![]() foto Effigie I libri di Roberto Vecchioni sono ordinabili presso Internet Bookshop |
Roberto Vecchioni Un cantautore di grande successo, ma anche uno scrittore ormai affermato. L'ultima opera, Le parole non le portano le cicogne dimostra abilità narrativa e capacità di divulgazione di un argomento piuttosto complesso: la linguistica. Di sicuro la lunga esperienza di insegnamento nei licei gli consente sicura conoscenza della psicologia giovanile e ottima comunicativa. Quali sono stati gli autori che, da ragazzo, ti hanno fatto amare la lettura? C ertamente Salgari, ho letto tutti i suoi libri, da Il corsaro nero a Le tigri di Mompracem a I pirati della Malesia. Ma ho amato molto anche Stevenson: considero L'isola del tesoro un testo fondamentale per chi ama l'avventura e io, da ragazzo, ho letto moltissimi libri di questo genere. E crescendo quali sono stati per te i "libri di formazione"? C ome per molti sono stati i classici della letteratura francese dell'Ottocento e del primo Novecento, le opere di Maupassant, il fondamentale Proust, oppure l'inquieto Flaubert. Poi naturalmente i russi: Dostoevskij, Tolstoj... A poco più di vent'anni ho conosciuto e amato la letteratura americana della beat generation, Kerouac in particolare, e i poeti, così come li ha fatti conoscere in Italia Fernanda Pivano. E la letteratura greca e latina, vista la tua preparazione universitaria? C ertamente ho letto con grande passione i tragici, ma soprattutto i lirici greci. Tra gli studiosi contemporanei ho trovato sempre affascinante l'opera di Vernant. Qual è il tuo "libro del cuore"? C ome per molti della mia generazione è Cent'anni di solitudine di Garcia Marquez. Uno scrittore poi che per me ha rappresentato molto è stato Pessoa, tra i contemporanei. Infine l'opera poetica di Leopardi continua a toccarmi il cuore. Nelle tue canzoni sono frequenti le suggestioni latinoamericane, ami anche la letteratura di quel continente? N on potrebbe essere diversamente. Come ho già detto considero Cent'anni di solitudine il mio libro del cuore, ma fondamentale per me è stata anche la lettura di Borges o, in modo diverso, di Amado. |
Di Grazia Casagrande
30 giugno 2000