La biografia
La bibliografia


Carlo Emilio Gadda
Un fulmine sul 220

"Noi sappiamo stare allo scherzo, e amiamo anzi di creare e di vivere la verità dello scherzo, con cui siamo soliti voler attenuare e limitare ne è convenienti limiti critici la trionfezza inutile dell'evento: e, in genere, non siamo immusoniti né permalosi, neanche in trincea e neanche (questo poi è dir tutto) alla Ricevitoria delle Imposte."


Se c'è un autore contemporaneo che appare più citato che letto (destino riservato a tanti autori della classicità), più studiato attraverso la critica che i suoi testi, questo è di certo Carlo Emilio Gadda. Scrittore impegnativo, capace di entrare nella realtà, perdervisi, frantumarla, tanto da smarrirne i frammenti, per poi recuperarli e su di essi riprendere un'altra narrazione, affabulatore e poeta, linguista e tecnico, nell'ultimo testo (un romanzo inedito e incompiuto, accuratamente e mirabilmente curato da Dante Isella) offre ampio materiale di analisi per i lettori. Su Un fulmine sul 220, questo è il titolo del romanzo incompiuto, anche la critica si è infiammata: un'ampia recensione di Pietro Citati, vera prova letteraria in sé, e una altrettanto ampia pagina di Francesca Borrelli, piuttosto polemica con Citati, sono recentemente apparsi rispettivamente su la Repubblica e su il manifesto.
Il dissenso tra i due nasce prevalentemente dall'"ingerenza" dell'analisi di Citati che sembra quasi (e in alcuni passaggi questo è innegabile) volersi sostituire a Gadda in alcuni giudizi: primo fra tutti il relativo interesse sia nel narrare storie d'amore, sia nel portare a conclusione le vicende, motivo principe dell'incompiutezza di questo romanzo. In effetti è forse eccessivo pensare che proprio la storia d'amore tra la nobile Elsa, moglie insoddisfatta e donna fremente, e il garzone di macelleria Bruno, occasione per l'autore di delineare splendidamente l'intero contesto su cui si sviluppa, lo abbia allontanato dalla conclusione del racconto. Infatti in tante pagine si scatena l'ironia, l'allegria e la capacità dissacratoria di un Gadda davvero effervescente: come non godere della descrizione del malandato Gian Maria, marito piuttosto debole "di lombi" fin dall'inizio del matrimonio, della sua ira davanti alla strage di gianduiotti, delle chiacchiere e degli sguardi della nobile parentela, quindi i fremiti, i sussulti di Elsa che si ravviva all'emozione dei sensi. Certo è il quadro d'insieme, l'affresco della Milano piena di colori, ipocrisie e suoni che interessa rappresentare ed è in questo che la grandezza dello scrittore, ancora una volta, emerge. E l'Adalgisa, che qui nasce come figura secondaria e che poi sarà indiscussa protagonista nella raccolta che da lei prenderà nome, nell'intreccio di parentele e di cognomi con tanta ironia presentato, appare già avere vita autonoma.
La pagina critica di Citati comunque arricchisce la lettura del testo, anche se si può non essere d'accordo su ogni notazione, tale è la conoscenza e l'amore evidente per Gadda che sono sottesi al suo discorso. Così come la conoscenza dell'autore e della sue opere permette di cogliere accenni, tratti, frammenti che poi nella maturità verranno elaborati.
La pubblicazione di questo testo è di certo un evento letterario, un invito alla lettura e, se per qualcuno fosse necessario, uno stimolo ad affrontare quello che si può considerare un vero classico del Novecento, forse il capolavoro di Gadda, La cognizione del dolore.



Un fulmine sul 220 di Carlo Emilio Gadda, a cura di Dante Isella
Pag. 324, Lire 32.000 - Edizioni Garzanti (Narratori moderni)
ISBN 88-11-66164-1

Di Grazia Casagrande



le prime pagine
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I.


