Kerstin Ekman
La voce del torrente

"L'acqua del lago era baciata dal sole e scintillava d'un blu estivo benché fosse già autunno inoltrato. Ma dalle alte montagne norvegesi il vento scendeva portando con sé folate di neve leggera che subito si scioglieva non appena sfiorava le onde."


Un romanzo che ha le luci soffuse e i colori delle grandi distese nordiche, molti silenzi e grida che sembrano attraversare ampi spazi desolati. Ma nella scrittura di Kerstin Ekman c'è anche il calore di una stanza in cui brilla un caldo fuoco capace di tenere lontano il gelo esterno, l'interiorità che nasce dall'isolamento e le grandi passioni in cui vita e morte sono perennemente in gioco.
Questi i temi che tutta la letteratura del Nord Europa, e la sua cinematografia, ci hanno proposto e che in questo romanzo troviamo rappresentati in modo estremamente suggestivo.
Protagonista di La voce del torrente è una donna coraggiosa, Hillevi Klarin, che si trasferisce molto giovane in uno sperduto villaggio per professare la sua attività di levatrice. Qui le difficoltà appaiono subito molto grandi: la diffidenza, la solitudine, la difficoltà di comunicare con una popolazione dura e dall'etica particolare che nasce dall'isolamento. La vita e la morte: la ragazza aiuta a nascere, ma spesso si imbatte nella morte che viene dal freddo, dalla povertà, dall'abbandono. Eppure quei luoghi hanno un fascino particolare, così impregnati da ancestrali paure, da miti che vengono dalla notte dei tempi e da una sfrontata sincerità di comportamenti e di linguaggio. Così anche la vita personale di Hillevi viene a trasformarsi: l'uomo che amava in segreto (quando i loro contatti riprendono in quel villaggio lontano dove anche lui era andato in qualità di futuro pastore della parrocchia) le sembra a poco a poco estraneo. Scopre invece di amare Trond, un uomo da lei giudicato in un primo momento rozzo e duro e che rivela grande sensibilità e altezza di sentimenti. Lo sposa, adottano una bambina lappone e impara anche ad affrontare le chiacchiere e i pregiudizi del paese che la circonda e che condanna quell'adozione. Ma la bambina le farà capire meglio il suo popolo così da porsi come momento di unione tra due culture (quella svedese e quella lappone) territorialmente vicine, ma psicologicamente e storicamente molto lontane.


La voce del torrente di Kerstin Ekman
Titolo originale: Vargskinnet - Guds Barmhärtighet

Traduzione di Carmen Giorgetti Cima
Pag. 416, Lire 32.000 - Edizioni il Saggiatore (Scritture n. 90)
ISBN 88-428-0857-1



Le prime righe



Quando avevo sei anni, una sera d'inverno stavo tornando da sola al villaggio da Storflo. Il freddo era intenso e le stelle alte e taglienti. La foresta di abeti che fiancheggiava la strada su entrambi i lati mi incuteva timore: la neve appesantiva i rami piegandoli verso il basso, e sotto gli alberi tutto era nero. La mia paura crebbe quando sul ponte si stagliò un'ombra. Si stava avvicinando e diventava sempre più grande. La dogana era l'unica casa lungo la strada, ma era completamente buia. Il vecchio doganiere, quello che un tempo pattugliava il confine a cavallo, era ormai morto da un pezzo. Non c'era nessuna via di scampo e il rumore del torrente era così forte da far paura. Ero costretta ad affrontare l'essere che veniva verso di me, anche se fosse stato l'åkusen in persona. Quando mi fu davanti non osai muovermi. Mi disse qualcosa che non capii, e tuttavia erano parole che mi sembrava di aver già sentito prima. Allora lui mi toccò, mi prese per il mento. Era come se avesse voluto sollevarmi il viso verso la luce delle stelle. Avevo dimenticato la mia madrelingua, ma adesso capivo che mi stava domandando chi ero e come mi chiamavo. Allora risposi che ero la figlia adottiva del mercante e che mi chiamavo Kristin.
Risten, disse lui, Risten, onne maana. Onne maana!
A queste parole, la nostra lingua tornò a svegliarsi in me. Quando lui parlava, sembrava come se cantasse. Mi domandò se mi ricordavo di lui, ma io non ne ero certa. Questo lo addolorò, me ne accorsi anche se faceva così freddo e il buio era profondo. Allora lui cominciò a cantare per me: nanana... onne maana...
na na nananaaa
piccolina piccola Risten
guanciottina

Allora ricordai che aveva già cantato per me, una volta. Adesso non avevo più paura.

© 2000, il Saggiatore


L'autrice
Kerstin Ekman, nata in Svezia nel 1933 e autrice di numerosi best seller, è tra gli scrittori più conosciuti e apprezzati del suo paese. I suoi romanzi hanno ricevuto in patria importanti riconoscimenti, tra cui il Premio August (dedicato ad August Stridberg). È stata membro dell'Accademia di Svezia, ma ha rinunciato alla carica quando l'accademia ha rifiutato di pronunciarsi ufficialmente a favore di Salman Rushdie. La voce del torrente è il primo romanzo di una trilogia intitolata La pelle del lupo.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




14 luglio 2000