David Foster Wallace
Brevi interviste con uomini schifosi

"La persona depressa viveva un terribile e incessante dolore emotivo, e l'impossibilità di esternare o tradurre in parole quel dolore era già una componente del dolore e un fattore che contribuiva al suo orrore di fondo."


Brevi interviste con uomini schifosi è uno dei molti racconti raccolti nel volume, un racconto spezzato in tre parti distribuite in modo equilibrato tra gli altri testi. Non è il primo della serie, ma arriva dopo tanti altri capitoli di una sorta di unicum in cui i personaggi che via via si alternano sulla scena non si distanziano molto da quelli schifosi e volgari "intervistati" (in forma di domanda-risposta) sui loro rapporti con le donne.
C'è l'intellettuale, il poeta americano vincitore del premio Nobel di La morte non è la fine, breve ma interessantissimo racconto che inaugura il volume, in cui la forma narrativa è paragonabile a un brano musicale con molte varianti, che, pur ritornando continuamente all'origine e riproponendo la medesima "aria" sulla stessa armonia, ogni volta allarga il tema ad altri strumenti che si sommano ai pochi iniziali, aggiungendo tasselli di conoscenza e finendo in un crescendo orchestrale.
C'è il ragazzino de Il diavolo è un tipo impegnato, che apprende dal padre una grande lezione di vita: gli oggetti usati che non si utilizzano più è meglio venderli a poco piuttosto che regalarli, la gente è molto più contenta di pagare qualcosa e pensa di fare un ottimo affare. Un insegnamento sicuramente utile in tante occasioni stigmatizzato dal padre con la frase: "non puoi insegnare a un porco a cantare".
C'è la coppia di Pensa, una ragazza e un uomo sposato alle prese con l'incomunicabilità anche in una situazione trascinante.
C'è la figura tragica del padre di Sul letto di morte, stringendoti la mano... che, giunto alla fine dei suoi giorni, rievoca con orrore, disgusto e rancore la nascita e la crescita del figlio, tanto disprezzato e ora nuovo "giovane commediografo Off-Broadway" di successo: "se aveste visto quello che ho visto io lo avreste soffocato con il cuscino tanto tempo fa credetemi".
Un personaggio sconfitto dal suo vittimismo e autocompatimento, in Ancora un altro esempio della porosità di certi confini, rappresenta la fobia incondizionata dell'uomo moderno (in questo caso il terrore ingiustificato nei confronti della cecità) e ricorda, molto, alcuni degli "idioti" raccontati da Ermanno Cavazzoni.
Una madre (una figura femminile in un mondo di uomini) che in Il suicidio come una specie di presente viene descritta come una donna nevrotica e interiormente tormentata, ma che di fronte al figlio si trasforma in essere amorevole e tollerante, troppo, troppo, tollerante...
Protagonisti astiosi, stressati, spesso al limite del crollo, incapaci di reali rapporti interpersonali. Si ritrova il minimalismo di Carver, esasperato però nella visione pessimistica della società americana contemporanea, amplificato in una ricerca linguistica sperimentale e diversificata (quella del suo maestro, John Barth), trascinato nella direzione di una denuncia più drammatica e meno "letteraria" dell'evoluzione della civiltà occidentale. Wallace sta lentamente scalando le classifiche di vendita, la sua fama colpisce non solo il pubblico statunitense, ma anche i lettori europei. Forse perché l'omologazione, la globalizzazione sta portando anche qui le medesime dinamiche sociali americane denunciate allo scrittore. Ma il suo successo non può essere dovuto esclusivamente a questo. È importante sottolineare come anche lo stile narrativo di Wallace sia originale e centrale nella sua opera. Come scrive Fernanda Pivano nell'Introduzione: "Il primo a essere sorpreso del suo enorme successo è Wallace stesso, che lo definisce una schizofrenia di attenzione e considera la sua carriera una delle più rispettate sperimentazioni letterarie della sua generazione".


Brevi interviste con uomini schifosi di David Foster Wallace
Titolo originale dell'opera: Bref Interviews with Hideous Men

Traduzione di Ottavio Fatica e Giovanna Granata
Pag. X-288, Lire 18.000 - Edizioni Einaudi (Einaudi Tascabili. Stile libero n. 711)
ISBN 88-06-15467-2



Le prime righe

Una storia ridotta all'osso della vita postindustriale



Quando vennero presentati, lui fece una battuta, sperando di piacere. Lei rise a crepapelle, sperando di piacere. Poi se ne tornarono a casa in macchina, ognuno per conto suo, lo sguardo fisso davanti a sé, la stessa identica smorfia sul viso.
A quello che li aveva presentati nessuno dei due piaceva troppo, anche se faceva finta di sì, visto che ci teneva tanto a mantenere sempre buoni rapporti con tutti. Sai, non si sa mai, in fondo, o invece sì, o invece sì.

La morte non è la fine



Il poeta americano cinquantaseienne, premio Nobel, poeta noto nei circoli letterari americani come "il poeta dei poeti" o a volte semplicemente "il Poeta", steso all'aperto sulla sdraio, a torso nudo, moderatamente sovrappeso, su una sedia a sdraio parzialmente inclinata, al sole, a leggere, semisupino, moderatamente ma non seriamente sovrappeso, vincitore di due National Book Awards, un National Book Critics Circle Award, un Lamont Prize, due borse del National Endowment for the Arts, un Prix de Rome, un Lanan Foundation Fellowship, una Medaglia MacDowell, e un Mildred and Harold Strauss Living Award dell'America Academy e dell'Institute of Arts and Letters, presidente onorario del PEN, un poeta che due diverse generazioni di americani hanno acclamato come la voce della propria generazione, ora cinquantaseienne, steso con un costume asciutto XL marca Speedo su una sedia a sdraio di tela ulteriormente inclinabile sul pavimento di piastrelle accanto alla piscina di casa, un poeta che è stato tra i primi dieci americani a ricevere un "Genius Grant" dalla prestigiosa John D. and Catherine T. MacArthur Foundation, uno degli unici tre Nobel americani per la Letteratura ancora in vita, un metro e settantacinque, novanta chili, occhi castani capelli castani, l'attaccatura dei capelli arretrata e irregolare per via del successo solo parziale di svariati trapianti della serie Hair Augmentation System, seduto, o steso - o forse sarebbe più esatto dire semplicemente "inclinato" - con un costume Speedo nero accanto alla piscina di casa a forma di rene, sul pavimento di piastrelle della piscina, su una sedia a sdraio portatile dallo schienale ora inclinato di quattro scatti a formare un angolo di 35° con il pavimento a mosaico di piastrelle, alle 10,20 del mattino, il 15 maggio 1995, il quarto poeta più antologizzato nella storia delle lettere americane, vicino a un ombrellone ma non proprio all'ombra dell'ombrellone, legge il "News-week", servendosi del modesto gonfiore del ventre come sostegno obliquo per il giornale, indossa anche i sandali, una mano dietro la testa, l'altra allungata di lato che percorre la filigrana ocra e giallino delle costose piastrelle di ceramica spagnola del pavimento...

© 2000, Giulio Einaudi editore Editori


L'autore
David Foster Wallace è nato nel 1962 a Urbana, nell'Illinois. Nella collana Stile libero dell'Einaudi è già apparsa la sua raccolta di racconti La ragazza con i capelli strani. È autore anche dei romanzi Infinite Jest e La scopa del sistema (entrambi editi da Fandango). In Italia è stato pubblicato anche, da minimum fax, un suo reportage dal titolo Una cosa divertente che non farò mai più.


A cura di Grazia Casagrande
e di Giulia Mozzato




21 aprile 2000