Se tutto è ragione a sto mondo, e se ogni fatto deve avere la sua causa, dove cercarla, dove cercarla per un fatto simile? Sono cose che fanno dubitare della Divina Provvidenza! Ma no, no, Vergine Santa, è impossibile, è impossibile, bisogna proprio diventar matti.
Tra le lacrime, si soffiavano il naso: breve e sommessa, in un bel fazzolettino donna Ernesta, moglie del Pizzigoni, perentorio e potente, seduto e piantato a gambe larghe, in un gran fazzolettone, il Pizzigoni medesimo, liquidissima e complicata, con un seguito di rumori brodosi e spugnosi, la sorella del Pizzigoni, signorina Teresa; e la signora Adalgisa, l'altra cognata, piena di singhiozzi di protesta, contro il destino. Era lei che parlava e protestava per tutti. -
Erano tutti abbastanza ben vestiti; lui d'un vestitone bleu, dove poteva starci abbastanza comodo, per quanto enorme fosse, con una cravatta verde scuro, cioè anzi marron, da funzionario delle Ferrovie dello Stato, ma era invece il gerente della vecchia ditta Pizzigoni Giovanni e Figli, quella del Ponte Vetero, nota casa fabbricante di cartonaggi. Sua sorella era adorna di una volpe un po' patita, ma pur sempre patetica, e nel cappello di una penna eretta, la dirittura della quale puntava verso l'alto e contrastava singolarmente con il suo silenzio piangente, rotto soltanto dai soffiamenti di quel naso così acquatico.
Donna Ernesta, come al solito, si era meravigliata anche lei, sull'esempio dell'altrui meraviglia, e piangeva anche lei dato che gli altri piangevano. Era una figura molto distinta, dal viso dolce e rassegnato, natante in un boa nero e piumoso; soffuso di quella dolcezza un po' accorata della donna lombarda, con due orecchini un po' troppo lunghi, che il boa veniva a nascondere, con un senso pieno di buone intenzioni casalinghe La sua voce, un po' velata, la si sentiva raramente, poche volte era lei che parlava e quelle poche si era certi di assaporare un congiuntivo sbagliato. Ma la signora Adalgisa pareva proprio la più disperata di tutti.
Robusta ancora e vegeta, eccelleva nel lasciar andare certi schiaffi a' suoi quattro figli che li sentivano di là dal "tavolato" i vicini, per solito con la bocca piena e il fiato corto. Erano quattro maschî, uno più brutto e più disperato dell'altro, come accade spesso nelle più distinte famiglie lombarde. Questi quattro esseri non avevano ancora avuto occasione di manifestare la loro maschilità se non rincasando a pranzo dopo scorribande sporchi e frusti; e "con via il culo", come diceva con bella e casalinga ipotiposi lombarda la loro casalinga mamma, alludendo al fondo dei pantaloni. Gli schiaffi li prendevano in silenzio, sorvolando via con una naturalezza tranquilla a mangiar altre castagne, dopo il contraccolpo rapido con cui la stabilità della persona aveva reagito alla manata materna. Ossuti e nasuti, era un po' una cera di famiglia, infarinati di castagne lesse tutto il davanti de' giubbetti, e coi ginocchî nudi ri|dotti dal freddo e dalla terra come al derma rugoso dell'elefante, salutavano i raffinati parenti mettendosi le lunghe dita nel lungo naso dove frugavano e frugavano con la paziente sagacia d'un chirurgo indefesso che accanitamente cerchi e più non trovi quel che s'era messo a cercare. Oppure, dopo un lungo silenzio pieno di otto occhî imbecilli, uscivano improvvisamente in una sghignazzata collettiva di cui nessuno riusciva a spiegarsi il perché. Finché tre o quattro schiaffi tremendi li lasciavano completamente interdetti, loro e anche tutto il parentorio, incerto fra la cristiana compassione e il cristiano senso del "ben meritato!".
Ma insomma, sono particolari di poca importanza: nonostante i pantaloni frusti dei quattro disperati e l'acquisita parentela dei Pizzigoni, (parenti però, alla lor volta, dei nobili Pizzigoni di Gavirate, quelli di via Spiga), la famiglia da cui discendevano Donna Ernesta e suo fratello il nob. Gianmaria Cavigioli, era una delle più distinte famiglie della nostra vecchia e cara Milano.
Gente ancora di vecchio stampo, intendiamoci, ossia, quel che è giusto è giusto: non si può pretendere di rimaner sempre allo stesso punto, una nazione moderna deve pur evolversi, deve progredire, anche il compianto nob. Emmanuele Lattuada lo diceva sempre, fra un domino e l'altro, alla Patriottica, suscitando la giusta ammirazione. Ma si dice per dire, la serietà, la dirittura del carattere, quel bisogno di fondarsi sul solido, quei principî sani e nello stesso tempo moderni, che sono la più sicura base della famiglia e nello stesso tempo della società: che sono l'"arra", come diceva la Perseveranza.


