Percorsi di lettura: I satirici

P. G. Wodehouse
Gas esilarante

"Quel piccolo sciocco impetuoso si era ficcato a forza nel mio corpo, e io, non avendo altro luogo in cui rifugiarmi, ero andato a finire nel suo. Colpa sua, naturalmente; colpa di quel cretino! E glielo avevo detto di non spingere."


Da tempo annoverato tra i classici della narrativa inglese, forse il maggior esponente del filone satirico, Wodehouse è un autore "da leggere". Col passare degli anni non ha perso la vivacità, la brillantezza, la capacità di far sorridere, mantenendo uno strano rapporto con l'attualità e la contemporaneità che abitualmente l'umorismo non riesce a conservare negli anni. Per rendervene conto leggete Gas esilarante, in questa nuova edizione Guanda (la precedente Mondadori è da tempo esaurita). Protagonisti della vicenda sono (come spesso accade nei romanzi di Wodehouse) uomini giovani: il conte Lord Havershot, erede di un prestigioso casato inglese sbarcato negli Stati Uniti per riportare alla ragione un cugino innamorato di un'attricetta, e Joey Cooley, piccolo divo del cinema Hollywoodiano, stanco e disamorato. L'incontro tra i due è casuale, nell'anticamera di uno studio dentistico, in preda ai postumi dell'effetto anestetico del gas esilarante, ma i loro destini sono destinati a intrecciarsi (e quanto!) in modo imprevedibile e bizzarro.
Denso di dialoghi pungenti, talvolta caustici, il romanzo descrive la società hollywoodiana legata allo spettacolo, con i suoi protagonisti fatui, alcolizzati, spregiudicati e ambiziosi, circondati da un entourage di arrampicatori sociali il cui solo scopo è approfittare della situazione, ma anche da uno stuolo di ricchi altolocati attirati dal fascino delle giovani e belle attrici cinematografiche. Attrici che possono apparire sensibili, fragili e romantiche e rivelarsi delle vere e proprie vipere. Ma il lieto fine è garantito.


Gas esilarante di P. G. Wodehouse
Titolo originale: Laughing Das

Traduzione di Alberto Tedeschi
Pag. 253, Lire 26.000 - Edizioni Ugo Guanda (Narratori della Fenice)
ISBN 88-8246-168-8



Le prime righe

I


Avevo appena cominciato a scrivere questa storia, quando un mio amico letterato che aveva passato una notte in baldoria al circolo venne a chiedermi del bicarbonato di sodio.
Mi dissi allora che tanto valeva approfittare dell'occasione e sottoporre al suo giudizio i miei tentativi, nei quali non avevo troppa fiducia. Infatti, a parte qualche barzelletta sugli Ebrei, gli Scozzesi e gli Irlandesi, narrata nel salotto del 'Drones', e non sempre con successo, non mi era mai accaduto di narrare per intero e coordinatamente una storia.
E poi gli intenditori mi hanno detto che tutto sta nel cominciare bene.
Allora domandai al mio amico:
"Senti, potrei leggerti qualche cosa?"
Lui mi rispose:
"Se proprio ci tieni..."
E io dissi:
"Moltissimo! Sto tentando di mettere per iscritto una strana avventura capitatami un anno fa. Per il momento ho progredito ben poco. Sono partito dal mio incontro col fanciullo..."
"Quale fanciullo?"
"Il fanciullo che ho incontrato" dissi; e presi a leggere come segue:
"Il fanciullo era seduto in una poltrona. Io in un'altra. La sua gota sinistra era gonfia; la mia gota sinistra era gonfia. Lui sfogliava il 'National Geographic Magazine'. Io facevo altrettanto. Insomma eravamo là entrambi. Lui mi sembrava un poco irrequieto, come se il 'National Geographic Magazine' non lo assorbisse completamente. Tanto è vero che lo lasciava per un attimo, lo riprendeva per un attimo e lo lasciava per un attimo ancora. Ed è stato appunto in un momento in cui aveva posato la rivista che mi ha guardato e mi ha domandato:
"'Dove sono gli altri?'"
A questo punto il mio amico letterato spalancò gli occhi che fino a quel momento aveva tenuto socchiusi in atteggiamento di dolorosa sopportazione; aveva tutta l'aria di una persona alla quale abbiano cacciato sotto il naso un pesce morto da parecchi giorni.

© 2000, Ugo Guanda Editore


L'autore
Wodehouse, Pelham Grenville nacque il 15 ottobre 1881 a Guildford, nel Surrey, Inghilterra. Per la testa a forma di prugna ebbe il soprannome di "Plum". Fu educato al Dulwich College, scuola che amò e ricordò per tutta la vita. Dopo Dulwich, Plum iniziò a lavorare in banca ma, nel 1902, ebbe inizio la sua collaborazione a una rubrica umoristica del londinese Globe. L'anno dopo, intraprese il mestiere di scrittore. Nel 1909 pubblicò Love among the Chickens (Amore tra i polli, 1909) che fu un successo immediato, grande e ininterrotto, come quello di quasi tutti gli altri suoi libri (90 tra romanzi e raccolte di racconti. Dopo il 1909 visse prevalentemente all'estero, soprattutto a Parigi o negli Stati Uniti. Qui, tra Hollywood e New York, dopo l'incontro con Guy Bolton (1915) e Jerome Kern, si svolse alla carriera teatrale e cinematografica, e produsse 30 commedie e musicals e 20 sceneggiature per film. Nel 1955 prese la cittadinanza americana. Fu nominato baronetto nel 1975 poco prima di morire, a Long Island, il 14 febbraio dello stesso anno.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




4 agosto 2000