Anthony Giddens
Il mondo che cambia
Come la globalizzazione ridisegna la nostra vita

"Un buon rapporto è una relazione fra eguali, dove ciascuna parte ha pari diritti e pari doveri. In un rapporto del genere, ciascuna persona ha rispetto per l'altra e da questa vuole il meglio"


Questo breve saggio di Giddens ha un grande merito: traccia con chiarezza, direi quasi elementare, una fotografia del presente e apre il dibattito sulle ripercussioni che l'attuale sistema economico sta avendo sul "politico" e sul "sociale".
E proprio questa capacità di allargare l'analisi a tutti i momenti della vita del singolo e della collettività gli permette di affrontare le tematiche della globalizzazione con un coinvolgimento emozionale maggiore.
Le innumerevoli letture che in questo ultimo anno sono state attuate del fenomeno ormai universalmente definito appunto "globalizzazione" hanno rivelato gli aspetti contraddittori e spesso devastanti di questa trasformazione dell'economia, hanno evidenziato come la rottura dei confini nazionali provocasse, al di là dell'apparenza, maggiori divisioni tra mondo opulento e zone di estrema povertà, e come nascessero nuove forme di esclusione (si veda ad esempio il fondamentale L'era dell'accesso di Jeremy Rifkin) legate all'uso delle nuove tecnologie. Giddens in Il mondo che cambia, osserva con maggiore ottimismo i fenomeni in atto, vedendo come al cosmopolitismo si possa, e si debba, affiancare anche un nuovo ruolo delle realtà locali e come si stia ridisegnando il mondo in aree che non coincidono necessariamente con quelle degli stati nazionali, ma che possono avere nuova vitalità e nuovo peso nel contesto globale.
Il testo quindi procede, e questo è forse l'elemento di maggior interesse, nell'osservazione delle ripercussioni di queste trasformazioni sulla vita quotidiana di tutti noi (occidentali soprattutto): cambia la famiglia, le relazioni interpersonali, lo stesso concetto di democrazia e di politica ed è importante prenderne coscienza e razionalizzare il terremoto che sta scuotendo i rapporti interpersonali, anche i più intimi.
L'ottimismo dell'autore punta l'accento sugli aspetti positivi: maggior rispetto, maggiore libertà, maggiore uguaglianza. Le tradizioni, che stanno vacillando, in realtà non sono quasi mai antico patrimonio dei popoli, ma invenzioni piuttosto recenti nate dall'interesse di particolari gruppi sociali, quindi non sono da rimpiangere, bisogna invece osservare come la crisi della famiglia possa aprire a relazioni più autentiche e paritarie, come i rapporti umani si stiano evolvendo in senso di maggiore rispetto e libertà. La sfiducia nella politica e la scontentezza, che spesso traspare nei giudizi dei cittadini europei, nei confronti delle democrazie, è solo segno di una esigenza profonda di evoluzione verso forme di più autentica democrazia, la strada indicata quindi è questa e non ci resta che percorrerla.
Leggere questo libro è davvero incoraggiante, anche se non può sfuggire che l'interlocutore privilegiato dell'autore sia chi vive in Europa (interessanti per noi, nuovi cittadini dell'UE, i punti su questa neonata realtà economico-politica) e già goda di molti privilegi "di partenza".


Il mondo che cambia. Come la globalizzazione ridisegna la nostra vita di Anthony Giddens
Titolo originale: Runeway World. How Glibalization is Reshaping our Lives

Traduzione di Rinaldo Falcioni
Pag. 107, Lire 16.000 - Edizioni il Mulino (Intersezioni n. 207)
ISBN 88-15-07696-4



Le prime righe

Introduzione


"Il mondo sta correndo - e sta correndo verso la sua fine": così si pronunciò l'arcivescovo Wulfstan, in un sermone tenuto a York nel 1014; con toni che sembrano esprimere le stesse sensazioni diffuse oggi. Le speranze e le ansie di ogni periodo non sono dunque che una copia carbone di quelle delle epoche passate? Il mondo in cui viviamo non differisce davvero in nulla da quello delle generazioni precedenti?
In realtà, è profondamente diverso. Ci sono ottime ragioni per credere che stiamo vivendo un momento di trasformazioni storiche fondamentali; inoltre, i cambiamenti che ci riguardano non sono confinati in una parte qualunque del globo, ma si estendono pressoché ovunque.
La nostra epoca si è sviluppata sotto l'impulso della scienza, della tecnologia, del pensiero razionale, le cui origini sono nell'Europa dei secoli XVII e XVIII. La cultura industriale europea è stata delineata dall'Illuminismo, dagli scritti di autori che si opponevano all'influenza della religione e del pensiero dogmatico e che desideravano sostituirli con un approccio più razionale alla vita concreta.
I filosofi illuministi erano animati da un'idea semplice, ma molto forte: essi pensavano che più siamo in grado di comprendere razionalmente il mondo, più riusciamo a indirizzare la storia secondo i nostri fini. Dobbiamo allora liberarci dalle abitudini e dai pregiudizi del passato per controllare il futuro.
Karl Marx, le cui idee devono molto all'Illuminismo, precisò questo pensiero: dobbiamo comprendere la storia per fare la storia. Attraverso tale pensiero, Marx e il marxismo hanno avuto un grande peso nel corso del Novecento.
In questa prospettiva, con l'ulteriore sviluppo della scienza e della tecnologia il mondo sarebbe dovuto diventare più stabile ed ordinato, e anche altri autori, critici rispetto a Marx, abbracciarono questa idea: per esempio, il romanziere George Orwell preconizzò una società estremamente stabile e prevedibile, in cui ciascuno sarebbe dovuto diventare il sottile ingranaggio di una vasta macchina economica e sociale. Altrettanto fecero molti sociologi, tra cui Max Weber.
Tuttavia, il mondo in cui noi oggi viviamo non sembra assomigliare a quello previsto da tutti costoro, e invece di essere sempre più sotto controllo sembra del tutto fuori controllo - un mondo inafferrabile, per l'appunto. Come se non bastasse, alcuni fattori che si pensava potessero renderci la vita più sicura e prevedibile, come il progresso della scienza e della tecnica, spesso hanno prodotto l'effetto contrario.

© 2000, Società editrice il Mulino


L'autore
Anthony Giddens è direttore della London School of Economics ed è uno dei più influenti sociologi del nostro tempo. Tra le sue opere ricordiamo: Sociologia, Le trasformazioni della modernità, Oltre la destra e la sinistra, Durckeim, La terza via.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




25 agosto 2000