© 2000, Garzanti Libri

biografia dell'autore
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Carlo Emilio Gadda è nato a Milano nel 1893. Dopo aver partecipato alla prima guerra mondiale, terminò gli studi di ingegneria. Per lavoro, trascorse alcuni anni viaggiando in Italia e all'estero, ma coltivò sempre l'interesse per la letteratura. Iniziò a collaborare a Solaria dal 1924. Dal 1940 visse a Firenze, per una decina d'anni, quindi si trasferì a Roma, dove collaborò con la Rai. In questa città morì nel 1973.


bibliografia
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I titoli sono tratti da
Alice CD,
il catalogo su CD-ROM
dei libri italiani
pubblicato da
Informazioni Editoriali.


Gadda Carlo E., A un amico fraterno, a cura di Carlino M., 1984, 160 p., Lit. 20000, "Le mosche bianche", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-66126-9)

Gadda Carlo E., Accoppiamenti giudiziosi, Lit. 28000, "Narratori moderni", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-66127-7)

Gadda Carlo E., Accoppiamenti giudiziosi, 1990, XVI-344 p., Lit. 20000, "Gli elefanti", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-66706-2)

Gadda Carlo E., L'Adalgisa. Disegni milanesi, 2000, 297 p., Lit. 32000, "Narratori moderni", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-66028-9)

Gadda Carlo E., L'Adalgisa. Disegni milanesi, a cura di Lucchini G., 4 ed., 1999, 304 p., Lit. 19000, "Gli elefanti", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-66834-4)

Gadda Carlo E., Le bizze del capitano in congedo e altri racconti, a cura di Isella D., 2 ed., 1983, 231 p., Lit. 22000, "Piccola biblioteca Adelphi" n. 119, Adelphi (ISBN: 88-459-0466-0)

Gadda Carlo E., Carissimo Gianfranco, a cura di Ungarelli G., 1998, 94 p., Lit. 18000, "Lettere", Archinto (ISBN: 88-7768-218-3)

Gadda Carlo E., Il castello di Udine, 2 ed., 1999, 200 p., Lit. 16000, "Gli elefanti", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-66960-X)

Gadda Carlo E., La cognizione del dolore, 222 p., Lit. 30000, Garzanti Libri (data di pubblicazione prevista: Ottobre 1999)

Gadda Carlo E., La cognizione del dolore, a cura di Manzotti E., 1994, 222 p., Lit. 30000, "Narratori moderni", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-66124-2)

Gadda Carlo E., La cognizione del dolore, Lit. 18000, "Gli elefanti", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-66825-5)

Gadda Carlo E., La cognizione del dolore, 3 ed., 2000, 222 p., Lit. 18000, "Gli elefanti", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-66644-9)

Gadda Carlo E., Eros e Priapo. Da furore a cenere, 1990, 200 p., Lit. 18000, "Gli elefanti", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-66704-6)

Gadda Carlo E., Un fulmine sul 220, a cura di Isella D., 2000, 324 p., Lit. 32000, "Narratori moderni", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-66164-1)

Gadda Carlo E., Giornale di guerra e di prigionia, 1999, 446 p., Lit. 39000, "Narratori moderni", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-66091-2)

Gadda Carlo E., Il guerriero, l'amazzone, lo spirito della poesia nel verso immortale del Foscolo. Conversazione a tre voci, 2 ed., 1999, 104 p., Lit. 16000, "Gli elefanti", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-66948-0)

Gadda Carlo E., Lettere a Gianfranco Contini (1934-1967), 1988, 118 p., Lit. 21000, "Saggi blu", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-59835-4)

