Patrick Modiano
Sconosciute

"Come diceva l'algerino, ero ancora una bionda NON IDENTIFICATA. Delle ragazze ripescate nelle acque della Saône o della Senna, si dice spesso che erano sconosciute o non identificate. Io, spero tanto di rimanerlo per sempre."


Dopo aver letto Dora Bruder non si può dimenticarne l'autore, Patrick Modiano. Non è uno scrittore "dirompente", scrive "sottovoce", con eleganza e una progressione lenta, ma sa coinvolgere il lettore in una spirale di angoscia ancor più marcata perché così silente.
Nei racconti di Sconosciute Modiano ripropone la medesima struttura narrativa. Anche qui protagoniste della storia sono donne giovani alla ricerca di un'identità che non troveranno, consce di essere vive, ma incapaci di dimostrarlo davvero con un segno evidente, un gesto di vera ribellione. Sono donne che non riescono ad acquisire la sicurezza e rinunciano a cercarla. Nel primo racconto, intitolato semplicemente Uno, una ragazza arriva a Parigi, in un momento molto intenso della propria esistenza. Cerca nuove prospettive, un lavoro, amicizie diverse. Potrebbe trovare tutto questo, ma sulla sua strada si inserisce un uomo sconosciuto, con un falso nome e una storia difficile, che, nell'arco di pochi giorni la coinvolge profondamente nella sua vita e poi fugge via, scompare, lasciandola "una bionda non identificata" che tale deve rimanere. La protagonista del secondo racconto è giovanissima, ha appena sedici anni, ma sembra già essere abbastanza decisa sul suo futuro di autonomia e libertà. Lungo il cammino, però, c'è sempre qualcuno che sa come rendere impossibile un futuro, come stroncare ogni velleità, come umiliare una ragazza giovane che, in fondo, non è nessuno. Infine nel terzo racconto una giovane donna cerca di trovare la propria personalità nascosta tra i ricordi spostandosi da Londra a Parigi e rifugiandosi nella propria dimensione interiore.
Tre racconti di infelicità e solitudine, tre storie sul "male di vivere" per uno scrittore molto "francese" nella scelta dei tempi e della forma con cui narrare una storia, in cui Parigi, agognata e conosciuta, sognata e irraggiungibile è forse la metafora della felicità, della realizzazione di sé che nella società contemporanea sembra a portata di mano ma in realtà sfugge continuamente a chi la cerca.


Sconosciute di Patrick Modiano
Titolo originale: Des Inconnues

Traduzione di Paola Gallo
Pag. 114, Lire 20.000 - Edizioni Einaudi (I coralli n. 122)
ISBN 88-06-15401-X



Le prime righe

Uno


Quell'anno, l'autunno è arrivato prima del solito, con la pioggia, le foglie morte, la nebbia sugli argini della Saône. Io abitavo ancora con i miei genitori, ai piedi della collina di Fourvière. Dovevo trovare un lavoro. A gennaio, ero stata assunta per sei mesi come dattilografa dalla Société de Rayonne et Soierie, in place Croix-Paquet, e avevo messo da parte i soldi dello stipendio. Poi ero andata in vacanza a Torremolinos, nel sud della Spagna. Avevo diciott'anni e lasciavo la Francia per la prima volta in vita mia.
Sulla spiaggia di Torremolinos avevo conosciuto una donna, una francese, che viveva laggiù da molti anni insieme al marito e si chiamava Mireille Maximoff. Era bruna, molto graziosa. Lei e suo marito gestivano un alberghetto dove avevo affittato una stanza. A quanto mi aveva spiegato, l'autunno seguente avrebbe soggiornato a lungo a Parigi, ospite in casa di amici di cui mi aveva lasciato l'indirizzo. Le avevo promesso di andare a trovarla a Parigi, se ne avessi avuto l'occasione.
Al ritorno, Lione mi è parsa assai buia. Vicino a casa mia, sulla destra, lungo la salita di Saint-Berthélemy, si trovava il collegio dei lazzaristi. Edifici addossati al fianco della collina, facciate lugubri che incombevano sulla strada. Il portone era incavato dentro un grande muro. Per me, Lione durante quel mese di settembre è il muro dei lazzaristi. Un muro nero su cui a tratti si posavano i raggi del sole d'autunno. Allora, il collegio pareva abbandonato. Ma sotto la pioggia il muro era quello di una prigione e io avevo l'impressione che stesse lì a sbarrarmi l'avvenire.
Ho saputo da una cliente del negozio dei miei genitori che una casa di moda cercava delle indossatrici. A quanto diceva, pagavano ottocento franchi al mese, duecento in più rispetto alla Société de Rayonne et Soierie. Mi ha dato l'indirizzo, e io ho deciso di presentarmi. Al telefono, una donna mi ha detto in tono autoritario di recarmi nel tardo pomeriggio di un giorno della settimana successiva al numero 4 di rue Grolée.

© 2000, Giulio Einaudi editore


L'autore
Patrick Modiano, nato nel 1945 a Boulogne-Billancourt, è uno dei più importanti narratori francesi contemporanei. Con Rue des boutiques obscures, nel 1978, ha vinto il Premio Goncourt. È autore di numerosi romanzi e racconti, tra cui Dora Bruder, uscito in Italia nel 1998.


A cura di Grazia Casagrande
e di Giulia Mozzato




7 aprile 2000