Rex Miller
Slob

"Tornerà a Chicago e là farà scempio di vite umane per suo puro diletto. Di molte, moltissime vite umane."


Chaingang è uno dei peggiori serial killer che mai abbiano attraversato le pagine della letteratura. Cinquecento o forse molte di più sono le sue vittime. Impossibile contarle, difficile seguire quella pista di sangue. La sua figura imponente domina tutto il racconto e "pesa" anche sul lettore. Non ha pietà, non conosce paura, ha una lucida determinazione che gli consente di non lasciare tracce compromettenti, di non commettere errori, o quasi. Eppure Daniel Edward Flowers Bunkovski, questo è il suo nome, non è intelligente, non è un criminale acuto e sagace: è tutto dominato da un istinto feroce, che ha avuto origine nelle sue turbe infantili, nei maltrattamenti che ha subito e che ora, centuplicati, infligge a chi trova sulla sua strada. Donne, sì, ma anche uomini, cui in un crescendo truculento degno del miglior grand guignol, strappa il cuore dopo tremende torture. Chaingang incontra sulla sua strada un poliziotto ex alcolizzato abile e intuitivo: Jack Eichord (da pronunciare Aicord perché di origine tedesca). Eichord non è un grande eroe, ma è senza dubbio un ottimo investigatore, particolarmente dotato nella ricerca dei serial killer. A lui viene affidata l'indagine che lo coinvolge strettamente anche perché, come scoprirete lungo le pagine, avrà molto da spartire con la sua vita privata.
Per comprendere meglio il senso di tanta violenza e bestialità nel racconto, dobbiamo ricordare che la versione originaria è apparsa negli Stati Uniti nel 1987, in pieno "splatterpunk", quel movimento che ha incendiato le pagine della letteratura giallo-horror. Ma Miller si rivela anche un grande scrittore introspettivo, abilissimo a raccontare su piani paralleli il pensiero dei due protagonisti, il suo evolversi lungo la storia, l'incrociarsi sul cammino, l'allontanarsi nella vita; con altrettanta capacità sa narrare gli aspetti più spaventosi dell'azione di un uomo votato solo all'omicidio, tanto da poter essere considerato la Morte in persona, colui che falcia senza pietà ogni vita indifesa che gli si pari di fronte. "Il fiume della morte scorre in piena nella notte e niente può fermare un fiume", se non la diga costruita da un uomo che sa cosa fare.


Slob di Rex Miller
Traduzione di Gino Scatasta
Pag. 252, Lire 17.000 - Edizioni Einaudi (Einaudi Tascabili. Stile Libero n.753)
ISBN 88-06-15310-2



Le prime righe

Prologo


Per prima cosa ne avverte la presenza. Invisibile. Il fetore. Le arriva da dietro l'angolo, precede la sua apparizione fisica con una folata d'aria nauseabonda che la travolge e lei sobbalza disgustata da quell'odore che è insieme sudore rancido e fogna e puzza mefitica di cibo andato a male e assale le sue narici con la slealtà del male. E appena lo vede trasale nuovamente, si sforza di sembrare normale, gentile e sicura di sé, lei è lì per servire i clienti, il sorriso stampato in faccia e intanto lui si avvicina alla cassa in quel vortice tremendo e fetente di aria appestata.
Grugnisce un nome, un'unica sillaba, non è il suo vero nome, e lei mormora qualcosa mentre gli porge quello che ha ordinato e calcola il totale. Fanno quaranta dollari tondi. Lei glielo dice e lui tira fuori i soldi. Le dà la somma precisa in banconote luride, zuppe di sudore, tutte accartocciate che lei riesce a prendere a stento. Lo ringrazia, batte l'ordinazione sul registratore di cassa e non vede l'ora di lavarsi le mani. Lui afferra la grossa busta piena di cibo con una manaccia bestiale e si allontana a passi pesanti, lasciandosi dietro quell'odore terribile, pungente e un terrore paralizzante che martella il cuore, una sensazione di pericolo impalpabile e inesprimibile. Per lei resterà sempre quello che ha comprato "quaranta dollari di involtini primavera".
Ma lui è l'uomo che in Vietnam chiamavano Chaingang. A Marion dicevano che aveva ucciso un essere umano per ogni libbra del suo peso, e pesava quasi cinquecento libbre. È la morte in persona, demoniaca, inarrestabile, assetata di sangue e reale, assolutamente reale. Spalanca con uno strattone la portiera della macchina rubata e scaraventa il sacchetto pieno di roba da mangiare sul sedile davanti mentre si siede al volante con uno schianto e le molle protestano gemendo. Pensa a come sarebbe stato facile ammazzare quella spocchiosa della cassa. Con che piacere le avrebbe ficcato qualcosa di appuntito in gola, le avrebbe squarciato la pelle in mezzo ai seni giù giù fino all'addome e poi l'avrebbe sventrata e avrebbe scelto le parti che più gli piacevano. E al solo pensiero la sua mente è travolta da un rombo scarlatto.

© 2000, Giulio Einaudi editore


L'autore
Rex Miller, nato a Chicago, diventò, ancora adolescente, star della radiofonia e dj acclamato (fu inserito nella Top Ten delle celebrità dell'etere anni Sessanta). Slob è il primo romanzo della serie di Jack Eichord.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




25 agosto 2000