Gadda Carlo E. - Bigongiari Piero, Lettere a Piero-Quattro saggi su Gadda, a cura di Priami S., 1999, 80 p., ill., Lit. 22000, "Il diaspro. Epistolari" n. 4, Polistampa (ISBN: 88-8304-049-X)

Gadda Carlo E., Lettere a una gentile signora, a cura di Marcenaro G., 1983, 227 p., ill., Lit. 15000, "La collana dei casi", Adelphi (ISBN: 88-459-0555-1)

Gadda Carlo E., Lettere alla sorella, a cura di Colombo G. e ViganòC., 1987, 108 p., Lit. 18000, "Lettere", Archinto (ISBN: 88-7768-031-8)

Gadda Carlo E., I luigi di Francia, 1992, 136 p., Lit. 22000, "Gli elefanti", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-66709-7)

Gadda Carlo E., La Madonna dei filosofi, a cura di Isella D., 1989, 128 p., Lit. 14000, "Gli elefanti", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-66702-X)

Gadda Carlo E., La meccanica, 2 ed., 1999, 152 p., Lit. 16000, "Gli elefanti", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-66946-4)

Gadda Carlo E., Le meraviglie d'Italia-Gli anni, 1993, 272 p., Lit. 23000, "Gli elefanti", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-66719-4)

Gadda Carlo E., Opere. Vol. 1: Romanzi e racconti (1), a cura di Rodondi R., Lucchini G. e Manzotti E., 1988, LXXIV-890 p., Lit. 80000, "I libri della spiga", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-58640-2)

Gadda Carlo E., Opere. Vol. 2: Romanzi e racconti (2), a cura di Pinotti G., Isella D. e Redondi R., 1989, 1350 p., Lit. 85000, "I libri della spiga", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-58641-0)

Gadda Carlo E., Opere. Vol. 3: Saggi, giornali, favole (1), a cura di Orlando L., Martignoni C. e Isella D., 1991, 1384 p., Lit. 98000, "I libri della spiga", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-58642-9)

Gadda Carlo E., Opere. Vol. 4: Saggi, giornali, favole (2), a cura di Isella D., 1992, Lit. 98000, "I libri della spiga", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-58643-7)

Gadda Carlo E., Opere. Vol. 5: Scritti vari e postumi. Bibliografia e indici, Lit. 130000, "I libri della spiga", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-58644-5)

Gadda Carlo E., Il palazzo degli ori, Lit. 20000, "Einaudi letteratura" n. 76, Einaudi (ISBN: 88-06-56218-5)

Gadda Carlo E., Per favore, mi lasci nell'ombra. Interviste 1950-1972, a cura di Vela C., 1993, 291 p., Lit. 22000, "Piccola biblioteca Adelphi" n. 318, Adelphi (ISBN: 88-459-1027-X)

Gadda Carlo E., Quer pasticciaccio brutto de via Merulana, 1983, 352 p., Lit. 28000, "Narratori moderni", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-66125-0)

Gadda Carlo E., Quer pasticciaccio brutto de via Merulana, 14 ed., 2000, X-278 p., Lit. 19000, "Gli elefanti", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-66642-2)

Gadda Carlo E., Quer pasticciaccio brutto de via Merulana, 1987, X-348 p., Lit. 19000, "Gli elefanti", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-66642-2)

Gadda Carlo E., Quer pasticciaccio brutto de via Merulana-Strumenti per la lettura, a cura di Grassadonia F., Marchetti M. e Lagossi P., 2 voll., 480 p., Lit. 18500, "Narrativa e letture", Garzanti Scuola

Gadda Carlo E., Romanzi, a cura di Barberi Squarotti G., 1997, 832 p., ill., Lit. 110000, "Classici italiani" n. 97, UTET (ISBN: 88-02-05210-7)

Gadda Carlo E., Taccuino di Caporetto. Diario di guerra e di prigionia (ottobre 1917-aprile 1918), a cura di Bonsanti S. e Bonsanti G., 1991, 152 p., ill., Lit. 30000, "Le mosche bianche", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-66114-5)

Gadda Carlo E., I viaggi la morte, 256 p., "Gli elefanti. Saggi", Garzanti Libri (prossima pubblicazione)



1 settembre 2000