J. M. Coetzee
Vergogna

"No, professor Lurie, lei sarà illustre e potente, avrà chissà quante lauree, ma se fossi in lei mi vergognerei profondamente di me stesso, che Dio mi aiuti."


"Città del Capo: prodiga di bellezza, e di bellezze".
A Città del Capo vive e lavora David Lurie. Insegna Scienze della comunicazione alla Cape Technical University: una cattedra non entusiasmante, una certa routine, nulla di particolarmente brillante. Nella vita privata Lurie ha divorziato due volte ed ha una figlia, Lucy, che vive in una fattoria nella parte orientale della Provincia del Capo. Dal punto di vista delle relazioni di coppia è difficile ricominciare dopo due fallimenti e a cinquantadue anni; così Lurie si "arrangia" con le prostitute, cercando di incontrare sempre la stessa per avere la sensazione di vivere un rapporto "normale". Non è una persona felice, è un insoddisfatto, specialmente sul piano sentimentale. La possibile relazione con un'allieva, Melanie, molto carina, lo eccita, lo rende intraprendente e lo fa agire in modo esageratamente impulsivo. La ragazza, troppo giovane per sapersi difendere, subisce le avance del suo professore e si ritrova involontaria amante. Ma è un rapporto che non può durare, che non ha futuro e che si trasforma in un boomerang che colpisce in pieno Lurie. Il fidanzato di Melanie, i genitori, il consiglio direttivo dell'università: tutti contro di lui, stretti in un'unanime condanna, lo obbligano ad allontanarsi della scuola. Ma il professore non sembra avere eccessivi rimorsi, pare compiacersi nell'intimo della sua conquista, sembra non voler capire davvero, pur essendone conscio, che l'ineluttabile decadenza del suo fisico non può che stonare aspramente con la perfezione del corpo della ventenne allieva. Abbandonato forzatamente l'insegnamento, Lurie raggiunge la figlia in campagna, per mettere tra sé e i propri errori una distanza morale e geografica. Staccarsi dai propri problemi non vuol dire, tuttavia, automaticamente allontanarsi da tutti i problemi. Specie poi in un paese come il Sudafrica, in cui quotidianamente, purtroppo, capita di dover fare i conti con una realtà politica e sociale difficilissima. Nadine Gordimer ci ha fatto conoscere bene questa verità. Coetzee la sa sottolineare e crudamente descrivere. Decenni di apartheid hanno generato odio e violenza che può arrivare, imprevedibile e improvvisa sotto ogni forma e attraverso qualsiasi persona. Un debito da pagare che i bianchi ormai si portano appresso ovunque, una insensata ma inevitabile vendetta consumata nei confronti di innocenti. Così Lurie dovrà vedere la figlia violentata da tre ragazzi neri e capire perché la giovane donna sceglie di non denunciare l'accaduto. E dovrà cercare di andare avanti, come sa fare lei, nonostante tutto.


Vergogna di J. M. Coetzee
Titolo originale dell'opera: Disgrace

Traduzione di Gaspare Bona
Pag. 234, Lire 28.000 - Edizioni Einaudi
ISBN 88-06-15547-4



Le prime righe

Capitolo primo

Per un uomo della sua età, cinquantadue anni, divorziato, gli sembra di avere risolto il problema del sesso piuttosto bene. Il giovedì pomeriggio va in macchina a Green Point. Alle due in punto preme il campanello all'ingresso di Windsor Mansions, dice il suo nome ed entra. Sulla porta del n. 113 lo aspetta Soraya. David attraversa la camera, che profuma di buono e ha una luce soffusa, e si spoglia. Soraya esce dal bagno, lascia cadere l'accappatoio e s'infila nel letto accanto a lui. - Ti sono mancata? - gli domanda. - Mi manchi sempre, - risponde David. Le accarezza la pelle color del miele, senza i segni del sole; la fa distendere, le bacia il seno; fanno all'amore.
Soraya è alta e snella, con lunghi capelli neri e occhi scuri e liquidi. Tecnicamente David ha l'età per essere suo padre; d'altronde, tecnicamente, si può essere padri a dodici anni. È suo cliente da più di un anno; la trova di sua completa soddisfazione. Nel deserto della settimana, il giovedì è diventato un'oasi di luxe et volupté.
A letto Soraya non è esuberante. In realtà ha un'indole assai tranquilla, tranquilla e docile. Le sue opinioni generali sono sorprendentemente moralistiche. Si sente offesa dalle turiste che scoprono le tette ("mammelle", le chiama) sulle spiagge pubbliche; pensa che i vagabondi dovrebbero essere rastrellati e messi a spazzare le strade. Come riesca a conciliare le sue opinioni con questo tipo di lavoro David non glielo chiede.
Poiché Soraya gli dà piacere, poiché questo piacere è inesauribile, ha cominciato a provare un certo affetto per lei. Ed è convinto che, in parte, l'affetto sia ricambiato. L'affetto non è amore, ma se non altro è suo parente stretto. Dati gli inizi tutt'altro che promettenti, sono stati fortunati: lui ad avere trovato lei, lei ad avere trovato lui.
I suoi sentimenti, ne è consapevole, hanno un'ombra di compiacimento, sono addirittura maritali. Ma lui non ne rifugge.
Per novanta minuti la paga quattrocento rand, metà dei quali finiscono alla Discreet Escorts. È un peccato che la Discreet Escorts si prenda così tanto. Ma sono i proprietari del n. 113 e di altri appartamenti di Windsor Mansions; in un certo senso possiedono anche Soraya, questa parte di lei, questa funzione.
David si è trastullato con l'idea di chiederle di vedersi quando è libera. Gli piacerebbe passare una sera con lei, magari una notte intera. Ma non la mattina dopo. Si conosce troppo bene per costringerla a fermarsi fino alla mattina dopo, quando è freddo, burbero, impaziente di restare solo.

© 2000, Giulio Einaudi editore


L'autore
J.M. Coetzee è uno dei maggiori narratori sudafricani. In Italia sono usciti Deserto, Il maestro di Pietroburgo, Età di ferro, Foe e Pornografia e censura. Ha vinto numerosi premi letterari, tra cui il Cna Prize (il principale riconoscimento nel suo paese), il Prix Étranger Femina, il Jerusalem Prize, l'Irish Times International Fiction Prize e di recente, per la seconda volta, il Booker Prize.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




30 giugno 2000