Michel Houellebecq
Estensione del dominio della lotta

"Questo odio, condannato a rimanere inconfessabile, si invelenisce e diventa sempre più cocente; poi si placa e si estingue, come tutto si estingue. Non resta altro che l'amarezza e il disgusto, la malattia e l'attesa della morte."


Freddezza, durezza e distacco sono le costanti di questo autore francese che offre degli spaccati di contemporaneità, a dir poco deprimenti. Il protagonista di questo romanzo di Houellebecq (autore già conosciuto in Italia per un romanzo intenso e doloroso, Le particelle elementari) è un informatico (professione modernissima, di grande successo e competitività sul mercato del lavoro), ha circa trent'anni (età che presuppone maturità, ma ancora entusiasmi giovanili) e non sembra avere nessun tipo di problema economico o familiare. La sua negatività, la visione totalmente disincantata del mondo e degli uomini però emerge fin dalle prime pagine. Qualcosa che non è cinismo, quanto piuttosto disgusto, nausea del vivere: gli uomini con le loro bassezze e lo spirito competitivo su tutto (donne, lavoro, virilità, forza), le donne con la loro patetica voglia di affermazione professionale condizionata dal sesso e dall'obbligo della seduzione.
Il lavoro non crea di certo stimoli intellettuali: è una necessità monotona e fastidiosa che va assolta con il distacco necessario.
Le relazioni umane sono quelle possibili tra gli individui di una generazione sacrificata, che era stata capace d'amore e avrebbe desiderato esserlo ancora; ma non era più possibile.
Anche la morte e i suoi riti possono essere attraversati senza che se ne venga particolarmente turbati: la sofferenza, come l'amore sono sentimenti vitali, la noia e il sesso appaiono invece più praticabili dall'uomo contemporaneo. Quando però esistono delle reazioni queste sono fuori luogo ed eccessive, e subito si pensa ad ammortizzarle considerandole patologie. A questo scopo esiste la psichiatria, che interviene solo per dare un nome, depressione, ad una condizione esistenziale. All'interno di un "sistema basato sulla dominazione, sul denaro e sulla paura" (il mondo maschile) e di un altro "basato sulla seduzione e sul sesso" (quello femminile), quale posto può avere un essere umano vero, intero e non scisso? Non gli resta forse solo la pazzia? Oppure la morte. Ma il suicidio, pur apparendo un metodo efficace ed eccellente, richiede un particolare dispendio di energie psicologiche. Prigionieri di se stessi, l'unica possibilità che resta è quella di proseguire consapevoli del proprio fallimento.


Estensione del dominio della lotta di Michel Houellebecq
Titolo originale: Extension du domaine de la lutte

Traduzione di Sergio Claudio Perroni
Pag. 152, Lire 25.000 - Edizioni Bompiani
ISBN 88-452-4327-3



Le prime righe

1



La notte è inoltrata e il giorno si avvi-
cina. Spogliamoci dunque dell'opera
delle tenebre e indossiamo le armi del-
la luce.
Lettera ai Romani,
XIII, 12

Venerdì sera sono andato a una festicciola a casa di un collega di lavoro. Eravamo una trentina e passa, tutti quadri di medio livello, tra i venticinque e i quarant'anni. A un certo punto una scema ha cominciato a spogliarsi. Si è sfilata la maglietta, poi il reggiseno, poi la gonna - il tutto facendo delle smorfie incredibili. È rimasta così qualche secondo, ad ancheggiare in mutandine; poi, non sapendo più che fare, si è rivestita. Peraltro è una che non la dà a nessuno; il che sottolinea l'assurdità del suo contegno.
Dopo il quarto bicchiere di vodka ho cominciato a sentirmi malissimo e sono andato a sdraiarmi su un mucchio di cuscini dietro il divano. Poco dopo, due tizie sono venute a sedersi proprio sul divano. Faccio presente che si tratta di due tizie tutt'altro che belle, anzi, due racchie totali. Vanno sempre a mensa in coppia e leggono libri sullo sviluppo del linguaggio nei bambini, non so se capite il genere.
Appena sedute hanno cominciato a commentare l'evento del giorno, cioè che una delle impiegate era venuta in ufficio con una minigonna assurdamente mini, raso-chiappe.
Come la vedevano, questa faccenda della minigonna assurdamente mini? La vedevano bene. Le loro sagome assurdamente ingrandite si stagliavano come ombre cinesi sulla parete sopra di me. Le loro voci mi parevano piovere dall'alto, a mo' di Spirito Santo. Il fatto è che stavo da cani.
Per un quarto d'ora hanno continuato a infilare una banalità dietro l'altra. Tipo che quella tizia aveva tutto il diritto di vestirsi come le girava, e che mettersi una mini assurdamente mini non aveva niente a che fare col desiderio di sedurre i maschi, e che era solo per avere un buon rapporto col proprio corpo, per piacere a se stessa, e via di seguito. Tardive e deprimenti scorie del femminismo infranto. A un certo punto ho sentito questa stessa frase pronunciata stentoreamente dalla mia voce: "Tardive deprimenti scorie del femminismo infranto." Ma loro non mi hanno sentito.
Anch'io avevo notato la ragazza con la minigonna. Difficile non notarla. Tant'è che persino il capufficio era in stato arrapamento.

© 2000, RCS Libri


L'autore
Michel Houellebecq è nato nel 1958 e ha alle spalle una formazione scientifica. Negli ultimi anni si è affermato nel panorama letterario francese. Ha pubblicato nel 1991 due scritti teorici, H. P. Lovecraft. Contre le monde, contre la vie e Rester vivant, e nel 1998 due opere di poesia, La poursuite du bonheur e Le sens du combat, e una raccolta di saggi, Interventions.
Il primo testo di Houellebecq apparso in Italia è la poesia La fessura, in Panta n. 18 Amore in versi. Nel 1999 è stato pubblicato il romanzo Le particelle elementari.


A cura di Grazia Casagrande
e di Giulia Mozzato




14 aprile 2000