Björn Larsson
Il Cerchio Celtico

"Il Cerchio Celtico non è quello che avevo immaginato. E nemmeno la via dell'oro."


In Italia Larsson ha raggiunto una certa notorietà con il romanzo La vera storia del pirata Long John Silver, pubblicato nel 1998 sempre dalla casa editrice Iperborea.
La sua abilità narrativa, che abbiamo scoperto proprio con quel primo romanzo, si ripresenta in questo, sin dalle prime pagine. Ancora una volta elemento importante della storia è il mare: là scenario di incursioni di pirati, e qui spazio da navigare e da vivere. Ulf, il protagonista, voce narrante, ha scelto di stabilirsi su una barca, il Rustica, e farne la propria dimora (c'è tanto di autobiografico in questo: Larsson per un anno ha vissuto proprio a bordo di una barca chiamata Rustica). Ama viaggiare, ama il mare ma non è alla ricerca di un'avventura particolare. È l'avventura che cerca (e trova) lui. Attraverso due strani personaggi: il finlandese Pekka e lo scozzese MacDuff, due marinai, due avventurieri, due nemici legati da una donna di nome Mary. Il giornale di bordo di Pekka, che dal suo catamarano Sula arriva nelle mani di Ulf, nasconde molti segreti dietro i resoconti di una traversata verso la Scozia, e di un successivo viaggio tra laghi interni e approdi sulle tante isole, passando poi lungo la costa orientale dell'Irlanda. Druidi, sacrifici umani che dalla preistoria forse sono proseguiti sino al Ventesimo secolo, una via dell'oro e qualcosa chiamato Samain, costellano le pagine del diario di bordo, incuriosendo sempre più Ulf. La misteriosa organizzazione denominata Cerchio Celtico, un movimento politico nazionalistico che in Irlanda, Paesi Baschi, Bretagna e Scozia, trama per realizzare il progetto di "liberazione" e rinascita del popolo celtico, appare presto come un pericolo insidioso lungo la strada di Ulf, che decide, insieme all'amico Torben (storico e bibliofilo), di ripercorrere le tappe descritte nel diario per capire quanto di vero possa esserci in quelle pagine.
Paolo Lodigiani, nella Postfazione al romanzo, sottolinea l'importanza dell'elemento "nautico" nella narrazione. La barca, il Rustica, è visto come il protagonista vero della vicenda, e la navigazione a vela come l'unica sfida, l'avventura più importante. "Larsson parla del mare con la profonda competenza di chi ne ha maturato una lunga esperienza diretta navigando su una piccola barca", scrive Lodigiani. Un mare freddo, spesso ostile, ben diverso dal nostro Mediterraneo, come molto lontane da noi sono le ideologie perseguite dall'organizzazione del Cerchio Celtico. Ma questo non significa che non siano temi affascinanti: il rispetto per la forza dell'oceano, per la natura estrema e buia del nord, con le sue tempeste e le trascinanti correnti o i fiordi costellati di insidie, e al contempo la forza terribile di un pensiero politico e sociale basato sulla stirpe, su una civiltà antichissima che "crede a tal punto nella parola da rifiutare la scrittura per non toglierle potere vitale", catturano il lettore al di là delle proprie radici ed esperienze.



Il Cerchio Celtico di Björn Larsson
Titolo originale dell'opera: Den Keltiska Ringen

Traduzione dallo svedese di Katia De Marco
409 pag., Lit. 36.000 - Edizioni Iperborea
ISBN 88-7091-087-3



Le prime righe

1


Era il 18 gennaio 1990. Un vento fresco, a tratti forte, soffiava da sud, portando con sé nubi cariche di pioggia.
Il viale della stazione di Limhamn era deserto, a parte qualche isolata automobile i cui fari si riflettevano nelle vetrine o sull'asfalto bagnato.
Con il vento alle spalle era facile camminare. Le raffiche più violente quasi mi sollevavano, spingendomi verso l'imbarcadero dei traghetti, dov'ero diretto. Ma non avevo alcun motivo di affrettarmi, un giovedì sera del primo mese dell'anno, quando i traghetti viaggiano mezzi vuoti e la sala d'aspetto invita a tutto fuorché ad aspettare.
È vero che con il passare degli anni avevo imparato ad aspettare, e riuscivo almeno in parte a dimenticare che il mio tempo passava senza né gioia né profitto per nessuno. Ma benché non facessi che darmi da fare, non ero mai riuscito a vincere la sensazione che il tempo mi scorresse tra le dita. C'era sempre qualcosa da finire, qualcosa che non poteva aspettare né si poteva rimandare. Ed era sempre qualcun altro a decidere le scadenze.
In fondo era proprio per tentare di sfuggire a quel girotondo infernale che mi ero trasferito in Danimarca. Ma continuavo a lavorare in Svezia, e il cartellino da timbrare non aveva smesso di misurare il mio tempo. Non arrivavo mai a destinazione, non facevo che degli avanti e indietro.
Anno dopo anno, tre volte alla settimana, attraversavo lo stretto. L'unica variante erano le rotte dei diversi traghetti che prendevo, a seconda di dove si trovava in quel momento la mia "casa". Vivevo infatti su una barca a vela che potevo ormeggiare in qualsiasi porto tra Helsingør a nord e Dragør a sud. In inverno facevo base a Dragør, uno dei pochi porti dell'Öresund dove c'è vita e movimento tutto l'anno. Il pilota, i pescherecci e i traghetti che viaggiavano regolarmente rendevano sopportabile la mia solitudine. Ma d'estate cambiavo continuamente residenza. La mia barca, il Rustica, non aveva fissa dimora.

© 2000, Iperborea


L'autore
Björn Larsson, nato in Svezia nel 1953, già noto ai lettori italiani per La vera storia del pirata Long John Silver, docente di Francese all'Università di Lund, filologo e traduttore, ha debuttato come scrittore nel 1980 con una raccolta di racconti, per raggiungere con Il Cerchio Celtico il riconoscimento internazionale. Appassionato navigatore, è vissuto per anni a bordo del suo Rustica facendone anche "il vero protagonista" di questo romanzo. Intervista nelle pagine di Café Letterario all'indirizzo http://www.librialice.it/cafeletterario/interviste/larsson.html


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




16 giugno 2000