La biografia
La bibliografia


Pier Vittorio Tondelli
Opere
Romanzi, teatro, racconti

"Ora, invece, tutto lo interessa e lo riguarda perché ha la scrittura, ha uno strumento, ha gli occhi, una bocca, uno stomaco per mangiare e guardare la realtà. Le città e i paesaggi. Per tutto questo solo ora ritrova nei confronti del mondo esterno quella stessa curiosità che aveva nella fanciullezza."


Alcuni elementi-chiave ritornano sistematicamente, leggendo le numerose pagine critiche dedicate a questo scrittore italiano, consultando i siti a lui dedicati (primo fra tutti quello del Comune di Correggio), riaccostandosi alle pagine stesse di Tondelli (sempre con rinnovata emozione), ed esplodono prepotentemente così da costringere a riparlarne, anche se può apparire ripetitivo.
Prima di tutto il linguaggio e lo stile. Dai primi racconti di Altri libertini, a Pao Pao, a Rimini, a Camere separate la progressione e la differenziazione del linguaggio e dello stile è davvero notevole. E così emerge "il sound del linguaggio parlato, l'emozione del linguaggio parlato", duro e impietoso nei primi racconti, in cui il narrare ripercorre suoni e modalità espressive del racconto orale e la storia procede per dilatazioni e concentrazioni talvolta imprevedibili, ma sempre perfettamente coerenti. Quindi la sperimentazione dei generi cosiddetti "di consumo" in Rimini, l'uso di un linguaggio volutamente ricco di luoghi comuni e banalizzazioni, del tutto rispondenti a quel luogo del divertimento e del vano che è il centro geografico del romanzo. Oppure, come in Pao Pao, l'assimilazione del gergo, del linguaggio giovanile che spesso arriva ad assumere toni di contenuta comicità, funzionale comunque alla costruzione di una identità di gruppo che si contrappone all'anonimità asettica delle istituzioni. Le testimonianze quasi liriche dei Biglietti agli amici, tensioni intime e devastanti che in un linguaggio fortemente emotivo lacerano anche il lettore. Infine in Camere separate la scrittura che si allarga e sprofonda negli abissi dell'angoscia e in barlumi di speranza, la parola come ricerca di sé, come possibilità problematica di comunicare e di relazionarsi, con la consapevolezza della solitudine e la salvezza nella scrittura.
Altro tema ricorrente è quello della diversità e dell'emarginazione, che può essere raccontata come inesorabile e irreversibile, o come quasi gioiosa capacità di costruire identità collettive autonome dal grigiore circostante, oppure come dolore rabbioso e impotente, ma consapevole della necessità della sua rappresentazione in funzione pedagogica (dirà Tondelli rivolgendosi a Wanda Gherpelli, maestra elementare di Correggio, in una lettera : "Tu non lo crederai ma - che lo abbia voluto o meno - ho fatto del bene e portato a molti 'emarginati' che mi hanno scritto e cercato in tutti questi anni la forza di cercare un riscatto umano, la volontà di essere se stessi al di là dei giudizi della gente.")
E infine l'importanza dei luoghi, la collocazione geografica che alterna le grandi metropoli europee, mete fisse dei viaggi giovanili da vent'anni a questa parte (Amsterdam, Barcellona, Berlino, Parigi, Londra), alla provincia emiliana, vero luogo dell'anima capace tanto di rievocare l'infanzia e quanto di espandersi nella riflessione più ampia, operando un bagno di realtà, di identità, di concretezza. E l'importanza che l'Emilia, e Correggio in particolare, abbiano nell'opera tondelliana è indiscutibile. Paesaggi, suoni del dialetto, atmosfere, abitudini di vita e di rapporto, tutto ciò è legame, sicurezza, vita, anche se l'eccesso di amore viene sempre duramente pagato ("Non mi piace affezionarmi alle persone e alle cose e alle stanze, ci rimetto troppo"), ma è sostanzialmente rifugio: "È forse per questo che l'altra sera, stando malissimo, riusciva [parlando di sé in terza persona in Biglietti agli amici, ndr] a intravedere come forma di desiderio soltanto un quieto immaginario famigliare, Correggio, la sua casa, la casa dei suoi genitori".



