Muriel Spark
Gli anni fulgenti di Miss Brodie

"Era evidente già allora come la sua principale preoccupazione fosse che le sue ragazzine potessero affezionarsi in modo particolare a questa o a quella nuova insegnante, ma si guardava bene dallo sferrare attacchi diretti, tanto più che le insegnanti delle superiori sembravano assolutamente prive di interesse per la sua nidiata."


Un'insegnante anomala e il suo piccolo gruppo di fedelissime alunne: questa è la vicenda che si snoda nel romanzo di Muriel Spark, apparso nel 1961 e soggetto di numerose riduzioni cinematografiche e televisive. Miss Brodie è l'insegnante raccontata soprattutto attraverso i ricordi delle sue allieve, ormai diventate adulte. Una donna "nel suo fulgore", così almeno lei definiva se stessa negli anni di cui si parla, intelligente e dalla forte personalità, capace di affascinare, anzi quasi di plagiare, le ragazzine che le venivano assegnate in classe e che continuavano ad avere con lei un forte rapporto d'amicizia, anche molti anni dopo la fine delle scuole primarie. Le lezioni che impartiva non seguivano i regolari programmi scolastici, non accettava l'imposizione dell'autorità didattica, né i giudizi sul proprio operato o sui suoi metodi di insegnamento che per altro cercava di non far conoscere. Proprio questa sua anomalia la rendeva sospetta ai colleghi, o meglio alle colleghe, perché invece aveva un sicuro fascino sulla parte maschile del corpo docente. Ma il suo pubblico ideale erano appunto le ragazzine che frequentavano i suoi corsi: la loro età le rendeva molto recettive, la sua superiorità intellettuale e la sua esperienza di vita erano strumenti di dominio psicologico indubbio che lei esercitava senza nessuna remora, anzi ben al di là del lecito. Crescendo, le ragazze infatti iniziavano a capire il peso che sulla loro vita e la loro psiche poteva avere quella strana insegnante, iniziavano anche a ridicolizzarla e a prenderne le distanze, ma avrebbero sempre saputo quanto avesse inciso sulla loro formazione e sulle loro scelte. Ma chi è Miss Brodie? È una donna ancora giovane, "nel fulgore" come lei stessa dichiara di sé, appassionata dell'arte e di tutto ciò che le sembra nuovo (fascismo e nazismo compresi), che pensa di plasmare le menti delle ragazze, impedendo che vengano omologate, dando contenuti nuovi e anche la propria vita come insegnamento e modello. Non ha inibizioni linguistiche, né moralismi, ma si nega a un rapporto adulterino, così come rifiuta l'ipotesi di trasformarsi in "buona moglie": tutto ciò non per insensibilità, ma per tener fede a sé, al personaggio e all'immagine che si è costruita. Così pensa di vivere per interposta persona una relazione amorosa (la candidata sostituta è appunto una sua alunna), regala le proprie notti e le proprie attenzioni a un collega, ma non rinuncia alla propria libertà e autonomia, pur fiera dell'importanza che sa di avere per lui. L'interesse del romanzo consiste eminentemente nell'acutezza con cui viene descritta la psicologia di Miss Brodie, quella delle ragazze nel loro evolversi, l'ambiguità del rapporto tra queste e la giovane insegnante e le reazioni della collettività provocati da tali legami. Nessuno dei personaggi è particolarmente positivo, nessuno si salva davvero, nessuno suscita simpatia o spinge all'identificazione, e il merito della Spark è anche questo, nel non aver cioè cercato di ottenere consenso con facili scappatoie psicologiche, ma di aver compiuto una sottile analisi dei comportamenti e delle reazioni di una collettività chiusa, come quella dell'istituzione scolastica.


Gli anni fulgenti di Miss Brodie di Muriel Spark
Titolo originale: The Prime of Miss Jean Brodie

Traduzione di Adriana Bottini
Pag. 140, Lire 23.000 - Edizioni Adelphi (Fabula n. 126)
ISBN 88-459-1541-7



Le prime righe

1


Parlando con le ragazze della Marcia Blaine, i ragazzi erano rimasti dall'altro lato delle biciclette con le mani sul manubrio, il che erigeva tra i sessi una barriera protettiva e creava l'impressione che i ragazzi potessero dileguarsi da un momento all'altro.
Le ragazze non potevano togliersi il panama perché i cancelli della scuola erano ancora in vista ed essere a capo scoperto andava contro il regolamento. Certe infrazioni in merito alla posizione del cappello venivano tollerate dalla quarta liceo in su, purché nessuna lo portasse sulle ventitré. Ma esisteva pur sempre una serie di sottili varianti alla regola che imponeva la falda all'insù sulla nuca e all'ingiù sulla fronte. E le cinque ragazze, vicinissime l'una all'altra per via dei maschi, portavano il cappello ciascuna con una precisa differenza.
Queste ragazze formavano il gruppo della Brodie. Le chiamavano così ancor prima che la direttrice desse loro quel nome, con scherno, quando all'età di dodici anni erano passate dalle inferiori alle superiori. Già allora si riconoscevano subito come allieve di Miss Brodie, essendo ampiamente informate su una quantità di argomenti estranei, come diceva la direttrice, al programma curriculare e di nessuna utilità per la scuola in quanto tale. Si venne a sapere che le ragazze avevano sentito parlare dei "gruppi di Oxford" e di Mussolini, dei pittori del Rinascimento italiano, dei vantaggi per la pelle delle creme detergenti e del tonico di amamelide rispetto alla semplice acqua e sapone, e che conoscevano il termine "menarca"; avevano ascoltato la descrizione della casa londinese dell'autore di Winnie Pooh, della vita amorosa di Charlotte Brontë e dei trascorsi sentimentali della stessa Miss Brodie. Erano al corrente dell'esistenza di Einstein e delle argomentazioni di chi metteva in discussione la veridicità storica della Bibbia. Conoscevano i rudimenti dell'astrologia ma non la data della battaglia di Flodden né la capitale della Finlandia. Tutte le ragazze di Miss Brodie, eccetto una, contavano sulle dita come la loro insegnante, con risultati più o meno corretti.
Ancora a sedici anni, in quarta liceo, quando dopo la scuola si attardavano fuori dal cancello e si erano ormai adattate al regime ortodosso, conservavano l'inequivocabile marchio Brodie ed erano famose in tutta la scuola, vale a dire guardate con sospetto e scarsa simpatia. Ma non mostravano il minimo spirito di squadra e anche tra loro avevano ben poco in comune, a parte la perdurante amicizia con Jean Brodie. Quest'ultima insegnava sempre alle inferiori ed era tenuta in gran sospetto.

© 2000, Adelphi Edizioni


L'autrice
Muriel Spark è nata nel 1918 a Edimburgo, in Scozia. È stata educata alla James Gillespie's School for Girls e all'Heriot-Watt College. Si è dedicata all'attività di scrittrice dal 1940, ma le sue prime produzioni erano documenti per il British Political Intelligence Office, questo fino alla fine della Seconda guerra mondiale. La sua attuale attività di narratrice ebbe invece inizio nel 1951, e il suo primo romanzo, The Comforters, è stato pubblicato nel 1957. Ha scritto tre volumi di poesia, e numerosi romanzi e racconti brevi. La Spark ebbe una conversione religiosa nel 1954, ed è diventata cattolica.


A cura di Grazia Casagrande
e di Giulia Mozzato




26 maggio 2000