La biografia
La bibliografia


Antonio Skármeta
Le nozze del poeta

"Fin dai primi incontri si disse che era bellissima ma ancora una bambina, senza pensare che a otto o nove anni non c'è nessuno che non abbia negli occhi una luce che rivela tutta l'anima. Poi la vita mette un velo a questa luce e in alcuni casi la spegne."


Un luogo dal nome fantasioso e ironico, un mondo vagamente fiabesco, una vicenda che è un apologo, un romanzo storico, una storia d'amore: questo è l'ultimo romanzo di Antonio Skármeta. Poetico e di grande leggerezza narrativa, il romanzo si sviluppa attorno ad alcuni personaggi chiave: la bellissima Alia Emar, il sognatore Geronimo Frank, l'impetuoso Regno Coppeta, l'ingenuo e mite Stefano Coppeta. Altri partecipano inoltre alla dinamica della storia, personaggi entrati nei racconti leggendari del luogo, come Marta Matarasso, morta la prima notte di nozze, uccisa dall'eccesso di passione e dalla strepitosa anatomia del marito Samos Maramakis.
Samos era stato il fondatore di un grande magazzino che, in quel luogo ancora semplice e un po' primitivo, l'isola di Gemma opposta alle coste di Malizia, aveva portato l'ebbrezza degli acquisti di una grande città. Marta era la più bella fanciulla dell'isola che, attratta dalle ricchezze del fidanzato (la cui eccezionale conformazione anatomica era nota a tutti gli abitanti del paese), aveva sfidato il destino e osato offrire la sua verginità a quel romantico, ma impetuoso e iperdotato marito.
Quando il nuovo proprietario dell'emporio, Geronimo Frank (che aveva superato ormai la mezza età, possedeva un'enorme ricchezza e aveva fama di poeta e di sognatore) si fidanza con la bellissima Alia Emar, giovinetta sensuale e incantevole, attratta dalla ricchezza e dal ruolo sociale del fidanzato, ma profondamente onesta, la popolazione di Gemma (e ogni giorno di più anche i due promessi sposi) inizia a temere un altro tragico evento. Gli occhi blu cobalto di Stefano Coppeta gettano poi scompiglio nel cuore di Alia Emar e turbamento pieno di frustrazione in quello di Geronimo. A questa vicenda un po' fiabesca e divertente si intreccia la storia, altrettanto immaginaria, della ribellione politica dell'isola ai dominatori austriaci. Un forte spirito nazionalistico e un irridentismo che ha già i suoi eroi (e primo fra tutti il padre dei due fratelli Coppeta) spingono alcuni giovani isolani a compiere azioni di ribellione armata contro l'impero austroungarico. All'uccisione di un manipolo di soldati, l'Austria risponde con molta energia e neppure l'intervento diretto del papa, a cui si era rivolto con una telefonata un semplice parroco di Gemma, impedirà la rappresaglia. Siamo alle soglie della prima guerra mondiale e l'intera Europa sta per essere sconvolta da una tragedia immane: quello che avviene a Malizia rappresenta in qualche modo una scintilla premonitrice.
Le due linee narrative quindi si intrecciano e la prima, quella amorosa, verrà ad essere dolorosamente condizionata dalla seconda.
Le nozze del poeta è un romanzo divertente e scoppiettante, ricco di ingenua fantasia e di una dolcezza spesso struggente, leggibilissimo, così come ogni opera di Skármeta, e capace di ben sintetizzare la ricca gamma narrativa del suo autore, così fortemente latinoamericana, ma non da meno profondamente europea. Un libro che ricorda la travolgente filmografia di Kusturica, e la collocazione fantageografica invita al collegamento, con tutto un villaggio che entra nel gioco della storia, con commenti, pettegolezzi, tradizioni, leggende e miti cui anche il lettore finisce con l'affidarsi.



Le nozze del poeta di Antonio Skármeta
Titolo originale: La boda del poeta

Traduzione di Irina Bajni
Pag. 303, Lire 29.000 - Edizioni Garzanti (Narratori moderni)
ISBN 88-11-66024-6

