Claudio Sabelli Fioretti
Dimmi Dammi Fammi

"La donna furba deve consentire che il suo uomo guardi la televisione con il telecomando in mano se vuole arrivare alla pensione di anzianità senza passare per quella di invalidità."


Un divertimento da ombrellone, questo saggio scherzoso di Sabelli Fioretti. Una provocazione, senza dubbio, colta al volo da alcuni protagonisti del mondo della cultura e dello spettacolo che si sono divertiti a "stare al gioco".
Quali sono le cose che lei dice e lui non sopporta?
Sabelli Fioretti elenca una summa di "verità" nelle prime pagine:
"Che cosa stai pensando?"
"Sei sempre il solito"
"Tu non mi ascolti"
"Sei peggio di tua madre"
"C'è qualcosa che non va?"
"Ti piace come sono vestita?"
"Non mi porti mai al cinema"
"Guadagni veramente poco"
"Mi ami?"
E, di contro, che cosa vorrebbero sentirsi dire gli uomini?
"Ti ascolto"
"Ti voglio bene per come sei"
"Adesso ti racconto i fatti"
"Va tutto bene"
"Tua madre è proprio simpatica"
"Sei bravo nel tuo lavoro"
"Mi fai un buco col trapano?"
"Dove vuoi andare in vacanza quest'anno?"
E quali frasi non sopportano Paolo Brosio e Maurizio Costanzo, Tito Schipa jr e Massimo Giletti, Emanuele Filiberto e Piero Chiambretti (che con altri otto personaggi celebri hanno risposto alle domande dell'autore)? Per Paolo Brosio "se una donna mi vuole bene non deve mandarmi all'Ikea" e deve affermare intenti del genere: "Caro, io voglio stare a casa. Lavora tu". Costanzo detesta sentirsi dire "Che stai pensando?" oppure "Novità?" quando rientra a casa. Stefano Disegni invece amerebbe ascoltare asserzioni del tipo "Caro, beato te, non invecchi mai" e Chiambretti odia la frase "Io non sono come le altre"... Alla fine Sabelli Fioretti tira un po' le fila del discorso passando dal faceto al serio e, con Roberta Tatafiore, si domanda "Chi sta meglio, lui o lei"? A voi il gusto della risposta.


Dimmi Dammi Fammi di Claudio Sabelli Fioretti
119 pag., Lit. 20.000 - Edizioni Frontiera
ISBN 88-87216-08-8



Le prime righe

POLITICAMENTE SCORRETTO


Il libro è diviso in cinque sezioni. Nella prima cerco di prenderla veramente sul ridere. Nella seconda sento gli esperti. Nella terza ascolto di frodo colloqui d'amore sul cellulare. Nella quarta interrogo un po' di gente scelta fra personaggi popolari. Nella quinta sprofondo nelle tematiche della coppia assieme a Roberta Tatafiore, una giornalista-scrittrice che al rapporto fra i sessi ha dedicato inchieste, saggi, servizi televisivi. Il tutto, naturalmente, senza la pretesa di prendere nulla troppo sul serio.
Come nasce questa idea politicamente scorretta? Nasce dopo aver scritto per il settimanale Donna Moderna un dossier su tutte le cose che gli uomini vorrebbero che le donne dicessero e facessero e che le donne non fanno e non dicono mai. Fu un'inchiesta rigorosa e scientifica che realizzai con la collaborazione di Luisa Pronzato interrogando psicologi, psichiatri, sociologi, antropologi, sessuologi.
Alla fine, dopo tanti dubbi e riflessioni, mi era rimasta dentro la voglia di sorridere, di sdrammatizzare e di fare quattro risate. Che spero farete anche voi.
parte prima
PROVE GENERALI DI INCOMPRENSIONE

Anni di femminismo hanno tappato la bocca agli uomini. Nell'ansia di apparire politicamente corretti, non parlano più, non si lamentano più, non chiedono più. Tra di loro, poi, quando sono certi di non essere ascoltati, passano ore a sognare a occhi aperti come vorrebbero che fossero le loro donne e a lamentarsi di come invece sono. Quali comportamenti li turbano di più? Eccoli.

© 2000, Frontiera


L'autore
Claudio Sabelli Fioretti, giornalista, è stato direttore di Cuore, ma anche di Abc, Panorama Mese, Sette, Gente Viaggi. Ha pubblicato una biografia di Spadolini (Il potere della volontà), un saggio di sociologia (C'era una volta la provincia) e una biografia della "mantide" di Cairo Montenotte (Gigliola Guerinoni). Scrive su Sette del Corriere della Sera.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




7 luglio 2000