Percorsi di lettura: Il giallo

Andrei Kurkov
Picnic sul ghiaccio

"L'inspiegabilità e l'inconfutabilità di quello che era successo lo facevano sentire in un vicolo cieco. La porta di casa non proteggeva la sua tranquillità e la sua vita, e non lo avrebbe ovviamente salvato in caso di pericolo."


Una copertina piuttosto ingenua non fa immaginare il contenuto del libro, un giallo che mette in evidenza, con amaro realismo, il degrado sociale e la pericolosità di vivere nella Russia attuale.
Protagonista della vicenda è uno scrittore fallito che, per sopravvivere, accetta un lavoro piuttosto nascosto: deve scrivere, senza mai firmare con il suo nome, per un importante giornale di Kiev, i necrologi di personaggi in vista, prima che questi siano morti, così da avere un ricco archivio di "coccodrilli" da utilizzare al momento opportuno, riuscendo a battere tutti gli altri quotidiani Viktor, lo scrittore e giornalista, conduce una vita solitaria e modesta, anzi si potrebbe dire piuttosto misera (e per questo considera l'inaspettata offerta di lavoro come una vera fortuna), ma non fa mai mancare del buon pesce all'unica compagnia che possiede: un pinguino, Misa, che passeggia tranquillamente per la casa, fa il bagno nella vasca ed è un vero animale domestico. Misa è stato adottato da Viktor quando lo zoo cittadino, rimasto senza denari, non poteva più garantire il cibo agli animali che aveva in custodia. Ormai è diventato una specie di cagnolino, arriva anche ad accompagnare il suo padrone in passeggiate serali e lo osserva con sguardo partecipato e affettuoso nelle diverse occasioni della giornata. Ma questa tranquilla monotonia è interrotta da una "trasferta" inaspettata di Viktor che, dovendo andare a raccogliere informazioni su personaggi della provincia, si trova ad assistere ad un omicidio e alle azioni della nuova criminalità organizzata. Avvengono anche altre stranezze: i personaggi di cui ha scritto i necrologi muoiono uno dopo l'altro in misteriose circostanze. Quando il pinguino si ammala gravemente (il suo organismo non ha sopportato la partecipazione ad un funerale in compagnia del suo padrone) e l'unica possibilità per farlo sopravvivere è un trapianto di cuore (il donatore deve essere un bambino di pochi anni) piuttosto costoso, entrano in scena dei misteriosi "ragazzi" che si dichiarano disponibili ad accollarsi l'onere delle cure. Tra varie vicende, nuovi affetti, la presenza di una bambina dolcissima e minacciata, la storia si conclude... in un modo che, come è logico, non anticipiamo.


Picnic sul ghiaccio di Andrei Kurkov
Titolo originale: Smert' postoronnego

Traduzione di Cristina Moroni
Pag. 321, Lire 25.000 - Edizioni Garzanti
ISBN 88-11-66032-7



Le prime righe

CAPITOLO UNO


Cominciò con una pietra. Gli arrivò a non più di un metro dal piede. Viktor si guardò intorno: due tipi lo stavano fissando con un sorrisetto. Uno di loro si chinò e dal selciato mezzo demolito prese un'altra pietra; poi, come se giocasse ai birilli, la lanciò verso di lui. Con uno scatto Viktor lo evitò, poi camminando in fretta, come i marciatori, girò l'angolo. "La cosa più importante è non mettersi a correre!", ripeté fra sé. Quando si fermò era già verso casa. L'orologio stradale sopra il marciapiede segnava le ventuno. Silenzio. Nessuno in giro. Si infilò nel portone. Adesso non c'era più da aver paura. La gente comune si annoia, tutto qui. Ormai non c'è divertimento che non costi troppo. Per questo da un po' di tempo volano pietre.
Sera. Cucina. Buio. Hanno tolto l'elettricità e la luce si è spenta. Nell'oscurità si sentivano i passi lenti del pinguino Mi_a. Mi_a era arrivato a casa di Viktor un anno prima. In autunno, quando lo zoo aveva distribuito le bestie ormai alla fame a chi era in grado di nutrirle. Una settimana prima se n'era andata la sua amica. Viktor si sentiva solo. Del resto anche Mi_a era un solitario; così adesso le loro solitudini si completavano a vicenda. Non era amicizia, naturalmente. Diciamo piuttosto dipendenza reciproca.
Viktor trovò la candela, la accese e la posò sul tavolo, dentro un vecchio vasetto di maionese. La poetica desolazione di quella fiammella lo spinse a cercare, nella semioscurità, carta e penna. Sedette al tavolo, con un foglio bianco tra sé e la candela. Quel foglio aspettava di essere in qualche modo riempito. Se Viktor fosse stato un poeta, sul foglio bianco sarebbe apparsa una strofa rimata, ma Viktor non era un poeta. Era un letterato, incagliato tra la pubblicistica e la prosa leggera. Quello che gli riusciva meglio erano i racconti brevi. Molto brevi. Così brevi che, se anche glieli avessero pagati, non avrebbe potuto mantenersi.

© 2000, Garzanti Libri


L'autore
Andrei Kurkov (San Pietroburgo, 1961), scrittore di origine ucraina, vive tra Kiev e Monaco di Baviera. A 12 anni possedeva la settima collezione di cactus dell'Ucraina. È autore di otto romanzi (che hanno spesso come protagonisti degli animali: un topo, un camaleonte, un pappagallo...) e di quattro libri per bambini. Picnic sul ghiaccio, tradotto in dieci lingue, è già un best seller in Germania e in Francia.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




4 agosto 2000