Percorsi di lettura: I religiosi

Eamon Duffy
La grande storia dei Papi
Santi, peccatori, vicari di Cristo

"Nonostante tutte le sue colpe e il suo ricorrente adoperarsi nella repressione dell'errore, mi sembra che il papato sia stato, nel suo complesso, un mezzo efficace di promozione della libertà umana e di grandezza spirituale."


I grandi protagonisti della storia dei Giubilei sono i Papi. Conoscerne le vicende personali, le scelte religiose, le storie umane può essere utile per capire meglio quella che è stata la grande epopea della Chiesa cattolica in Italia e nel mondo e affrontare con maggiore competenza il Giubileo del 2000. Eamon Duffy traccia dei Papi una storia esauriente e approfondita che ci conduce dal 33 d.C. ai giorni nostri. Le vicende descritte sono innumerevoli e spesso complesse, ma l'autore riesce a fornirci una panoramica schematica e lineare di una storia che molto lineare non è stata. "Dall'Italia dei Barbari o dall'Europa carolingia, all'epoca dei Lumi o all'età delle dittature - scrive l'autore nella Prefazione - il papato ha contribuito a mantenere in vita una visione dei valori umani che trascende gli atavismi della storia e il semplice gioco dei poteri, dando testimonianza all'oggettività di verità che trascendono il mutare delle mode intellettuali". In quest'ottica si articola il saggio che non teme di narrare l'aspetto più oscuro e negativo di questo potere spirituale e temporale, ma che sa anche ritrovare lungo i secoli quello che di positivo l'azione papale ha lasciato nella chiesa e fuori di essa, non solo per l'esercito dei credenti (quasi un miliardo di cristiani), ma per tutta l'umanità.


La grande storia dei Papi. Santi, peccatori, vicari di Cristo di Eamon Duffy
Titolo originale dell'opera: Saints and Sinners
Traduzione dall'inglese di Simone Venturini
Pag. 513,ill., Lire 39.000 - Edizioni Mondadori (Uomini e religioni)
ISBN 88-04-47380-0



Le prime righe

I
"Su questa pietra"
(33-461)


Da Gerusalemme a Roma

Attorno alla cupola della basilica di San Pietro in Roma vi sono, scritte in lettere di quasi due metri, le parole di Cristo a Pietro tratte dal capitolo sedicesimo del vangelo di Matteo: Tu es Petrus, et super hanc petram aedificabo ecclesiam meam et tibi dabo claves regni caelorum ("Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa, a te darò le chiavi del regno dei cieli"). Esse sono come una corona sopra il sepolcro dell'Apostolo, collocato ben al di sotto dell'altare maggiore, ma intendono anche proclamare l'autorità dell'uomo che quasi un miliardo di cristiani considera come l'erede vivente di Pietro. Si ritiene che Cristo, con queste parole, fece di Pietro il principe degli apostoli e il capo della Chiesa terrena: di generazione in generazione, questo ruolo è stato affidato ai successori di Pietro, i papi. Quando il papa celebra la Messa all'altare maggiore di San Pietro, il Nuovo Testamento e il mondo moderno, il cielo e la terra si toccano.
La continuità tra il papa e l'apostolo riposa su tradizioni che risalgono quasi all'epoca dei primi documenti scritti del cristianesimo. Era un fatto assodato già nell'anno 180 d.C., quando l'antico autore cristiano Ireneo di Lione invocava questa continuità in difesa dell'ortodossia del cristianesimo. La Chiesa di Roma era per lui la "grande e illustre Chiesa" alla quale "a motivo della sua posizione di comando, ogni Chiesa, ossia i fedeli di tutto il mondo, debbono ricorrere". Ireneo riteneva che la Chiesa fosse stata "fondata e organizzata a Roma dai due gloriosi apostoli, Pietro e Paolo" e che la sua fede fosse stata trasmessa i posteri da una ininterrotta successione di vescovi, i primi dei quali scelti e consacrati dagli stessi apostoli. In una linea di sviluppo che costituisce il più antico elenco esistente di papi, egli nomina i vescovi che erano succeduti agli apostoli - Lino, Anacleto, Clemente, Evaristo, Alessandro, Sisto e così fino al contemporaneo di Ireneo, l'amico Eleuterio, vescovo di Roma dal 174 al 189 d.C.

© 2000, Arnoldo Mondadori Editore


L'autore
Eamon Duffy è professore di storia della Chiesa all'Università di Cambridge, oltre che membro del Theological Committee of the Roman Catholic Hierarchy of England. Ha pubblicato decine di articoli e saggi su riviste specializzate, e diversi volumi di taglio storico, teologico e biografico.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




4 agosto 2000