La biografia
La bibliografia
Friedrich Dürrenmatt
Il pensionato

"Siamo commedianti, Ellenberger, commedianti. L'unica differenza tra noi è che tu giudichi secondo la legge e io dovrei agire secondo la legge. Dovrei."


Uno scrittore come Dürrenmatt non lascia mai delusi e questo inedito oggi pubblicato in edizione italiana da Casagrande (editore svizzero da pochi mesi distribuito in Italia) appare anche, se mai fosse stato necessario, una conferma. Disgregatore del genere giallo, irriverente nella morale e dissacratorio nel presentare il perbenismo della borghesia dei suoi tempi, in quest'opera, il cui progetto data 1969, Dürrenmatt affronta il tema della giustizia.
Protagonista è un commissario di polizia (anzi un capitano, ma lui stesso si è "autodegradato" a semplice commissario), Höchstettler, nel suo ultimo giorno di servizio e nel suo primo giorno da pensionato. La carriera nella polizia era stata compromessa dalla cattiva abitudine di sposarsi e di divorziare: al momento del pensionamento era arrivato infatti al settimo matrimonio. Nella cultura dominante questa "debolezza" appariva particolarmente grave e il perbenismo, diffuso nella compunta Svizzera contemporanea, avrebbe preferito che, invece di sposarsi, Höchstettler avesse delle amanti, magari anche in numero superiore alle sue effettive mogli, ma così avrebbe evitato di suscitare pubblico scandalo. Il perché di tante unioni e di tanti fallimenti ci viene chiarito dallo stesso protagonista: dopo alcuni mesi di passione e di attenzione, la sua distrazione, i suoi silenzi, la sua indifferenza, allontanavano in modo irrecuperabile le donne che avrebbero preteso almeno un po' di attenzione e di affetto.
L'interesse che il romanzo suscita non nasce dalle vicende sentimentali del suo protagonista quanto dalla tesi di fondo: la giustizia vera non sempre si identifica con quella voluta dai legislatori, le regole, le norme che i commissariati e le prefetture impongono talvolta si scontrano con un autentico spirito di giustizia. Da tempo Höchstettler aveva compiuto delle scelte personali e si era preso delle libertà interpretative che non coincidevano con la rigidità dei suoi superiori e, talvolta, anche con le leggi stesse. Ad esempio alcune infrazioni alle norme, alcuni furti, o comportamenti abitualmente considerati criminosi, anche se scoperti e ben identificati nel loro autore, erano stati da lui lasciati volutamente impuniti. E quali sono le prime azioni che compie non appena entrato nella categoria dei pensionati? Va a visitare alcuni personaggi (rapidamente ma molto efficacemente tratteggiati da Dürrenmatt) della piccola malavita che aveva scelto di non punire. Anzi, partecipa addirittura ad un furto, dando consigli e soprattutto giudizi sull'abilità di ladri, anzi sulla carente professionalità, dei suoi momentanei complici. La fine del libro è particolarmente interessante: ogni potente ha qualcosa che è meglio non far pubblicamente sapere e nessuno deve ergersi a giudice delle altrui debolezze. La vita privata inoltre è un ambito estremamente delicato, Höchstettler stesso aveva patito, a causa dei suoi innumerevoli divorzi, un blocco di carriera e ora, di fronte all'omosessualità di una o alle innumerevoli relazioni della figlia adolescente dell'altra autorità, si oppone all'uso in funzione politica di queste rivelazioni.
Chiara è l'attualità delle tematiche del libro, sia per quanto riguarda il problema della legge che per l'uso pubblico che viene troppo spesso fatto della vita privata dei politici. L'ironia con cui queste problematiche vengono trattate permette al lettore riflessioni spontanee e immediate, mai frenate dalla pesantezza o dalla supponenza di tanti maître à penser contemporanei.


Il pensionato di Friedrich Dürrenmatt
Titolo originale: Der Pensionierte

Traduzione di Cristina Pietra e Anna Ruchat
Pag. 109, Lire 20.000 - Edizioni Casagrande (Scrittori)
ISBN 88-7713-307-4

le prime pagine
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 I.

