Giuseppe Petronio
Sulle tracce del giallo

"Così le Terre del giallo mi sono diventate una provincia del Paese dell'Attività e della Storiografia letteraria, e mi hanno posto il problema di come far conoscere questo immenso paese e la sua varietà multiforme a chi vorrebbe saperne quanto più può, con al suo fianco, però, una guida esperta e amicamente cordiale."


Un critico e storico della letteratura che ha avuto il grande merito, ormai da alcuni decenni, di "sdoganare" alcuni generi letterari e di dar loro dignità, studiandoli e analizzandoli con la scientificità finora tributata solo alla letteratura maggiore. Considerato per questo interesse, in Italia ben poco praticato, un critico militante sulla scia gramsciana, attento a ciò che di "nazional-popolare" fosse stato prodotto negli ultimi secoli, Giuseppe Petronio è in realtà stato tra i primi a studiare quella letteratura di consumo che oggi è al centro di tutti gli studi critici più autorevoli, vero anticipatore di mode culturali e a tutt'oggi una delle maggiori autorità in proposito. Perciò questo saggio, recentemente pubblicato da Gamberetti, rappresenta una specie di sintesi delle ricerche e degli studi condotti da Petronio negli ultimi decenni.
La lettura insomma di Sulle tracce del giallo, non va consigliata solo ai tecnici della letteratura ma, sia per lo stile colloquiale e brillante che per la linearità del pensiero, dovrebbe essere affrontata da tutti coloro (e sono molti) che amano questo genere letterario.
Il saggio si apre con un breve resoconto su come l'interesse per l'argomento sia sorto in lui, quindi prosegue con una sintetica e chiarissima storia del genere, per poi approfondire e circostanziare le singole tematiche ad esso connesse.
Un'ampia sezione è dedicata a "Costanti e varianti" del giallo e credo che queste pagine riescano, grazie a una lucida organizzazione della riflessione e della classificazione, ad arricchire davvero ogni lettore, dandogli delle nuove possibilità interpretative e una maggiore capacità di analisi su ogni romanzo letto o che si appresti ad affrontare. Vengono esaminati i meccanismi intorno ai quali ruota ogni romanzo giallo (il crimine, l'indagine, la soluzione), quindi la logica che fa da filo conduttore della vicenda, infine le varie tipologie e i nuovi modelli. Oltre a ciò anche alcune riflessioni metodologiche e più in generale culturali se non addirittura di "etica professionale" (curiosa la notazione che asserisce che "lo studio del giallo può impartire al critico anche un'altra lezione e inculcargli una virtù capitale: la modestia"). In conclusione la giovinezza e freschezza di questo critico ultranovantenne rende del tutto godibile un saggio di critica letteraria e impartisce anche un altro insegnamento ai giovani accademici italiani: è possibile scrivere in modo non togato e per iniziati, pur senza abbandonare la serietà dell'analisi e del giudizio.


Sulle tracce del giallo di Giuseppe Petronio
Pag. 193, Lire 25.000 - Edizioni Gamberetti (Intermedi n. 2)
ISBN 88-7990-028-5



Le prime righe

I. Sulle tracce del giallo


Una ricerca, quale che sia, è in un certo senso un viaggio. Se devo essere sincero è un'affermazione che non faccio volentieri; la metafora del viaggio è stata, in questi decenni, usata così spesso e così a vanvera che, almeno a me, è venuta a nausea. Ma mi rendo conto che non può non essere così, volevamo, - io le volevo e le voglio - la civiltà di massa, la cultura di massa, l'università di massa, ora le abbiamo e dobbiamo tenerci anche il rovescio della medaglia, e il rovescio è brutto perché la medaglia è stata coniata male: senza un progetto razionale, in fretta, caoticamente. Molti leggono, e dunque molti devono scrivere; le cattedre universitarie sono tante, e tanti vi si devono sedere, anche gente nata per un altro mestiere. E allora, in mancanza di idee proprie, si gettano, i disgraziati, su ogni novità che colpisca, con tanta più foga quanto più è stravagante, quanto più è vaga e si può adoperare per tutti gli usi. La "paraletteratura", il "viaggio", il "naufragio", il "mondo come teatro", il "libro che parla da sé", il "labirinto", il "carnevale", il "cronotopo", il "metateatro", la "metaletteratura"... Ogni paio d'anni una formula viene di moda, e spesso è felice, qualche volta addirittura è geniale: nasce da una ricerca seria e da un cervello che pensa, e illumina di luce nuova uno scrittore o un problema; ma, avvoltoi affamati, quelli vi si gettano su, senza averla capita a fondo, stravolgendola, applicandola a ogni caso e ogni età, e a un certo momento, solo ad aprire un libro e leggere "la letteratura carnevalesca", il "metateatro", il "patto d'autore", viene su il voltastomaco.
E tuttavia è vero: una ricerca, se seria, se condotta bene, è come un viaggio. Si stende un programma, ci si prepara, si parte; si affrontano terre a noi ignote, ci si incontra con uomini e cose a noi estranee, ci si confronta..., e si torna a casa arricchiti, non solo per quello che riguarda il paese che abbiamo percorso, ma - ed è ciò che conta veramente - per quello che riguarda noi, il nostro essere uomini, la nostra capacità di spremere da un'esperienza tutto il succo possibile.
Ricordo, qualche anno fa, una crociera in Indonesia. Arrivammo, prima tappa, a Singapore che era l'ora di cena. Al banco dell'albergo trovo davanti a me una signora, una compagna di viaggio, che si informava ansiosa: "Dove troviamo, qui vicino, una pizzeria?". Avevamo lasciato l'Italia solo qualche ora prima! Più tardi, a Bali, lei e i suoi non si mossero dall'albergo: piscina, pranzo e cena con spaghetti e scatolame portato dall'Italia, la partita a carte la sera. Non potevano scendere al mare in Liguria o in Romagna?

© 2000, Gamberetti Editrice


L'autore
Giuseppe Petronio è nato a Marano (Napoli) nel 1909. È stato docente di Letteratura italiana all'Università di Cagliari e di Trieste. È presidente dell'Istituto Gramsci per il Friuli-Venezia Giulia e direttore del Centro internazionale per lo studio della letteratura di massa. Tra le sue opere più significative i cinque volumi de La letteratura italiana.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




7 luglio 2000