Raffaele Crovi
Le maschere del mistero
Storie e tecniche di thriller italiani e stranieri

"Credo che il fascino della letteratura thrilling consista nel fatto che allena il lettore all'ansia della verità, pur lasciandolo consapevole che la verità non sarà mai svelata."


Perché leggere un libro dedicato al thriller? È necessario approfondire un argomento di cui si dibatte spesso e di cui pensiamo di conoscere ogni segreto? Raffaele Crovi è convinto che ancora molto ci sia da dire sulla letteratura thrilling, specie quella italiana, e bastano poche pagine per convincere anche il lettore. In realtà nel volume sono raccolti testi critici e saggi che Crovi ha prodotto nel corso di molti anni, raggruppati con una precisa scansione cronologica e divisi per "soggetti". La sua attività di critico letterario, specialista del genere poliziesco, è iniziata molti anni or sono, come ricorda lui stesso. I testi, partendo dagli anni Sessanta, arrivano sino a oggi e provengono da periodici, quotidiani, risvolti editoriali, pubblicazioni e un diario inedito.
Una fonte notevole di informazioni, di indicazioni specialistiche, di temi critici ma anche di divertenti aneddoti sulla vita degli scrittori di gialli, accompagnati sempre da una puntuale biografia di tutti gli autori analizzati.
Impossibile elencare tutti gli scrittori di cui Crovi parla in queste pagine. Dai più noti, italiani e non, ai cosiddetti "minori". Basti ricordare i capitoli su Giorgio Scerbanenco, Giuseppe Bonura, Luciano Anselmi, Giuseppe Pederiali, Corrado Augias, Fruttero & Lucentini, Tiziano Sclavi, Renato Olivieri, Enzo Russo, Loriano Macchiavelli, Laura Grimaldi, Andrea G. Pinketts... e un'infinità di altri nomi, cui seguono numerosi stranieri importanti: Dashiell Hammett, Raymond Chandler, Eric Ambler, Friedrich Dürrenmatt, Michael Crichton, Patricia Highsmith, P.D. James, John Le Carré, James Ellroy... ma sono solo alcuni.
Una parte iniziale è invece dedicata a una breve storia del genere poliziesco, dalle sue origini ai giorni nostri, molto dettagliata e completa seppur rapida, improntata particolarmente sulla genesi e lo sviluppo del thriller italiano.
Un volume che costituisce dunque una fonte storico-critica curiosa per il lettore e utile per chi professionalmente deve conoscere alcuni nomi della
letteratura nazionale e internazionale talvolta sottovalutati dalle enciclopedie critiche "ufficiali".


Le maschere del mistero. Storie e tecniche di thriller italiani e stranieri di Raffaele Crovi
Pag. 301, Lit. 29.900 - Passigli Editori
ISBN 88-368-0598-1



Le prime righe

Delitti di casa nostra


I tre termini (registrati da tutti i vocabolari) chiamati in causa per descrivere la fiction (letteraria, cinematografica, teatrale e televisiva) con intrecci, personaggi, eventi di mistero sono detection, suspense, thriller. Detection sta per indagine, inchiesta, smascheramento; suspense indica la "tecnica sospensiva" di ogni storia strutturata su un intrigo; thriller definisce una rappresentazione verbale o visiva con soprassalti, sussulti, imprevisti. La parola thriller è quella che definisce meglio il genere della fiction sottodefinita, via via, come detective story, detective novel, crime story, spy story, mystery, horror, legal thriller e in Francia come noir (o roman judiciaire o roman policier), in Germania come Kriminalroman o Detectiveroman e in Italia come giallo.
Si dice che la letteratura thrilling (letteratura d'indagine sulla "colpa" e i "complessi di colpa") sia nata con l'episodio biblico di Caino e Abele o almeno con la tragedia Edipo Re di Sofocle, ma i primi thriller veri e propri furono i racconti di Edgar Allan Poe che vedono come protagonista l'investigatore Auguste Dupin: I delitti della rue Morgue (1841) e La lettera rubata (1844). Tuttavia, tra Eschilo e Poe la letteratura ha sfruttato spesso elementi criminali e di mistero: ad esempio, i drammi shakespeariani sono pieni di elementi thrilling; Daniel Defoe, l'autore di Robinson Crusoe, ha romanzato molte vicende giudiziarie e di malavita; l'antesignano degli investigatori moderni (procede infatti con la doppia arma del dubbio e della logica) è Zadig (protagonista del breve romanzo omonimo di Voltaire, che non a caso debuttò con un Edipo) e i sostantivi detective e detection (dal latino detergere, scoprire) compaiono per la prima volta in Casa desolata di Charles Dickens, che ha anche scritto un thriller puro, Il mistero di Edwin Drood, rimasto interrotto, e che Carlo Fruttero e Franco Lucentini si sono divertiti a completare nell'edizione italiana.
Si dice che, per molto tempo, nella narrativa gli elementi del romanzo di avventura e del thriller si sono intrecciati e ci sono a dimostrarlo certi romanzi dello statunitense James Fenimore Cooper (l'autore de L'ultimo dei Mohicani) come La spia del 1821 o La pietra di luna di Wilkie Collins (del 1868, da qualcuno considerato il più affascinante thriller che sia mai stato scritto) oppure Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde (1886) e Il Club dei Suicidi (1888) di Robert Louis Stevenson. Il che potrebbe spiegare come un abile scrittore di storie d'avventura, Luigi Motta (veronese di Bussolengo, epigono del veronese doc Emilio Salgari), si sia cimentato nel 1938 in un (mediocrissimo) thriller, L'anello nero.

© 2000, Passigli Editori


L'autore
Raffaele Crovi, narratore, critico, editore, è considerato uno dei massimi esperti di letteratura thrilling. Ha scritto opere di poesia, tra cui L'inverno, L'utopia del Natale, Pianeta terra; opere di narrativa, come Il santo peccatore, L'indagine di via Rapallo e Amore di domenica; saggi vari tra i quali citiamo Parole incrociate. Guida alla scrittura creativa, Il lungo viaggio di Vittorini, I luoghi della vita.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato




9 giugno 2000