Il 30 novembre, ultimo giorno di servizio, il commissario Höchstettler della polizia cantonale di Berna non si presentò al suo ufficio sul Ringhof.
Höchstettler, in realtà, non era commissario, ma capitano di polizia, anzi sarebbe diventato addirittura comandante, se le cose fossero andate nel modo giusto, ma poiché le cose erano andate secondo giustizia, era rimasto capitano, dunque si era autodegradato, e si dichiarava ostinatamente commissario.
Ma senza rancore, poiché era scettico nei confronti del proprio lavoro e privo di quell'ambizione che caratterizza alcuni servitori dello stato. Inoltre era preparato al fallimento. La sua carriera si arenava sempre allo stesso punto: la leva dello scambio che avrebbe dovuto avviarlo nella stazione terminale di un posto di comandante non fu mai azionata, né fu mai possibile azionarla.
La prima volta fu alla fine degli anni Cinquanta. Il comandante, dottor Lucius Lutz, lo chiamò nel suo ufficio. "Perdio", disse, "domani io me ne vado finalmente in pensione, tutto il cantone festeggia. Lei è giurista come me, l'industria comincia ad andare a gonfie vele, tutti si scapicollano per lasciare il buon papà stato, e Lei potrebbe diventare il più giovane comandante di polizia cantonale di tutti i tempi. Ma il Suo carattere! C'è da diventar matti! Lei di solito sta zitto, ma quando parla dice delle sciocchezze. Mi ascolti: al Consigliere federale Kobelt, al nostro onestissimo Kobelt, Lei, disgraziato, ha raccontato di essere entrato nella polizia perché la polizia è necessaria, mentre l'esercito è superfluo, soprattutto nei piccoli stati, che comunque hanno la proprietà di ritornare sempre a galla. Stia zitto! Come se Hitler avesse avuto paura della nostra polizia. Quella semmai faceva paura agli immigrati. Ma Hilter ha tremato davanti alle nostre truppe, questo è ciò che bene o male deve credere ogni buon cittadino svizzero, e soprattutto deve crederlo il capo del dipartimento militare, altrimenti il patriottismo va in malora, anche se sarebbe sciocco credere una cosa simile. E al nostro Consigliere federale Von Steiger, cosa gli va a raccontare? - già non è dei più intelligenti. E Lei gli va a dire che non sono i criminali politici a meritare la galera, ma i criminali di stato! Höchstettler! Lei ha proprio perso la testa. Maledizione, in vece Sua ho dovuto proporre Schlaginhaufen come mio successore, quel perfetto imbecille. E ancora una cosa", disse Lutz concludendo il suo discorso di commiato, "i suoi due divorzi! Höchstettler, anch'io sono divorziato. La natura è quel che è. Lo so, le donne sono la debolezza dell'eroe, e noi siamo tutti eroi, ma io ho dovuto pagarne lo scotto, questo è certo. È un miracolo che non mi abbiano costretto alla pensione anticipata. E non ne è valsa la pena. La donna è donna. Ma una volta non è due, e Lei ha già divorziato due volte, e ora mi sta consumando la terza moglie. E per quanto riguarda la Sua carriera, se non si modera, avrà tempo di pentirsi amaramente di averle consumate così, le donne, Höchstettler. Ne pagherà lo scotto".


© 2000, Edizioni Casagrande

biografia dell'autore
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Friedrich Dürrenmatt (1921-1990) è uno dei più grandi drammaturghi e prosatori di lingua tedesca del Novecento. Il pensionato è uscito postumo nel 1995 e questa è la prima traduzione italiana.

A cura di Grazia Casagrande


bibliografia
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I titoli sono tratti da
Alice CD,
il catalogo su CD-ROM
dei libri italiani
pubblicato da
Informazioni Editoriali.


Durrenmatt Friedrich, Besuch der Alten Dame. Eine Tragische Komodie (Der), 1996, 160 p., ill., Lit. 13800, "Narrativa in lingua tedesca", Petrini Editore (ISBN: 88-494-0237-6)

Durrenmatt Friedrich, La caduta, tr. di Chiusano I. A., 1981, 68 p., Lit. 13000, "Nuovi Coralli" n. 288, Einaudi (ISBN: 88-06-51250-1)

Durrenmatt Friedrich, I dinosauri e la legge. Una drammaturgia della politica, a cura di Bernardi E., 1995, XXII-133 p., Lit. 22000, "Einaudi contemporanea" n. 34, Einaudi (ISBN: 88-06-13655-0)

Durrenmatt Friedrich, I fisici, a cura di Rendi A., 1972, 87 p., Lit. 17000, "Collezione di teatro" n. 148, Einaudi (ISBN: 88-06-32912-X)

Durrenmatt Friedrich, Il giudice e il suo boia, tr. di Filippini E., 3 ed., 1991, 112 p., Lit. 10000, "Universale economica" n. 1107, Feltrinelli (ISBN: 88-07-81107-3)

Durrenmatt Friedrich, Il giudice e il suo boia, a cura di Lagossi P., 1982, 160 p., Lit. 14000, "Narrativa scuola Feltrinelli/Loescher", Loescher (ISBN: 88-201-1528-X)

Durrenmatt Friedrich, Giustizia, tr. di Agabio G., 1989, 200 p., Lit. 15000, "Gli elefanti", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-66693-7)

Durrenmatt Friedrich, Greco cerca greca, tr. di Spagnol M., 1975, III-145 p., Lit. 24000, "Nuovi Coralli" n. 120, Einaudi (ISBN: 88-06-42002-X)

Durrenmatt Friedrich, Il matrimonio del signor Mississippi, tr. di Rendi A., 2 ed., 1966, 100 p., Lit. 15000, "Collezione di teatro" n. 4, Einaudi (ISBN: 88-06-06650-1)

