Percorsi di lettura: I viaggi

Massimo Crispi
Il primo fu Odisseo
Vagabondaggi in Sicilia

"Scrivendo dei palazzi barocchi palermitani, mi accade di vederli come vecchi amici caduti in disgrazia e maltrattati. Ciascuno di essi mi appare dotato di una propria personalità, proprio come se fosse vivente."


Un libro di fotografie e di testo per dare al lettore la luce e i colori della Sicilia, oltre che narrarne storie e leggende. La descrizione delle immagini è fortemente poetica e intensa, così come lo è questa terra che, dalle numerose suggestioni letterarie è arrivata al nostro immaginario come terra di misteri e di passioni. Un viaggio attraverso città e monumenti, un viaggio che, per l'autore, è anche recupero della memoria e dell'infanzia, avendo scelto di allontanarsi dall'isola per cercare sul continente maggiore fortuna e nuovi stimoli culturali.
Chi invece è rimasto, con l'orgoglio di sentirsi "ombelico del mondo", può ritrovare in questo libro una nuova e diversa chiave di lettura di luoghi già noti e abituali, recuperare il sapore più autentico delle numerose feste e sagre, riconoscere personaggi già entrati nelle leggende locali.
L'autore propone alcuni itinerari dell'anima, oltre che reali, che permettono di percorrere tra barocco, classicità, natura assolata e artigianato di nobile tradizione, le strade e le città siciliane.


Il primo fu Odisseo. Vagabondaggi in Sicilia di Massimo Crispi
Pag. 318, Lire 44.000 - Edizioni Fuorithema
ISBN 88-8062-087-8



Le prime righe

IL VIAGGIO


In genere, nel Settecento e nell'Ottocento, quando cominciarono a tornare nuovamente di moda le antichità dopo la stagione rinascimentale, il viaggio in Italia lo si faceva perché costituiva una tappa obbligatoria per la formazione culturale dei poeti, degli artisti, degli scrittori, degli archeologi o dell'uomo, agiato, che semplicemente amava il viaggio. Il viaggio in Sicilia era una gita appendicolare che stimolava i vagabondi più colti e curiosi anche perché era l'estremo lembo dell'Europa, il meno conosciuto, magari anche difficoltoso da raggiungere.
E poi era il legame, il cordone ombelicale con la Classicità. "Qui è la chiave di tutto" scrisse Goethe, e per dirlo lui... E d'altra parte oggi possiamo pensare, alla luce di nuove rivelazioni ed ipotesi sulla personalità e sull'identità del poeta tedesco, che l'attrazione per il mondo mediterraneo avrà magari avuto anche altri motori, come fu per il suo conterraneo più tardo il barone von Gloeden. Certo anche il clima magnifico, cosa da non sottovalutare, avrà esercitato una forte attrattiva. I regnanti e gli aristocratici di molti paesi nordici e gelidi facevano regolari soggiorni a Palermo e ci si accorse così che il turismo sarebbe potuto diventare un affare. In tempi precedenti i turisti erano meno numerosi, ma testimonianze di viaggiatori greci, romani e arabi ci descrivono l'isola come il paradiso.
Forse proprio il fatto che la Sicilia fosse un'isola, sebbene molto estesa, l'ha resa più facilmente il luogo dei miti: l'isola, a causa del suo stato appartato e spesso periferico, in diverse culture e in epoche diverse, anche lontane fra loro, è diventato il sito privilegiato di meraviglie, di nature lussureggianti, di visioni sensuali, di misteri. L'Isola che non c'è, l'Isola del tesoro, l'Isola di Alcina, l'Isola Misteriosa sono solo alcune tra le isole mitiche e arcane che custodiscono ricchezze favolose.

© 2000, Gio Editing


L'autore
Massimo Crispi è giornalista, musicista, fotografo, naturalista appassionato. Di padre siciliano, ma di remoti avi albanesi, di madre ligure, ma di famiglia toscana, è nato in Sicilia, ma è andato a viverne lontano per ragioni artistiche.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




4 agosto 2000