro, là dove un'umidità fredda gli incolla la camicia al corpo, e il sangue gocciola sull'anca e inzuppa l'interno dei pantaloni a ogni battito del cuore e a ogni palpito delle vene.
Fortunatamente, pensa l'uomo, stanotte il mio cuore batte molto piano.

© 2000, Marco Tropea Editore


L'autore
Arturo Pérez-Reverte è nato a Cartagena, in Spagna, nel 1951. Ha lavorato per ventun anni come reporter di guerra per giornali, radio e televisione. Nel 1994 ha abbracciato definitivamente una brillante carriera di romanziere: i suoi best seller sono stati tradotti in più di venti lingue. Tra i suoi libri pubblicati in Italia, ricordiamo: Il club Dumas (da cui è stato tratto il film La nona porta di Roman Polanski), Il maestro di scherma e Territorio comanche (a cui si è ispirato Gerardo Herrero per l'omonimo film), La tavola fiamminga, La pelle del tamburo.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




22 settembre 2000