Alan Warner
Le Soprano

"Nessuna delle ragazze sorrideva mentre si vestiva: era un rituale che ognuna celebrava con maggior deferenza dell'ingestione dell'ostia della comunione, perché la metamorfosi vestiaria avrebbe comportato una trasformazione immediata che né il corpo né il sangue del figlio di Dio avrebbero mai reso possibile."


Acquistati a scatola chiusa i diritti di questo romanzo (un miliardo e mezzo) per una futura versione cinematografica di là da venire. Ecco una premessa indispensabile per far capire quanto sia già affermato questo giovane scrittore inglese. Il suo Rave Girl, un libro apparso circa due anni fa, lo ha catapultato nell'universo degli autori più amati dalle giovani generazioni e più appetiti dall'industria cinematografica, sempre alla ricerca di trame divertenti, con una dose sufficiente di trasgressività.
Un romanzo tutto incentrato attorno al mondo delle ragazzine figlie della working class inglese, al loro linguaggio, all'incredibile disinvoltura con la quale affrontano la vita.
Una competizione canora potrebbe essere l'unica occasione di svago per un gruppo di adolescenti scozzesi che vivono in un paese lontano da tutto. Ma un dilemma le assale sin dalle prime pagine: meglio partecipare alla gara e rimanere fuori casa per due giorni, ma non divertirsi per nulla, o farsi escludere e potere così andare al Mantrap a ballare per conoscere i marinai appena arrivati in città? Il mito della grande città è fortissimo e le ragazze, un gruppo affiatato dette le Soprano (per le doti musicali), optano per la seconda soluzione, andando incontro a una serata molto movimentata, piena di colpi di scena grotteschi, di follie adolescenziali, di sregolatezze sessuali. Ubriache, alla ricerca continua di nuove sensazioni, di nuove esperienze, rischiano di trovarsi coinvolte in situazioni molto pericolose e finiscono per scoprire di avere imboccato una strada nuova, lasciando indietro tante delle cose positive e negative prima considerate importanti: la scuola, la gravidanza di una di loro, la malattia di un'altra, il sesso di cui tutte, in fondo, al di là delle parole dette per stupire, sono stufe o deluse.
Notevole la ricerca sul linguaggio, reso con particolare naturalezza e spontaneità da un autore (maschio) di 35 anni. Lui stesso afferma di aver molto lavorato proprio sul linguaggio e di aver cercato di restituire alle protagoniste le proprie origini in maniera totale, adottando spesso anche forme gergali e dialettali che inevitabilmente vanno perdendosi nella traduzione. Ma perché la scelta è caduta sull'universo femminile? Perché non scegliere un analogo gruppo di ragazzi? Warner ha risposto a questa domanda, rivoltagli da Andrea Colombo per il manifesto, in questo modo: "Un po' perché in Scozia il mondo maschile è già stato rappresentato molto bene. Ma anche perché lì circola pochissimo entusiasmo, è un mondo afflitto dalla disoccupazione, caratterizzato da un senso di disperazione. È un universo nihilista, e io non sono nihilista. Forse per questo preferisco la compagnia femminile a quella maschile. Tra le ragazze c'è molto più entusiasmo e molta più gioia di vivere. Anche per le protagoniste del libro, a parte Olra che è condannata dalla sua malattia, la fine lascia aperta una possibilità di speranza." Mi pare che non vi sia nulla da aggiungere.


Le Soprano di Alan Warner
Titolo originale dell'opera: The Sopranos

Traduzione di Edmonda Bruscella
Pag. 327, Lire 26.000 - Edizioni Guanda (Narratori della Fenice)
ISBN 88-8246-119-X



Le prime righe

La scuola femminile "Nostra Signora
del Perpetuo Soccorso"


"Niente paura, non vinceremo mai. Gli altri cori cantano l'Amore, noi cantiamo solo di greggi e di morte!"
Così parlò Fionnula (la Meglio), abbassando appena il tono delle ultime parole, mentre con la coda dell'occhio lanciava uno sguardo vagamente sexy a nessuna in particolare. Il coro del quinto anno rise.
Orla, ancora così esile da tenere le gambe incrociate per nascondere la propria magrezza, scrutò la fila e disse: "L'anno scorso, quando quelle di Fort, le Puttanelle del Sacro Cuore, hanno vinto la gara sono rimaste in città tutta la notte, in un bell'albergo di lusso e via dicendo... Intendiamoci, a me non interessa mica! Preferisco mille volte rimorchiare al Mantrap".
"Sapete qual è il motto delle Puttanelle?" Fionnula parlò di nuovo dalla sua postazione, la più alta sul muretto delle gambe lunghe. Ma questa volta alzò la sua voce offuscata e fumosa. "È: 'Nasini in SU... mutande GIÙ!'"
Le Soprano esplosero in gridolini e risate. Le Seconde e le Terze si limitarono a sorridere, con la solita ammirazione. Sottovoce, in modo che solo la metà del muretto occupata dalle Soprano potesse sentire, Fionnula disse: "Ragazze, quest'anno le Puttanelle non si sono neanche classificate! Questo dimostra quant'è penoso il livello medio. Se restiamo unite non vinceremo mai. Non supereremo neanche il primo turno! Ci caricano sul pullman a calci e torniamo al Mantrap giusto in tempo per ballare lenti e gighe con i marinai".
"Sempre ammesso che quelli del sommergibile ci vadano al Mantrap. E sempre ammesso che riusciamo a passare la barriera del nuovo buttafuori. Non è stato con nessuna di noi!" esclamò (Ra)Chell poco distante, separata dalle altre Soprano da un gruppetto di Seconde e Terze dalle gambe più lunghe.
(A)Manda Tassy incrociò di nuovo le gambe, un po' a disagio, si schiarì la voce e annunciò: "Io sono riuscita a entrare al Mantrap per tre sabati di fila!" Manda, che non poteva permettersi le sigarette e quindi le scroccava sempre, si mise tra le labbra una delle Camel prese al duty free dalla sorella maggiore, senza neanche offrirne in giro. Ed era un pacchetto da venti!

© 2000, Guanda editore


L'autore
Alan Warner è nato in Scozia nel 1964, ha studiato a Londra e a Glasgow e vive attualmente a Edimburgo. Rave Girl è il suo primo romanzo, è stato pubblicato in Italia da Guanda; il secondo, These Demented Lands, è uscito in Inghilterra nel 1997. Le Soprano è il suo terzo romanzo.


A cura di Grazia Casagrande
e di Giulia Mozzato




10 marzo 2000