Durrenmatt Friedrich, Il minotauro, tr. di Gandini U., 6 ed., 1997, 72 p., ill., Lit. 10000, "Biblioteca germanica" n. 17, Marcos y Marcos (ISBN: 88-7168-018-9)

Durrenmatt Friedrich, Il minotauro, tr. di Gandini U., 2 ed., 1990, 58 p., FRS 13, Casagrande G. (ISBN: 88-7795-040-4)

Durrenmatt Friedrich, Il minotauro, 1996, 64 p., Lit. 6000, "L'espresso", Demetra (ISBN: 88-7122-974-6)

Durrenmatt Friedrich, La morte della Pizia, tr. di Colorni R., 9 ed., 1996, 68 p., Lit. 9000, "Piccola biblioteca Adelphi" n. 216, Adelphi (ISBN: 88-459-0296-X)

Durrenmatt Friedrich, Oltre i limiti, tr. di Zapparoli M., 1993, 104 p., Lit. 16000, "Aladino" n. 6, Marcos y Marcos (ISBN: 88-7168-094-4)

Durrenmatt Friedrich, Oltre i limiti, tr. di Zapparoli M., 1992, 128 p., Lit. 13500, Casagrande G. (ISBN: 88-7795-063-3)

Durrenmatt Friedrich, La panne. Una storia ancora possibile, tr. di Bernardi E., 2 ed., 1981, 70 p., Lit. 16000, "Nuovi Coralli" n. 37, Einaudi (ISBN: 88-06-34538-9)

Durrenmatt Friedrich, La promessa, tr. di Daniele S., 1975, III-155 p., Lit. 24000, "Nuovi Coralli" n. 138, Einaudi (ISBN: 88-06-43315-6)

Durrenmatt Friedrich, La promessa. Un requiem per il romanzo giallo, tr. di Daniele S., 2 ed., 1991, Lit. 12000, "Universale economica" n. 1142, Feltrinelli (ISBN: 88-07-81142-1)

Durrenmatt Friedrich, Racconti, tr. di Gandini U., 2 ed., 1997, 416 p., Lit. 15000, "Universale economica" n. 1384, Feltrinelli (ISBN: 88-07-81384-X)

Durrenmatt Friedrich, Racconti, tr. di Gandini U., 4 ed., 1991, 414 p., Lit. 32000, "Impronte" n. 59, Feltrinelli (ISBN: 88-07-05059-5)

Durrenmatt Friedrich, Radiodrammi, Lit. 22000, "Collezione di teatro" n. 245, Einaudi (ISBN: 88-06-51466-0)

Durrenmatt Friedrich, Requiem per il romanzo giallo-La promessa-La panne, 1991, 160 p., Lit. 15000, "Einaudi tascabili" n. 63, Einaudi (ISBN: 88-06-12514-1)

Durrenmatt Friedrich, Romanzi e racconti, a cura di Bernardi E., 1993, LXIII-1230 p., Lit. 110000, "Biblioteca della Pleiade", Einaudi Gallimard (ISBN: 88-446-0009-9)

Durrenmatt Friedrich, Lo scrittore nel tempo. Scritti su letteratura, teatro e cinema, tr. di Baumbusch B. e Ciabatti G., 1982, 232 p., Lit. 32000, "Saggi" n. 647, Einaudi (ISBN: 88-06-54569-8)

Durrenmatt Friedrich, Il sospetto, tr. di Filippini E., 2 ed., 1991, 128 p., Lit. 10000, "Universale economica" n. 1133, Feltrinelli (ISBN: 88-07-81133-2)

Durrenmatt Friedrich, Il tunnel, Lit. 10000, "Biblioteca germanica" n. 2, Marcos y Marcos (ISBN: 88-7168-036-7)

Durrenmatt Friedrich, Il tunnel, 64 p., Lit. 6000, "L'espresso", Demetra (ISBN: 88-440-0060-1)

Durrenmatt Friedrich, Il tunnel. Ediz. Italiana e tedesca, tr. di Zapparoli M., 1988, 57 p., FRS 12, Casagrande G. (ISBN: 88-7795-022-6)

Durrenmatt Friedrich, La valle del caos, tr. di Agabio G., 1990, 116 p., Lit. 25000, "Supercoralli", Einaudi (ISBN: 88-06-11832-3)

Durrenmatt Friedrich, La visita della vecchia signora, tr. di Rendi A., 1989, XII-85 p., Lit. 15000, "Collezione di teatro" n. 312, Einaudi (ISBN: 88-06-11587-1)

Poe Edgar A. - Durrenmatt Friedrich, I delitti della rue Morgue-La panne. Per le Scuole superiori, a cura di Carosi F., 1996, 80 p., Lit. 7800, "Gli specchi", PBM Scolastica (ISBN: 88-424-3092-7)



7 aprile 2000