FRECCE AL CIELO, progetto, 1991-92.
Disegno a cura di Dialmo Ferrari. Matite colorate su carta, 20x30 cm


I libri di Arnaldo Pomodoro
sono ordinabili presso
Internet Bookshop
Arnaldo Pomodoro

Lei si considera un "buon lettore"? Che rapporto ha con la lettura?
M i considero un "buon lettore", anche se i miei impegni di lavoro mi impediscono di leggere quanto realmente vorrei e questo per me è un grande rammarico. La lettura è non solo stimolante, ma direi determinante per il mio lavoro. La mia prima mostra alla Galleria dell'Obelisco di Roma nel 1957 (presentata da Leonardo Sinisgalli) era composta da opere dedicate a poeti, scrittori e saggisti come T.S. Eliot, F. Kafka, S. Kierkegaard ecc.

Qual è il primo libro che ricorda di avere letto con passione?

I l primo libro che ricordo di aver letto con passione (quando avevo 17 anni) è stato Il castello di Franz Kafka. Nella vicenda dell'agrimensore K, costretto a sottomettersi all'autorità arcana e inafferrabile dei "signori del castello", c'è tutta la solitudine atroce dell'uomo contemporaneo. I segni delle prime opere per me erano un'espressione analoga alle storie raccontate da Kafka e a ciò di cui i suoi libri parlano: l'indecifrabilità, l'ambiguità, l'incertezza dell'essere umano, il subconscio.

Quali sono i suoi autori di formazione, quelli importanti della giovinezza?

H o cominciato a leggere, adolescente, nel clima culturale autarchico dell'Italia fascista. Ricordo che tra gli sfollati del mio paese di origine arrivò una signora con tantissimi libri e io entrai in contatto con un mondo nuovo, nell'età critica tra i sedici e i diciassette anni. Senza scuola mi sono gettato nella cultura, poiché venni a conoscenza di autori americani editi dalla collana di Pavese e Vittorini per le edizioni Einaudi. Gli scrittori da loro proposti mi offrivano una via di fuga dal grigiore opprimente del regime. Insieme a Hemingway, le mie preferenze andavano a Faulkner, per l'audacia formale del suo sperimentalismo visionario. L'urlo e il furore, Santuario e Luce d'agosto hanno rappresentato per me l'incontro con la letteratura. In seguito, a Milano, ho approfondito il mio interesse per la letteratura americana direttamente con la conoscenza di Fernanda Pivano prima e di Kerouac e Ginsberg poi.

Sono stati pubblicati molti libri sulle sue opere. Che rapporto ha con il libro d'arte?

C redo molto nel supporto letterario: ritengo indispensabile spiegare attraverso parole o metafore tutto ciò che ruota attorno alla mia opera. Chiamo allora i miei amici intellettuali che sono di grande aiuto nel decifrare le immagini che mi vengono in mente con grande rapidità, come folgorazioni. Con lo scrittore e amico Francesco Leonetti ad esempio è nata un'appassionante confessione intellettuale - in cui le molteplici esperienze della vita si intrecciano indissolubilmente con quelle artistiche - nel libro-intervista L'arte lunga, Feltrinelli, 1992. Sam Hunter, uno dei maggiori critici americani d'arte moderna, ha analizzato invece in modo chiaro ed efficace tutto il mio lavoro nell'opera monografica Arnaldo Pomodoro, Fabbri, 1995, spesso utilizzando mie dichiarazioni rilasciate nel corso dei nostri incontri.

Se dovesse consigliare uno o più testi fondamentali per comprendere l'arte contemporanea italiana, su quali cadrebbe la scelta?

I ndubbiamente la Storia dell'arte di Giulio C. Argan.

Quali libri sta leggendo attualmente?

L a serie di brillanti saggi di antropologia della modernità di Marc Augé, tra cui Nonluoghi; i tre volumi Storia della sessualità di Michel Foucault; Mio due mio doppio. Storia di W.H. Auden e Chester Kallman di Thekla Clark. In vacanza rileggo volentieri Kafka, Kierkegaard e molta letteratura italiana e straniera.

Predilige la saggistica o la narrativa?

L eggo in ugual misura saggistica e narrativa.

A cura di Giulia Mozzato


7 aprile 2000