Gianfranco Manfredi
Una fortuna d'annata

"La realtà lo spaventava troppo per affrontarla e se qualcuno avesse dimostrato di saperlo fare al posto suo, si sarebbe sentito troppo umiliato per sopportarlo."


La capacità di Manfredi di proporsi a pubblici diversi con una eccezionale varietà di ruoli è davvero incredibile: cantautore in età giovanile, poi sceneggiatore cinematografico e di fumetti, infine scrittore.
Elemento comune è il linguaggio diretto, privo di retorica, piuttosto ironico e spregiudicato, il ritmo incalzante della narrazione e la vivacità nei numerosi dialoghi.
Questo Una fortuna d'annata è un giallo, ambientato nella provincia lombarda, in un paese inventato, ma verosimile, caratterizzato da personaggi comuni nel ricco Nord, e la vicenda è originata da un biglietto della lotteria che ha reso miliardario qualcuno. La nuova mania nazionale delle lotterie, il denaro come molla di tante vite banali, il senso di noia e di menefreghismo delle ultime generazioni che tanto tardivamente escono dall'atteggiamento adolescenziale, sono altri elementi che vengono ben miscelati nel romanzo.
Anche il giornalista, protagonista di questo giallo, rappresenta l'irrequietezza di chi vuole assolutamente affermarsi, si sente ingiustamente poco apprezzato e si lancia senza troppe precauzioni in un caso che può dargli notorietà. Divertente è la figura del fratello di Davide, il giornalista. Si chiama Alfredo, passa il suo tempo sdraiato sul divano a farsi canne e a guardare la televisione, non lavora, ma vive dell'eredità dei genitori, si anima solo per affetto del fratello (si lascia anche sfuggire la ragazza, praticamente "regalata" a Davide) e combina un sacco di guai. Figura tipica di questi anni, è un adulto con un linguaggio da adolescente, che non solo non soffre nell'essere un fallito (ma fallito in che cosa, se non ha mai provato a fare nulla?), che non ha remore o aspirazioni particolari, e che non si dimostra in grado di compiere nessuna azione senza combinare disastri.
Come ogni buon giallo, anche questo romanzo vede degli assassinii e delle morti misteriose, ma anche tensioni sotterranee, inquietudini e un malessere diffuso: caratteristiche queste della scrittura di Manfredi, autore davvero attuale e intrigante, interprete amaramente spiritoso di questi
nostri tempi confusi, dotato di una serietà nascosta dietro ad un'apparente superficialità.


Una fortuna d'annata di Gianfranco Manfredi
Pag. 222, Lire 26.000 - Edizioni Marco Tropea (LeGaggie)
ISBN 88-438-0135-X



Le prime righe

1
Roulette russa


"Milano fa male!"

Incollato ai vetri del bar, un Campari soda in mano, Ermete Mazzola guardava piazza Cavour, informe collettore di automobili, ciclomotori, furgoni, tram, semafori, cassette postali, cabine telefoniche, dal quale spuntavano a tratti sparuti e rassegnati pedoni.
"Che ti può importare di restare qui?" continuò Ermete rivolto al giovane collega.
Davide si rinserrò nelle spalle, fissò il filtro della sigaretta, sporco di schiuma di cappuccino, e non disse nulla.
Ermete era alto e magro, bianco e con la barba non fatta, ingobbito a metà schiena.
Davide era piccolino, castano, ben rasato e ritto come un soldatino in borghese.
Sembravano una parentesi aperta e un punto esclamativo capitati una accanto all'altro per un refuso tipografico.
"Ho compiuto trent'anni... " disse infine Davide dando voce ai pensieri.
"Auguri."
"Mica oggi, quattro mesi fa. Volevo dire... sai come si dice..."
"Volevo dire, sai come si dice... è brutto" replicò Ermete con una lieve increspatura delle labbra.
"Insomma..." riprese Davide accalorandosi "oggi come oggi se uno a trent'anni viene messo ai margini, resta ai margini per sempre, sul marciapiede. Se ti va bene ti dimenticano lì, se ti va male ti danno l'ultima spintarella e ti buttano in mezzo alla strada..."
"Sai qual è il tuo vizio più evidente, Davide? Ti innamori delle metafore e ci resti invischiato." Un sorso di Campari.
"Non è che mi dispiaccia, sai? È di serie B, ma ha il suo fascino. Proprio ieri sera leggevo un romanzetto da edicola di uno spagnolo che si firma con uno pseudonimo americano, Salomon Kane, perché scrive avventure di
spionaggio e western fin dagli anni sessanta e allora usava che i latini facessero gli americani se no il popolo non si fidava..."

© 2000, Marco Tropea Editore


L'autore
Gianfranco Manfredi vive a Milano. Autore impegnato su più fronti, i suoi interessi spaziano dalla canzone al cinema, dalla saggistica ai fumetti. Tra i suoi romanzi: Magia Rossa, Cromatica, Ultimi vampiri e Trainspotter, Il peggio deve ancora venire. Da tre anni Manfredi è autore e sceneggiatore del popolare fumetto Magico vento, pubblicato dalla Sergio Bonelli.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




9 giugno 2000