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Syusy Blady

Nei momenti di riposo, tra un viaggio e l'altro che per la trasmissione Turisti per caso portano Syusy Blady in giro per il mondo con il marito Patrizio Roversi, cosa legge questa viaggiatrice d'assalto? E quali sono stati i libri importanti della sua vita?


Qual è il primo libro che ricorda di aver letto da bambina?

D irei... Piccole donne. Anzi i tre titoli: Piccole donne, Piccole donne crescono e I figli di Jo, tutta la serie. Erano i libri che mi venivano dati, quelli "per signorine". Dopo la serie di Louisa Alcott ricordo Pattini d'argento. E, ancora, un libretto che vidi quando avevo circa otto anni e che volli assolutamente. Era di una italiana e si intitolava Signorina tu: un libro molto buffo, perché la protagonista era una signorina che sbagliava tutto. Il consiglio era di non sbagliare, ma a me piaceva invece che sbagliasse.

E nell'adolescenza? Quali sono stati i libri della sua formazione?

Q uando ho iniziato a leggere veramente per conto mio la mia formazione è stata di stampo classico: Stendhal, i romanzi francesi e inglesi, La Certosa di Parma, Molly Flanders, Tom Jones... I romanzi dell'Ottocento, perché avevano una struttura che si adattava al mio modo di percepire il mondo in quel momento. All'inizio c'era il romanzo, poi è stato difficile ritrovarlo così piacevole negli anni successivi. Non leggo più romanzi ultimamente, leggo solo saggi.

E quindi cos'ha adesso sul comodino?

S aggi, saggi in quantità. Ho letture un po' strane, tendo a interessarmi ai misteri, con tutte le possibili ipotesi su eventi misteriosi. Dunque la saggistica sui popoli antichi, sulla magia, sulle teorie circa l'origine dell'uomo e così via.
Un romanzo a volte mi affatica, perché devo entrare nella logica di una storia che spesso, se non è particolarmente appassionate, è faticosa e "non serve a nulla". Mentre invece i saggi che io amo contengono tanti elementi di informazione e tanti stimoli al dubbio. Alla fine, che ci credi o meno, hai comunque modo di indagare la storia, l'archeologia, la scienza. Mi piace molto questo spaziare su tutto.

Ma ci sarà almeno un romanzo...

L' ultimo romanzo che ho letto con grande gusto è Cassandra di Christa Wolf, che contiene l'elemento narrativo mitico, un'altra delle mie passioni: una storia intensa, densa e passionale.

I viaggi che sta facendo e che ha fatto in questi anni per Turisti per caso hanno cambiato in qualche modo il suo modo di leggere?

S ì, ci obbligano a documentarci sulla letteratura del posto, le tradizioni, ecc. Noi non ci limitiamo alla lettura delle guide, ma vogliamo approfondire alcuni temi e, soprattutto dopo il viaggio, cerchiamo le risposte ad alcune domande. Al ritorno si desiderano spiegazioni sui luoghi visitati, sulle cose viste, sulla cultura. Ad esempio, siamo andati a casa della scrittrice cubana Zoe Valdes che ha pubblicato in Italia alcuni romanzi: è chiaro che ho avuto la curiosità di leggerla, così come andando in Argentina leggo autori del paese. Questo mi stimola ad approfondire. Rimane comunque il discorso del romanzo che ho già fatto... Se un film non mi piace, non mi prende nei primi dieci minuti, io esco; nessuno mi obbliga a stare lì. E per il romanzo mi capita la stessa cosa: o è una passione o è una perdita di tempo. Posso magari leggere i libri degli amici, come certe cose di Pino Cacucci o di altri scrittori che ho conosciuto, ma non sempre il romanzo mi prende e quando questo non accade la lettura diventa una perdita di tempo.

Lei regala libri?

S ì, ma sempre libri particolari. Per esempio ho regalato dei volumi di Rajneesh, perché mi sembrava un messaggio interessante da comunicare a qualcuno nella misura in cui aveva senso per me. Non regalo testi di letteratura moderna. Devo dire che proprio non la seguo. Ormai sento di avere una mia strada, un mio gusto e allora vado avanti così per il poco tempo che ho a disposizione.

So che ha una bambina piccola. Quali libri acquista per lei?

T antissimi. Zoe a un giocattolo ha sempre preferito il libro. E in più si fa le storie da sola. Mi dice mamma ti leggo questa cosa, e non è vero perché non sa ancora leggere, però lei mi racconta tutta la storia, inventandosela. Prende un libretto che magari non c'entra nulla (un libro di preghiere, per esempio) e mi racconta una storia complicatissima sfogliando le pagine... ma non è quella la storia, naturalmente!

È già un'autrice...

È già un'autrice, sì. E racconta bene. Noi due abbiamo una preferenza rispetto alle letture: le storie di streghe. Abbiamo tutte le storie di streghe, perché amiamo le streghine, che sono buone, mica son cattive, mica sono nere... forse dovremmo farla noi la storia di una streghina. Delle fate non ce ne frega niente, tutte vestite di rosa... ci sono antipatiche.

Di Giulia Mozzato


1 settembre 2000