Roald Dahl
Storie impreviste e storie ancora più impreviste

"Ma odio e rabbia possono sorprendentemente indurre la mente d'un uomo alla concentrazione, e infatti ecco che nel giro di pochissimo tempo mi si cominciò a sviluppare un'idea, un'idea raffinata ed eccitante, che finì con l'affascinarmi del tutto."


Chi già conosce l'abilità narrativa di Dahl non può perdere la lettura di questo delizioso volume che ne raccoglie quasi tutti i racconti.
Dahl è uno scrittore che ha creato straordinarie storie per ragazzi (dal famosissimo GGG a Le Streghe, appassionante e divertentissima dissacrazione delle paure infantili), che ha inventato personaggi come Matilde o James e che ha, in Versi perversi, preso i temi delle fiabe classiche rovesciandone ogni contenuto "morale" e divertendosi a deformarne il contenuto.
Spirito ribelle e irridente, dotato di una naturale vena umoristica, costruisce le sue storie partendo da un evento di assoluta normalità che poi fa evolvere, spesso con una buona dose di sarcasmo, su canali diversi dalla prevedibilità, raggiungendo poi, nelle ultime pagine, il completo spiazzamento del lettore, grazie a finali del tutto imprevedibili. Il rovesciamento della situazione data, la fuga verso elementi o fantastici o moralmente riprovevoli, caratterizzano tutte queste storie, assolutamente impreviste.
La moglie che ha utilizzato una improbabile arma per uccidere il marito, rimane impunita grazie alla genialità nell'aver saputo "mimetizzare" l'arma del delitto; i truffatori, bari di professione, che in realtà sono truffati e beffati; il gusto della scommessa che porta a mettere in palio come posta le persone più care; feroci scherzi a cui fanno seguito altrettanto spietate vendette: e tutto ciò senza perdere, nemmeno per un attimo, il compassato atteggiamento inglese. Umorismo sottile e un po' perfido che in ogni pagina lascia la sua traccia, che porta a leggere e a rileggere alcune storie perché è davvero troppo divertente seguire il meccanismo narrativo che nel giro di poche pagine trova la sua perfetta conclusione. Come dimenticare quel quadro vivente, quel trionfo di colori e di segni animato dal respiro del povero Drioli? O gli elaborati strumenti di tortura (nascosti abitualmente dagli abiti) che costringono la prorompente figura di Janet de Pelagia e che emergono, grazie a un magico ritrovato, dal ritratto della noiosa signora, ridicolizzandola davanti a tutti? Cattiverie che possono degenerare in omicidi o in morti "quasi" accidentali, ma che solleticano sempre la parte più maligna dell'intelligenza del lettore.


Storie impreviste e storie ancora più impreviste di Roald Dahl
Titoli originali delle opere: Tales of the Unexpected, e More Tales of the Unexpected

Traduzione di Attilio Veraldi
Pag. 452, Lire 32.000 - Edizioni Garzanti (Narratori moderni)
ISBN 88-11-66314-8



Le prime righe

PALATO


ERAVAMO in sei a pranzo da Mike Schofield, quella sera a Londra: Mike, con la moglie e la figlia, mia moglie e io e un certo Richard Pratt.
Richard Pratt era un noto buongustaio e intenditore. Era presidente di una piccola società, The Epicures (I buongustai), tra i cui membri lui ogni mese faceva circolare un opuscolo nuovo su cibi e vini. Organizzava inoltre cene nelle quali venivano serviti piatti raffinati e vini rari. Si rifiutava di fumare per timore di guastarsi il palato e quando parlava di vino aveva l'abitudine strana quanto buffa di riferirsi a esso come se fosse una creatura viva. "Un vino prudente", diceva, "piuttosto diffidente ed evasivo, ma molto prudente." Oppure: "Un vino bendisposto, benevolo e allegro... forse un tantino impudico, ma senz'altro bendisposto".
Ero già stato due volte a pranzo da Mike quando c'era anche Richard Pratt e in entrambe le occasioni Mike e la moglie s'erano fatti in quattro per offrire al noto buongustaio un pranzo fuori della norma. Era chiaro che quest'altro non avrebbe fatto eccezione. Sin dal momento in cui entrammo nella camera da pranzo vidi che la tavola era stata apparecchiata alla grande. Gli alti candelabri, le rose gialle, la gran quantità di scintillanti posate, i tre bicchieri da vino a ogni posto e, soprattutto, il profumino d'arrosto che giungeva dalla cucina mi fecero venire i primi caldi afflussi di acquolina alla bocca.
Mentre prendevamo posto a tavola, poi, mi ricordai che Mike, in occasione delle due precedenti visite di Richard Pratt, aveva fatto con lui una piccola scommessa: indovinare il nome e l'annata del bordeaux. Pratt aveva dichiarato che, purché si fosse trattato d'una grande annata, non sarebbe stato troppo difficile.

© 2000, Garzanti Libri


L'autore
Roald Dahl (1916-1990) nacque in Scozia da genitori norvegesi. Lavorò a lungo per la Shell, arruolandosi successivamente nella RAF. Trasferitosi a Washington, entrò nell'Intelligence Service. Dal dopoguerra pubblicò racconti, romanzi e libri per ragazzi e ottenne un gran numero di premi letterari.


A cura di Grazia Casagrande
e di Giulia Mozzato




7 aprile 2000