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Roberto Vacca

Qual è il libro della sua infanzia che ricorda aver letto con maggior passione?
Kim di Kipling. L'ho letto molte volte. Era soddisfacente perché scritto bene (mi è servito per imparare a scrivere - più tardi mi sono ispirato a Machiavelli, poi ad altri), perché dava il senso dell'avventura e permetteva di identificarsi coi personaggi. È un libro dettagliato che racconta bene un mondo esotico e dà un'idea dell'India di 150 anni fa (ma quando lo lessi io era l'India di 90 anni prima...).

Quali sono state le sue letture di formazione?

I nnanzitutto i classici noti, François Rabelais, Gioachino Belli, Luigi Pirandello, Lev Tolstoj, Honoré de Balzac, Shalom Aleichem, Isaac Bashevis Singer, Primo Levi. Poi Vilfredo Pareto (in particolare il Trattato di sociologia generale), Giovanni Botero, Luigi Einaudi, John K. Galbraith, Richard Feynman, Dennis Gabor...

Tutti autori di certo importanti per la sua sfera di interessi.

N e amo anche tanti che in Italia sono sconosciuti ai più - come ad esempio: Paolo Vita Finzi, T.R. Fehrenbach (The Gnomes of Zurich); Nigel Balchin (romanziere: ottima prosa), Nevil Shute, Geoffrey Household; Eugène Burdick e Wheeler, ma anche Raymond Chandler, Eric Ambler, H. Kemelman, Dick Francis.

Quali sono le sue letture più recenti?

Douglas Hofstadter, John Casti, Christopher Dewdney, Brian Greene, John Barrow.

E tra gli italiani, quali scrittori contemporanei le piacciono di più?

C ome si vede dalla lista precedente, leggo molti più libri anglo-americani che italiani.
Fruttero e Lucentini sono bravissimi e dovrebbero scrivere di più. I giovani contemporanei non mi piacciono molto. Gli editori italiani sono spesso incompetenti: solo alcuni cominciano ora a fare editing professionale di quel che pubblicano.

Qual è il suo "libro del cuore"?

N on ho un libro del cuore - ne ho un centinaio.

Quali letture consiglierebbe ai più giovani?

T utti quelli elencati sopra.

Nella società delle immagini, la lettura ha ancora uno spazio?

C erto: la società delle immagini è largamente illusoria. Una vignetta sull'International Herald Tribune s'intitola "Computer a scuola" c'è un ragazzo che indica il video e dice "Bella immagine! Ma che dicono le parole?" il suo compagno allarga le braccia: non sa leggere nemmeno lui.

E rispetto alle nuove tecnologie della comunicazione?

L e nuove tecnologie consentono finalmente di spostare parole (libri) facendo viaggiare bit invece di atomi. Finiti magazzini ingombri e camion che portano tonnellate di libri nei posti sbagliati. Fra pochi giorni io sarò online (www.printandread.com) con i miei libri: primo capitolo e indice gratis. Chi sarà interessato potrà poi acquistare il resto a "basso prezzo".

A cura di Grazia Casagrande


21 aprile 2000