Hernán Rivera Letelier
Fata Morgana d'amore

"La brezza di quella notte di febbraio era tiepida come l'alito di un uomo sul collo, e quella musica stupenda, modulata da un calore sensuale, l'aveva bruciata dentro, ed era stata la causa del suo dolce sbaglio vergognoso."


Una appassionata storia d'amore d'inizio secolo che si svolge in un villaggio dell'infuocato deserto di Atacama in Cile. Polvere e sole, una luce abbagliante che permette di vedere a grandi distanze, un paese nato dal nulla e che nel nulla scompare: in questo scenario la bella Golondrina, giovane donna raffinata e sensibile, vera rarità in un luogo caratterizzato da modesti postriboli e dalla rozzezza quasi primitiva degli abitanti, svolge la sua attività di pianista e di insegnante di recitazione.
Il padre rimasto vedovo dell'amatissima moglie proprio al momento dell'arrivo in quella terra, via mare, aveva educato la figlioletta, in omaggio alla delicata sposa pianista, come una vera principessa: collegio di suore (nonostante le sue idee anarchiche), studio del pianoforte, ogni attenzione rivolta a non scalfire la sensibilità e la raffinatezza della bambina prima, della ragazza negli anni successivi.
Così, in paese, i baffi del padre barbiere e le sue idee rivoluzionarie erano note quanto la signorilità e la dolcezza della pudica figlia, soprannominata da tutti Golondrina del Rosario.
Ma appare all'improvviso un personaggio a turbare la vita di tutti: rossi i capelli, smagliante il sorriso, una tromba sempre accanto e una vitalità straordinaria.
Golondrina, restia ad ogni sollecitazione amorosa nonostante i numerosi pretendenti, una notte ha un avventuroso incontro d'amore con uno sconosciuto che la sconvolge così, quando successivamente incontra il rosso trombettista (l'appassionato sconosciuto), fra i due nasce un amore travolgente e irrefrenabile.
Il paese è in attesa dell'arrivo del presidente della repubblica, uno dei tanti tiranni che hanno insanguinato l'America Latina del Novecento, si prepara la banda ad accoglierlo e il barbiere anarchico invece prepara se stesso all'atto fondamentale della sua vita: il tirannicidio.
La conclusione è drammatica, sull'amore prevarrà la morte, l'unica che avrebbe potuto dividere i due giovani, sulla giustizia l'ingiustizia, e l'intero paese verrà distrutto, condannato dal non aver saputo proteggere quell'amore appena sbocciato dalla brutalità del potere.
Il romanzo ha un andamento da ballata popolare, l'autore è il cantastorie che con ingenuità e freschezza ripercorre le vicende per farne memoria collettiva, e la lettura di questo bel romanzo sa ridarci l'atmosfera assolata, le tensioni sociali, i grandi ideali e le sconfitte di un'America latina che, nella letteratura, ha spesso trovato il suo riscatto.


Fata Morgana d'amore di Hernán Rivera Letelier
Titolo originale: Fatamorgana de amor con banda de música

Traduzione di Roberta Bovaia
Pag. 236, Lire 24.000 - Edizioni Ugo Guanda (La frontiera scomparsa)
ISBN 88-8246-202-1




Le prime righe

I.


E così come alcune famiglie si portavano dietro animali vivi - capretti e agnelli che rendevano ancora più penosa la promiscuità sullo scafo - in qualche modo loro erano riusciti a imbarcare il grande pianoforte a coda. E nelle ondeggianti notti di alto mare, sotto un cielo di crudeli stelle ossidate, Elidia del Rosario, la sua cagionevole moglie, aveva avuto il coraggio di intrattenere quell'oscuro gregge di persone stipate sulle tavole della coperta suonando Chopin. E durante l'ultima notte di navigazione si era addirittura fatta forza e aveva declamato alcuni versi di Gustavo Adolfo Bécquer, il "poeta della sua anima", come lei lo chiamava. E tutto ciò nonostante la sua Elidia, paurosa com'era, avesse i nervi a pezzi per il timore di un naufragio. Per tutta la traversata non aveva smesso un attimo di pensare a un fatto accaduto alcuni anni prima, quando un vapore su cui viaggiavano cinquecento persone appena reclutate per l'industria del salnitro era andato a picco davanti alle coste di Coquinbo. La cosa più triste di quella tragedia era che tutta quella gente che viaggiava nelle stive della nave non era stata registrata sui giornali di bordo e la loro morte fu categoricamente smentita dalle autorità, anche se alcuni membri dell'equipaggio che erano riusciti a sopravvivere al naufragio lo raccontavano in segreto nei tuguri del porto. Inoltre, la sua nonna materna poteva dare una testimonianza attendibile del fatto perché lei stessa era andata a salutare un suo fratello arruolatosi per la pampa e poi scomparso, inghiottito dal mare.
Assopito sulla sua poltrona da barbiere, con la porta del negozio spalancata all'incandescente calura delle due del pomeriggio, il barbiere Sixto Pastor Alzamora - volto rubizzo e lunghi baffi ritorti - si rigirò pesantemente sul cuoio di porco e sprofondò di nuovo tra le dune della sua siesta salnitrera. Nel sopore del suo dormiveglia non sapeva bene se stesse sognando o evocando le immagini brumose in cui si rivedeva al momento del suo sbarco sulle coste del Nord, all'inizio del 1907, pigiato nella coperta del vapore Blanca Elena insieme a un ingaggio di centoquarantanove lavoratori del salnitro, tutti con le rispettive famiglie a carico.

© 2000, Ugo Guanda Editore


L'autore
Hernán Rivera Letelier è nato nel 1950 a Talca (in Cile) e sin da bambino ha vissuto nella pampa salnitrera. Da allora ha trascorso la sua vita trasferendosi da una miniera all'altra: da Algorta, dove ha frequentato le scuole elementari, alla María Elena, per poi finire a Pedro de Valdivia, dove ha lavorato a lungo come minatore e risiede tuttora. Nel 1994 ha pubblicato La regina cantava rancheras (primo premio per il romanzo inedito conferito dal Consejo Nacional del Libro y la Lectura).


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




1 settembre 2000