Marta Franceschini
La discesa della paura

"Lo ripeto, è la paura che governa il mondo. È il primo motore, la sola causa a cui si giunge da qualunque parte abbia inizio la ricerca. La paura rende cattivi, e genera tutte le peggiori qualità umane e canine."


Chi sono Lucia, Guido, Agata, Achille, Nerone, Asso, Buck (e questi ultimi nomi già mettono sulla strada...)? Sono cani, naturalmente e sono i protagonisti di un giallo dai risvolti sorprendenti.
Lucia è un setter inglese tricolore di circa sei anni, paurosissima, anzi, terrorizzata dal mondo. È felice di vivere nella sua nuova casa, quella che l'ha accolta dopo una serie di disavventure e un passato che non riesce a ricordare, e non ama uscire da questa tana sicura. L'unica passeggiata che accetta volentieri è quella che conduce al parco, dove, in mezzo al verde e alla natura, si sente meno indifesa ed esposta ai pericoli del mondo. Qui, naturalmente, giorno dopo giorno ha incontrato altri cani che sono diventati i suoi amici. Come Guido, un giovane dalmata giocherellone. Si rincorrono nel parco, in ogni direzione, anche verso la discesa proibita piena di fango e sporcizia; ed è lì che un pomeriggio come tanti altri trovano un cadavere. Per Lucia è un vero trauma. L'odore del sangue le ricorda pensieri ancestrali, terrori antichi e momenti di angoscia impossibili da dominare. L'unica soluzione è correre via, più lontano possibile, da questo odore intenso, mentre Marta, la padrona, prima avverte la polizia e poi si mette alla sua ricerca, rovistando tra i cespugli per raggiungerla e convincerla a tornare a casa. Tutti dicono che il cadavere è quello di un giovane morto per overdose. Una morte scontata, quasi "normale". Passano i giorni, la vita ritorna apparentemente come prima sinché si scopre che il giovane non è morto per la droga, ma per i morsi di un cane di taglia medio-grande. E tra cani e padroni frequentatori del parco cominciano le supposizioni e le indagini. I sospetti sono undici, undici cani ben noti con altrettanti padroni che si conoscono tra loro e che iniziano a diffidare l'uno dell'altro. Grazie all'intuizione di Lucia e al coraggio che finalmente riesce a tirare fuori dal suo animo più profondo, la vicenda, che nel frattempo si complica con un altro duplice omicidio (padrone-cane) troverà uno sbocco.
Un giallo per chi ama i cani e mai li abbandonerebbe per le vacanze estive, per chi sotto l'ombrellone è riuscito a portare anche il suo amico a quattro zampe e per chi, forse, avrebbe lasciato lungo la strada il suo Buck o Asso o Silvester, ma dopo aver letto La discesa della paura... come potrebbe mai farlo?


La discesa della paura di Marta Franceschini
Pag. 111, Lire 15.000 - Edizioni Sellerio (La memoria n.476)
ISBN 88-389-1614-4



Le prime righe



Io sono la paura. Ne esprimo l'anima e l'incarnazione. La vivo, la respiro, la danzo. La onoro e la subisco. E con la mia totale appartenenza, la esalto. Sono il tamburo nel cuore, il vicolo cieco, il ghiaccio nelle ossa. Sono la fuga e la paralisi. L'impotenza del debole e la sconfitta del sottomesso. Sono la scoperta del vuoto dietro all'ultima speranza di salvezza. Il tremore dei sentimenti. L'alba e il tramonto nello stesso cielo.
La paura è il mio unico talento, la mia specialità assoluta, il mio primo compito in questa esistenza. Tutti ne hanno uno, e tentare di sfuggirgli sarebbe impossibile quanto rovinoso. Così come vano è lo sforzo di comprenderne i motivi, che rimangono insondabili e misteriosi. L'unica Legge è quella di cui non si possono avere le prove, le cui regole sono un insieme di eccezioni, eterne ed imprevedibili come le stagioni, eppure universali. In una parola: l'Istinto.
Per quanto mi riguarda le cause della mia paura si sono perse nella memoria, lasciandomi nelle narici solo un vago odore di sangue, il cui sapore a tratti mi invade.
Quale che sia il suo significato, io la mia paura la assumo totalmente e me ne faccio carico, mio malgrado. Se questo è il mio compito, cerco di adempierlo coscienziosamente. Tutto il mio corpo esprime la paura, ogni mio nervo la esplora, non c'è un singolo pelo sulla mia pelle che non si sforzi di interpretarla. Quando guardo gli altri muoversi decisi e frettolosi, con la testa alta e lo sguardo diritto verso la meta, penso sempre che il destino mi abbia dato anche la loro paura da portarmi addosso, e si sia preso in cambio il mio coraggio e la mia fierezza. Così deve essere, perché io non cammino, ma striscio lungo la via come verso il patibolo, arranco contro il destino solo quando è proprio inevitabile farlo, altrimenti mi blocco e mi appiattisco a terra, con l'intenzione di restarci per sempre, per saltare poi all'improvviso, roteando su me stessa come un derviscio, e cadere infine esausta, nell'angolo più buio. Dimenticavo: tremo quasi sempre, e non è facile strisciare, bloccarsi, saltare e tremare contemporaneamente. Eppure io ci riesco. Ci tengo a sottoscriverlo, la paura stessa sarebbe orgogliosa di me.
Sì, lo dico senza falsa modestia: come cane pauroso non mi batte nessuno.

© 2000, Sellerio editore


L'autrice
Marta Franceschini è nata a Bologna. La discesa della paura è il suo primo romanzo.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




14 luglio 2000