Opere. Romanzi, teatro, racconti di Pier Vittorio Tondelli, a cura di Fulvio Panzeri
Pag. 1224, Lire 29.500 - Edizioni Bompiani (Classici Bompiani)
ISBN 88-452-4400-8

Di Grazia Casagrande



le prime pagine
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POSTORISTORO


Sono giorni ormai che piove e fa freddo e la burrasca ghiacciata costringe le notti ai tavoli del Posto Ristoro, luce sciatta e livida, neon ammuffiti, odore di ferrovia, polvere gialla rossiccia che si deposita lenta sui vetri, sugli sgabelli e nell'aria di svacco pubblico che respiriamo annoiati, maledetto inverno, davvero maledette notti alla stazione, chiacchiere e giochi di carte e il bicchiere colmo davanti, gli amici scoppiati pensano si scioglie così dicembre, basta una bottiglia sempre piena, finché dura il fumo.
Ora che già di pomeriggio il piazzale della stazione è blu azzurrino con i fari degli autobus che tagliano la nebbia e scaricano gli studenti s'arriva presto, verso le diciassette; ma quando il tempo è buono e il vento spazza i binari e razzola le carte sui marciapiedi e si vedono controluce le montagne, giù verso Sud, allora si va tardi, quando ormai solamente i militari di leva pestano i tacchi nell'atrio e qualche marchetta ubriaca, non più la calca chiassosa dei ragazzini e delle magliarine che si litigano i fotoromanzi con quelle dita già callose per i tanti sabati e domeniche e pomeriggi a far rammendi alla cucitaglia delle madri. Ma nel grande atrio, stasera, il vocio scalpicciante è insistente come nel foyer di un granteatro.
Giusy arriva ogni giorno, puntuale come una maledizione saltellando sui tacchi e spidocchiandosi la lunga coda di capelli che alle volte nasconde nel cuffietto peruviano; distribuisce occhiate veloci passando svelto in mezzo ai crocchi di studenti brufolosi che vengono dalla campagna alle scuole professionali qui in città e c'hanno le gambe curve e tozze e i fianchi larghi, ma anche culi rotondi e sodi e pare che i muscoli che si sfregano duri alle cosce debbano sprizzare via da quei blue-jeans intirizziti di nebbia, come nei pullman che la domenica dragano la provincia e rimorchiano verso le balere, ormai sospesi perché di sera, al ritorno saltavano pure mutandine e reggiseni e in fondo sui sedili allungati si consumavano gare di chiavaggio e pompinaggio, anche fra maschi...
Giusy passa dritto e imbocca il corridoio che immette alla sala d'attesa e poi in fondo al Posto Ristoro. Dalla vetrata che accompagna il percorso guarda verso i binari, scorge i ragazzi che sui marciapiedi attendono di salire sulla littorina delle Reggiane, saltellando prima su un piede e poi sull'altro, quasi in seduta di footing e urtandosi e ridendo dietro le sciarpe arrotolate al viso. S'arresta per accendersi una sigaretta. Sbircia nella sala d'attesa, abitudine, non una volta sola c'ha rimorchiato su quelle panche, ne avrebbero da raccontare quelle mura screpolate, storie di sbronze maciullate e violenze e pestaggi e paranoie durate giorni interi senza mangiare senza pisciare, accartocciato nell'angolo, stretto nel giubbotto che pareva di vedere la gente volare dalla vetrata del corridoio e i treni sfrecciavano come fulmini squarciando il silenzio del trip e come s'allungavano i muri intorno e come stridevano le chiacchiere dell'assistente che era arrivata a prelevarlo, tu farai e tu vivrai e sei giovane e vincerai e conoscerai la via, chi lo poteva sopportare quel borbottio imbecille, fatti i cazzi tuoi.
Sulla panca, solitario un barbone mangia una crosta di grana con del pane attento a non disperdere neanche una briciola della sua cena. Giusy lo guarda. Il barbone si lecca le dita e accartoccia quello che rimane in una stagnola, poi nel pacchetto delle nazionali e lo mette nella tasca del paletot nero. Giusy lo lascia, continua a seguire la luce del Posto Ristoro che traspare in fondo dalla porta a vetri.


