Claudio Ciccarone
La bibliotecaria

"La mia vita di bibliotecaria iniziò casualmente, e fu un filo di vento a darmene la possibilità."


Il punto di vista di una tarma su libri e cultura è, ovviamente, assai differente da quello umano, così come lo è per tutta la realtà che circonda entrambi: per le diverse proporzioni e dimensioni, per la forma del corpo e, perché no, per la diversa visione del mondo dei libri. C'è chi li ama tanto da mangiarli e chi invece vuol solo leggerli. Questione di punti di vista, appunto. Eppure la tarma antropomorfa di nome Marta (protagonista di quest'opera prima di un giornalista televisivo), non disdegna di capire ciò che mangia, di partecipare alle storie che divora e di ricordare, come un Pico della Mirandola del mondo degli insetti, personaggi e trame, parole e pensieri. Vive in un vecchio scaffale pieno di tomi antichi e moderni e se ne nutre in tutti i sensi.
Ma cosa può accadere se un viaggio "virtuale" nei luoghi della letteratura, veri o immaginari, a lungo inseguito e vissuto, si trasforma in un viaggio reale e fantastico? E cosa accadrà a una piccola creatura, totalmente indifesa, in un mondo esterno in cui sopravvivere è impresa non facile? Marta lo scoprirà ben presto, trasportata sul dorso di un cane nel mondo "reale", fuori dall'appartamento che l'ha vista nascere e crescere al riparo dai pericoli del mondo.
La svolta importante della vita è nell'incontro con Cecilia, un'altra tarma molto colta, che ha vissuto a lungo nella Biblioteca Nazionale di Napoli e ha imparato a rispettare i libri, a non nutrirsene più. Ha compreso il valore dell'opera nel suo insieme e ha scelto di non intaccarla in alcun modo, per permettere ad altri e altri ancora di leggerla, interamente.
Tra strade e gente comune e guerriglie sotterranee, insetti coraggiosi che conducono battaglie rivoluzionarie, Marta e i compagni via via conosciuti lungo il cammino capiranno che l'unica salvezza per il mondo intero è nella cultura.
Una storia che, pur con una scelta lessicale talvolta un po' troppo tradizionale, assume valore nel suo desiderio di sottolineare l'importanza del libro come mezzo per divulgare idee.


La bibliotecaria di Claudio Ciccarone
Prefazione di Luciano Scateni
Pag. 141, Lit. 18.000 - Edizioni Lettere Italiane ISBN 88-7188-350-0



Le prime righe

Uno: La libreria


Sono una tarma, e divoro libri. Non disdegno né quelli antichi né quelli moderni, tantomeno mi interessa ciò che dicono gli entomologi, tronfi nel credere di sapere tutto sulla vita degli insetti. "Le farfalline mangiano tessuti!" o affermazioni del genere, sono solo favole scientifiche. Io mi nutro di cultura, e adoro tuffarmi tra le pagine: patinate o rugose, lisce o ruvide, l'importante è essere dimenticata e lasciata in pace quando mi abbandono avvolta da quel profumo che solo un libro può emanare. Ah, che meraviglia addormentarmi con in bocca il sapore e nel naso l'odore di quella carte vissuta nell'ombra, prima immersa nel tronco dell'albero, poi creata e plasmata in forma di foglio; cellulosa che ha visto la luce solo nei pochi minuti che si impiegano nel leggere le parole che si inseguono lungo cento linee di lettere ordinate in pensieri, e poi abbandonata nuovamente nell'oblio dell'attesa, aspettando con fiducia altri attimi di aria, rimanendo fino a quel momento in apnea, in una sorta di letargo culturale. E poi il risveglio, quando apro gli occhi e con finta sorpresa mi ritrovo accoccolata tra gli stessi fogli che la sera prima si erano trasformati in lenzuola; concedo al sonno ancora uno sbadiglio, e infine continuo il mio viaggio procedendo come se il dormire nulla fosse stato se non uno sbattere di ciglia.
Non faccio preferenze tra un autore e un altro o tra questo o quel genere: Baricco come Bradbury, Poe, Melville; Cussler come Wells, Kafka, Allende. Romanzi e storia, fantascienza e horror. Biografie e racconti, novelle e favole. Mille pagine o settanta, romanzi o pamphlet. Nulla mi disgusta. Divoro tutto.
Ogniqualvolta finisco un libro, mi piace tornare indietro tra le pagine che mi hanno soddisfatto maggiormente, vagando intorno al segno che i miei denti hanno lasciato tra la cellulosa, gustando ciò che è rimasto dell'impronta che l'inchiostro ha incuneato tra le fibre, ribadendo quei momenti di nutrimento letterario. Ma quel che preferisco è trovarmi di fronte la rigida realtà colorata di un viaggio attraverso il pensiero scritto di un creatore: insomma, la copertina di un nuovo libro da gustare.

© 2000, Lettere Italiane di Alfredo Guida Editore


L'autore
Claudio Ciccarone è un napoletano nato a Cosenza nel 1960. Giornalista professionista, lavora alla RAI nella redazione campana del T3. Nel 1998 è stato tra i vincitori del Premio giornalistico televisivo Ilaria Alpi.


A cura di Grazia Casagrande
e di Giulia Mozzato




31 marzo 2000