Anne Fine
Villa Ventosa

"Di nuovo quel sogno, Caspar. Ma non è proprio un sogno, sai. Ci torno davvero a casa. Torno davvero indietro nel tempo, nella Villa Ventosa di una volta."


Villa Ventosa è un luogo magnifico. Un luogo dell'infanzia, magico e affascinante. Villa Ventosa ha un bel giardino, un rifugio, una "tana" dove nascondersi, dove ritornare anche da adulti. Per questo Barbara vorrebbe organizzare in quel giardino il proprio matrimonio: ha quarant'anni, ha atteso tanto, ha sempre desiderato sposarsi a Villa Ventosa. Ma è difficile farlo dovendo fare i conti con una madre dura, distratta, a volte implacabile, con un fidanzato sconosciuto alla famiglia e con una serie di invitati, i pazienti della clinica dove Barbara lavora, non esattamente "normali": sedie a rotelle ovunque danneggerebbero casa e giardino, almeno così pensa Lilith, sua madre. Il fratello William e le sorelle Tory e Gillyflower si dividono su questa decisione. Mentre il primo l'appoggia e vorrebbe aiutarla a realizzare il suo sogno, le seconde, più tradizionaliste e legate alla madre, si rivelano ostili. È difficile trovare una soluzione; ci riesce Caspar, il compagno di William, un uomo interessante e intelligente, sufficientemente ironico e disponibile: il ricevimento si potrà organizzare al di là del muro del giardino, nella tenuta del ristorante adiacente, un luogo di gran lusso e molto costoso. La cifra necessaria non sarà un problema, perché Caspar si propone come sovvenzionatore. Oltre tutto il promesso sposo (che risponde all'improbabile nome di Miguel Ángel Arqueso Algarón Perz de Vega) lavora proprio lì, come cameriere... Il programma, alla fine viene approvato. E nel frattempo la madre approfitta della confusione generale per mettere in pratica un suo progetto. Ma cosa sta tramando di nascosto l'anziana e terribile donna? Quale destino sta preparando per il giardino all'insaputa dei figli? Come nei migliori plot alcuni personaggi si riveleranno diversi da come potevano apparire all'inizio e vari colpi di scena cambieranno le carte in tavola: Villa Ventosa, malgrado tutto, verrà abbandonata al suo destino che renderà "liberi" tutti i protagonisti.
Molto divertente la descrizione dei singoli personaggi: la madre, la signora Lilith Collett, una donna strana che passa parte del tempo a passeggiare in giardino estirpando scientificamente le piante più piccole e eliminando drasticamente i fiori in un lavoro di distruzione continuo, il figlio William tormentato dai ricordi e dalla relazione con Caspar, Barbara che da ranocchia si trasforma in principessa... Una commedia brillante, con battute e situazioni degne del migliore Neil Simon, sulla scia del precedente Mrs Doubtfire.


Villa Ventosa di Anne Fine
Titolo originale dell'opera: In Cold Domain

Traduzione di Olivia Crosio
211 pag., Lit. 26.000 - Edizioni Adelphi (Fabula n.125)
ISBN 88-459-1531-X



Le prime righe

1
Due gocce d'acqua



"Magari se arriviamo presto tua madre ci farà assistere a una bella sfrondatina".
Caspar aveva parlato con gli occhi fissi sul traffico attorno alla rotonda, e William non fu costretto a sorridere. In altre circostanze, quell'osservazione lo avrebbe divertito: uno dei motivi per cui stava con lui era che, nelle giornate nere, Caspar riusciva con una battuta a far balenare una luce di verità nei suoi pensieri più bui. Ma il sogno di quella notte era ancora troppo vivido. Sentiva il sapore dell'aria gelida e il freddo sulla pelle mentre, nel magico crepuscolo bluastro dell'inverno, apriva il cancello di Villa Ventosa e rivedeva il giardino com'era un tempo.
Il macchinone di Caspar era impegnato nell'ultima svolta.
"Chissà che cosa disboscherà oggi. Scommettiamo?".
William era terrorizzato al solo pensiero. L'ultima volta era toccato al giardino giapponese. "Era una cosa insulsa, impossibile da diserbare, e ci inciampavano tutti". La penultima era stata l'edera. "Era morta, caro. Stecchita".
"Ma se quest'estate ti lamentavi che si infilava nelle finestre!".
Lei aveva stretto le labbra a culo di gallina.
"No, caro. Ti sbagli. Quell'edera era morta da anni".
Caspar gli mise una mano sul ginocchio.
"Coraggio".
William alzò la testa e, mentre la macchina entrava in giardino, inspirò profondamente. Troppo profondamente, e Caspar gli lanciò un'occhiata sospettosa.
"Sei già in lacrime!".
"No, non è vero".
Bisogna dirlo: Caspar guidava da dio. In un secondo aveva messo la retromarcia ed era già fuori sulla stradina.
"Ci avrà visti?".
"Fino a dopo il lillà siamo al sicuro".
"Il lillà?".
Figurarsi. Il lillà non c'era più da anni.

© 2000, Adelphi Edizioni


L'autrice
Anne Fine è nata a Leicester e vive nell'Inghilterra settentrionale. È autrice di numerosi romanzi per bambini (da Mrs Doubtfire è stato tratto l'omonimo film con Robin Williams). Villa Ventosa è apparso per la prima volta del 1994. Di lei Adelphi ha pubblicato Lo diciamo a Liddy? (1999).


A cura di Grazia Casagrande
e di Giulia Mozzato




12 maggio 2000