Di Grazia Casagrande



le prime pagine
------------------------
 
1


C'era una volta una stagione felice in una lontana isola delle Coste di Malizia. I chicchi d'uva si gonfiavano sotto il sole come luminose campane di chiesa, la pioggia era come la visita di un familiare che ci rende allegri quando arriva e allegri quando se ne va, e le giovani donzelle si negavano teneramente ai loro focosi fidanzati finché il matrimonio non li avrebbe uniti. Marta Matarasso era la più bella delle sue figlie, e l'isola faceva delle ipotesi, a volta in forma di scommesse, sull'uomo che l'avrebbe sposata quando avesse compiuto diciassette anni. In quel luogo lontano vivono ancora i nipoti di coloro che fecero carte false per lei, ballerini con scarpe di vernice, pescatori dalla pelle di bronzo, studenti più erettili che concreti, burocrati con cravatte e baffi fuori moda e altri tipi di difficile descrizione.
Rispetto a quanto affermato dal buon Cartesio, che non c'è niente di più diffuso del buon senso, quella lontana isola era un'eccezione. Gli effluvi primaverili erano solitamente così intensi, che gli uomini si calmavano soltanto quando arrivava l'estate e i traghetti scaricavano sulle spiagge farinose svedesi e inglesi con le occhiaie, che concedevano con liberale carità quel che le locali conservavano confezionando tovagliette all'uncinetto, in attesa del momento in cui "la perla rossa del loro onore" avrebbe trionfalmente coronato la notte delle nozze, secondo le parole di una canzone che ancora si canta nell'isola.
Benché a nessuno mancasse nulla, tutti avevano poco, e per conquistare le ragazze gli isolani potevano contare soltanto sul loro ingegno. Le cose cambiarono molto quando venne aperto un immenso emporio "europeo", sullo stile dei grandi negozi del continente, tipo Harrod's, Gath e Chávez, Temperley e Thompson, ma non tanto per servire gli abitanti locali, che sapevano accumulare soltanto forfora nei capelli e funghi nei piedi, quanto per i distratti mariti delle svedesi e delle inglesi, che compravano a porto franco il whisky, lo champagne e le camicie italiane di popeline.
In questo modo ci guadagnavano soltanto il padrone dell'emporio e il governo centrale, dal quale l'isola dipendeva, e si arrivò al punto che diversi ribelli con idee federaliste si sollevarono contro l'impero. Alcuni gruppi finirono per mettere insieme persino una dozzina di militanti. Il primo di questi gruppi fu molto attivo intorno alla fine del secolo. Il suo leader Giuseppe Coppeta fu ricevuto nella sede del Governo, dove il ministro delle Terre e delle Colonie gli consegnò all'istante una pergamena, con la quale concedeva di buon grado l'autonomia all'isola di Gemma, con tutti i diritti di una nazione indipendente, la possibilità di creare una propria bandiera e persino di usare, se l'avessero voluto, il dialetto locale come lingua ufficiale.
Racconta un testimone che il ministro si avvicinò a una carta geografica del paese, appesa nel suo ufficio ma stampata a Parigi, e chiese a Coppeta di indicargli dove si trovava la nuova nazione. Il ribelle segnalò orgoglioso l'isola di Gemma, a circa duemila chilometri dalla capitale, e il ministro si limitò a commentare "non è tanto lontana ma nemmeno così vicina", frase sibillina che rifletteva una qualche intenzione senza indicarne con precisione nessuna.
Subito dopo egli chiese a Coppeta di fornirgli le sue complete generalità e dettò al segretario un editto, con il quale nominava Coppeta, seduta stante, presidente della neonata nazione. Quando gli chiese che nome le avrebbe dato, Coppeta confessò con modestia che avrebbe mantenuto il vecchio nome dell'isola, con la sola aggiunta di "Repubblica Indipendente".
"Repubblica Indipendente di Gemma", recitò a voce alta il ministro. "Suona bene".


© 2000, Garzanti Libri

biografia dell'autore
------------------------

Antonio Skármeta è nato a Antofagasta (Cile) e ha studiato lettere e filosofia in Cile e a New York. Ha vissuto a lungo in Europa e negli Stati Uniti, dove ha insegnato e diretto alcuni film.


bibliografia
------------------------

I titoli sono tratti da
Alice CD,
il catalogo su CD-ROM
dei libri italiani
pubblicato da
Informazioni Editoriali.


Skarmeta Antonio, Match ball, tr. di Felici G., 1999, 190 p., Lit. 14000, "Teadue" n. 748, TEA (ISBN: 88-7818-655-4)

Skarmeta Antonio, Match ball, tr. di Felici G., 1994, 192 p., Lit. 20000, "Narratori moderni formato minore", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-62008-2)

Skarmeta Antonio, Non è successo niente, tr. di Bajini I., 1996, 70 p., Lit. 10000, "Gli elefanti", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-66754-2)

Skarmeta Antonio, Le nozze del poeta, tr. di Bajni I., 2000, 303 p., Lit. 29000, "Narratori moderni", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-66024-6)

Skarmeta Antonio, Il postino di Neruda, a cura di Trio E., 146 p., Lit. 17500, "Narrativa e letture", Garzanti Scuola

Skarmeta Antonio, Il postino di Neruda, tr. di Donati A., 1998, 121 p., Lit. 12000, "Teadue" n. 619, TEA (ISBN: 88-7818-382-2)

Skarmeta Antonio, Il postino di Neruda, tr. di Donati A., 1997, 126 p., Lit. 6500, "Superpocket" n. 6, RL Libri (ISBN: 88-462-0005-5)

Skarmeta Antonio, Il postino di Neruda, tr. di Donati A., 1993, 126 p., Lit. 16000, "Gli elefanti", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-66820-4)

Skarmeta Antonio, Il postino di Neruda, tr. di Donati A., 1989, 126 p., Lit. 15000, "I coriandoli", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-65695-8)



21 luglio 2000