Carlo Lucarelli
Guernica

"Lasciammo Madrid quasi in silenzio, a passo d'uomo, e quando fuori dalle case l'aria grigia si fece così nera che sembrava viola, aprii il gas e ci lanciammo nel buio, sulla strada per Guernica."


È una riedizione, diciamolo subito. Molti di voi l'avranno già letto, alcuni forse non l'avranno trovato facilmente in libreria, perché la prima versione è edita da Il Minotauro, casa editrice milanese ben distribuita ma poco nota. Guernica è un romanzo breve di Lucarelli datato 1996 che l'Einaudi ha scelto per inaugurare una nuova sezione dedicata al noir dell'ormai celebre (e celebrata) collana Stile libero. Ma anche a chi l'avesse già letto, questa versione riserva una sorpresa: un finale completamente riscritto.
"Alle cinque della sera del diciassette marzo novecetotrentasette, colpito al petto dalla mitraglia eroicamente cadeva..." Vittorio Emanuelli, ucciso da una delle tante armi che distribuivano colpi terribili nei giorni della guerra civile spagnola. Un capitano delle forze italiane arrivate a dar manforte all'esercito del caudillo, il capitano Degl'Innocenti dei Reali Bersaglieri, decide di riportare in patria il cadavere dell'amico morto, ma dal primo momento qualcosa non quadra. Un giornale su cui Emanuelli ha scritto alcuni veloci appunti si scopre risalire a un periodo molto successivo alla data presunta di morte. Cosa sarà accaduto? E chi sarà l'uomo nella bara, pronto per essere spedito in Italia?
L'apertura della cassa non è sufficiente per chiarire il mistero: il viso dell'uomo è irriconoscibile. Voci insistenti affermano che Emanuelli sia ancora vivo e vaghi per la Spagna come l'anima stessa, assassina crudele e spietata, della guerra. Con l'aiuto non proprio volontario di Stella, un "doppiogiochista" che svolge il ruolo di attendente, Degl'Innocenti inizia la sua personale ricerca della verità. Lungo il cammino conoscerà le crudeltà di un conflitto che coinvolge soldati, civili, volontari. Troverà anche personaggi particolari: celebrità come Simone Weil e Bob Capa, Tina Modotti e Dos Passos "che parlava di poesia con Rafael Alberti e Octavio Paz", uno scrittore americano di nome Ernesto, e "citazioni viventi" come Rosencranz e Guilderstein o due figure che si stagliano sul cielo della Spagna "uno alto, magro e sul cavallo, a delirare con le braccia aperte e una bacinella da barbiere sulla testa, e l'altro basso, piccolino e grasso che lo seguiva sopra un mulo". L'identità di questi don Chisciotte e Sancio Panza si svela alla fine, sulla strada per Guernica, luogo simbolico di questo dramma del Novecento, mentre il vero destino di Emanuelli non sarà mai chiarito del tutto.


Guernica di Carlo Lucarelli
Pag. 84, Lire 14.000 - Edizioni Einaudi (Einaudi tascabili. Stile libero noir n. 726)
ISBN 88-06-15339-0



Le prime righe

Prologo

Madrid, 10 aprile 1937
¿Dónde están tus compañeros? Ringhiava il coronel stringendogli forte le guance con i suoi artigli neri ma al profesor, come a un pesce preso all'amo, usciva soltanto una bolla scura di saliva dalle labbra schiacciate e il coronel lo colpì sul volto con le dita magre chiuse a martello, finché dal naso non gli uscì uno schizzo di sangue rosso da comunista, caldo nella fredda notte di Madrid.
La casa era tutta muri, neri di ombre cupe, senza porte e senza tetto e guardando in alto si vedeva soltanto il cielo buio. Forse anche le stelle erano venute giù con le bombe degli Stukas, il giorno prima.
Accanto al braciere Pablo, il tagliagole dal volto butterato d'avvoltoio, figlio di un plotone del Tercio e di una puta di Bilbao, sorrideva, mezz'ubriaco e in un angolo, silenzioso, io guardavo. Ero stato io a portarli in quella casa a metà tra la Spagna rossa e quella nera e a fargli trovare el profesor con un colpo di mano da sicari. Un tedesco della Legione Condor, dagli occhi blu come un cielo di Baviera, alzò il mento a v verso di me, mostrando una tenaglia. Vuoi farlo tu, italiano? Chiese, ma il coronel scosse la testa, pulendosi gli artigli sulla giubba e disse: éste no habla e poi mátalo, Pablo e Pablo rise, sfilando il coltello dallo stivale. Lo avevo già visto, una volta, baciare la lama con le labbra insanguinate.
La muerte... cantò il coronel, le mani aperte sul braciere, la muerte... col pomo d'Adamo che saliva e scendeva rapido sul collo, magro, stretto dalle mostrine azzurre della Falange Cristo Rey, la muerte... ma poi si fermò, alzando i baffi sulle labbra tese.
Aveva un sesto senso il coronel.
¡Comunistas! Soffiò un attimo prima dello sparo che gli attraversò la gola con uno schizzo di sangue nero da fascista fin sul muro sporco di fumo e io tirai a Pablo dietro un orecchio, mentre ombre rosse entravano, veloci, con il freddo della notte. Durò un secondo, forse due.

© 2000, Giulio Einaudi editore


L'autore
Carlo Lucarelli ha pubblicato molti romanzi, tra cui Almost Blue, Il giorno del lupo, Autosole, Mistero in blu e L'isola dell'angelo caduto. Ha condotto una fortunata trasmissione televisiva dedicata ai "casi" non ancora risolti e sono in preparazione diversi film tratti dai suoi libri.
Nelle pagine di Café Letterario troverete anche un'intervista e i suoi consigli di lettura.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




16 giugno 2000