Enzo Striano
Giornale di adolescenza

"Nel vicolo di fronte, nello stradone, dovunque, passavano operai con la tuta, fanciulle, uomini in borghese, cavallucci, carri... Su un marciapiede stavano in circolo seggiole di paglia e vi sedevano donne, intente a cucire e chiacchierare."


Enzo Striano ha avuto una strana sorte, stimato e conosciuto in vita per la sua attività di giornalista prima e successivamente di insegnante, raggiunse una vasta fama letteraria solo dopo la morte. E oggi, a tredici anni dalla scomparsa, viene pubblicato questo Giornale di adolescenza, concluso dall'autore nel 1958, in realtà il suo primo vero romanzo. Striano aveva avuto già esperienza di narratore, ma si era dedicato a racconti o novelle lunghe (tra queste da ricordare La linea gotica con cui aveva vinto il Premio Castellammare) e, grazie a queste prime prove, era stato incoraggiato da Pratolini a proseguire l'attività di scrittore. Apollonia Striano, nell'appendice a questa edizione del romanzo, rende partecipe il lettore del rapporto d'amicizia e di stima con Vasco Pratolini, scrittore ormai affermato e consigliere del coscienzioso, giovane professore napoletano. Di certo le indicazioni di evitare sbandamenti sentimentali o poetici ("Devi anche, secondo me, uccidere il Di Giacomo che sopravvive dentro di te") e di mantenere una stretta aderenza agli eventi narrati (lezione che deriva da tutta la letteratura italiana del dopoguerra di stampo fortemente realistico) ebbero ascolto. Questo Giornale narra vicende che vanno dal 1936 al 1940 e che corrispondono all'adolescenza di Mario, il protagonista, cioè dalla prima classe del ginnasio al liceo. La scuola, luogo prioritario di promozione sociale, è vissuta dall'intera famiglia Morrone come una conquista. Tale opportunità è frutto del sacrificio e delle rinunce di tutti i componenti ma è l'unica opportunità per poter sperare, per la seconda generazione, in condizioni migliori di vita. Mario sente il peso di tale sacrificio collettivo, sa di dover portare risultati e infatti, superato l'impaccio e l'umiliazione iniziale per l'appartenenza a una condizione sociale inferiore a quella dei compagni, ottiene voti elevati. Ma la scuola significa per il ragazzo anche l'ingresso nel mondo esterno, nell'adolescenza, nei suoi fremiti e nelle sue malinconie. Anno dopo anno le trasformazioni fisiche e psicologiche di Mario e dei suoi compagni vengono presentate attraverso l'evoluzione dei rapporti che tra loro intercorrono e attraverso le esperienze, intense e totalizzanti, che i ragazzi affrontano. Prima di tutto la scoperta del sesso: emozioni violente, sconosciute, offerte la prima volta (così come avveniva un tempo) da professioniste. Il fascismo è presente in tanti momenti della vita quotidiana, sempre di più e in modo sempre più invasivo, fino all'ultimo tragico capitolo della guerra, dei bombardamenti, delle nottate trascorse nei rifugi.
Con uno stile asciutto, ricco di dialoghi, Striano offre uno spaccato di normali vite quotidiane di famiglie della piccola borghesia napoletana: una realtà diversa dagli stereotipi ormai sedimentati su Napoli e la sua popolazione.


Giornale di adolescenza di Enzo Striano
Pag. 413, Lire 32.000 - Edizioni Mondadori (Scrittori italiani e stranieri) ISBN 88-04-47486-6



Le prime righe

I


Quando Mario venne nella casa nuova era l'estate del 1936; egli volle segnare la data su un balcone, con un pezzetto di matita rossa.

"7 agosto 1936-XIV"

"Non cominciamo a sporcare. Non ne facciamo una stalla" disse suo padre, irritato, guardandolo dal centro della stanza dove sistemava il comò.
Nel ragazzo il piacere della giornata inconsueta si dissolse rapido. Strinse brevemente le spalle, rassegnato, e tornò dentro.
In un angolo, incastrate con spaghi, eran le seggiole di paglia. Mario s'inginocchiò sull'impiantito lattiginoso di cemento fresco, tentò di disfare i nodi.
Provava un senso di dolore e colpa insieme, quasi una paura. Dietro la nuca, in simili momenti, sentiva fermo l'occhio di suo padre.
Ma questi non era più nella stanza.
Mario se ne accorse dopo qualche istante, quando ne udì la voce incollerita giungere dalla tromba delle scale, insieme a scalpiccio.
"Alza, per Iddio! Così non passa."
Il ragazzo restò sospeso, con l'orecchio aguzzo.
"Portano l'armadio grande" pensò, guardando oltre la porta il ballatoio bianco di sole.
I passi nelle scale s'eran fatti forti, assai vicini; gli era anche parso di avvertire ansare.
Di lì a poco il padre ricomparve. Saliva con la schiena volta all'uscio.
Indietreggiava lento, guidando a larghi segni delle braccia il facchino che, piegato in due, portava su l'armadio in camera da letto.
D'un tratto si gettò in avanti.
"La ringhiera, mannaggia. Non vedi la ringhiera?"
"Ah. Ah" respirava forte l'uomo sotto il peso, e si fermò.
Il padre ebbe uno slancio a sostenere il mobile lui pure.
Mario ne scorgeva le mani premute contro il legno, gonfie nelle vene.

© 2000, Arnoldo Mondadori Editore


L'autore
Enzo Striano (Napoli 1927 - Roma 1987) lavorò prima come giornalista, poi come insegnante e autore di fortunati testi scolastici. Il resto di niente fu stampato per la prima volta nel 1986 ma il successo che ne fece un vero e proprio caso editoriale sopraggiunse soltanto alcuni anni dopo, postumo, con le edizioni di Avagliano e Rizzoli.


A cura di Grazia Casagrande
e di Giulia Mozzato




19 maggio 2000