© 2000, RCS Libri

biografia dell'autore
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Pier Vittorio Tondelli nasce a Correggio, in provincia di Reggio Emilia il 14 settembre 1955. A dodici anni inizia a frequentare la biblioteca comunale con la quale manterrà una consuetudine di rapporti. Dopo il liceo classico (ma già di quegli anni alcuni suoi racconti) si iscrive a Bologna al DAMS. Pubblica nel 1980 per Feltrinelli il romanzo d'esordio Altri libertini, collaborazione che proseguirà anche per i successivi. Collabora a varie riviste e quotidiani, dopo aver fatto il servizio militare a Orvieto e a Roma. Si trasferisce prima a Bologna poi a Milano. Nel 1985 passa alla casa editrice Bompiani. Compie numerosi viaggi in Europa. Nel frattempo ha dato vita al "Progetto Under 25". Inizia a collaborare con la Mondadori. Con Elisabetta Rsy e Alain Elkann lavora, nel1989, al progetto di "Panta", rivista letteraria a tema monografico. Nel 1991 si trasferisce di nuovo a Bologna, scrive articoli, prefazioni e brevi saggi. L'ultimo articolo viene pubblicato il 18 agosto del 1991 su "il Manifesto", alla fine dell'estate viene ricoverato all'ospedale di Reggio Emilia per Aids conclamato, muore il 16 dicembre 1991.


bibliografia
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I titoli sono tratti da
Alice CD,
il catalogo su CD-ROM
dei libri italiani
pubblicato da
Informazioni Editoriali.


Tondelli P. Vittorio, L'abbandono, 1993, 272 p., Lit. 28000, "Letteraria", Bompiani (ISBN: 88-452-1981-X)

Tondelli P. Vittorio, L'abbandono, 1998, 336 p., Lit. 14000, "I grandi tascabili" n. 578, Bompiani (ISBN: 88-452-3666-8)

Tondelli P. Vittorio, Altri libertini, 12 ed., 1998, 200 p., Lit. 12000, "Universale economica" n. 979, Feltrinelli (ISBN: 88-07-80979-6)

Tondelli P. Vittorio, Biglietti agli amici, 110 p., Lit. 25000, "Collana blu" n. 1, Baskerville (ISBN: 88-8000-900-1)

Tondelli P. Vittorio, Biglietti agli amici, a cura di Panzeri F., 1997, 144 p., Lit. 16000, "Nuovo portico", Bompiani (ISBN: 88-452-3003-1)

Tondelli P. Vittorio, Camere separate, Lit. 13000, "I grandi tascabili" n. 172, Bompiani (ISBN: 88-452-1695-0)

Tondelli P. Vittorio, Dinner party, 1994, 96 p., Lit. 20000, "Cinema", Bompiani (ISBN: 88-452-2246-2)

Tondelli P. Vittorio, Opere. Romanzi, teatro, racconti, a cura di Panzeri F., 2000, 1224 p., Lit. 29500, "Classici", Bompiani (ISBN: 88-452-4400-8)

Tondelli P. Vittorio, Pao Pao, 9 ed., 1999, 192 p., Lit. 12000, "Universale economica" n. 1072, Feltrinelli (ISBN: 88-07-81072-7)

Tondelli P. Vittorio, Rimini, 1987, 300 p., Lit. 15000, "I grandi tascabili" n. 66, Bompiani (ISBN: 88-452-0225-9)

Tondelli P. Vittorio, Un weekend postmoderno, 1993, Lit. 17000, "I grandi tascabili" n. 257, Bompiani (ISBN: 88-452-2010-9)



7 lufglio 2000