Helen Humphreys
Quando le donne si alzarono in volo

"Willa trema benché non faccia freddo nella baracca. Sta già soffrendo di solitudine. Improvvisamente diventa consapevole di ciò che sta per fare. Si sta esiliando, lassù, nel cielo vuoto e buio. Si sta staccando da terra."


Fin troppo facile la metafora che traspare nel titolo: il volo come simbolo della vita, dell'indipendenza, della libertà conquistata dal sesso femminile. La vicenda si svolge nel 1933, momento in cui, effettivamente, erano presenti e attive già molte organizzazioni per la liberazione della donna e qualche risultato le tante lotte svolte l'avevano già dato.
Altrettanto facile l'accostamento alla celeberrima storia di Thelma & Louise, raccontata in un film del 1991 interpretato da Geena Davis e Susan Sarandon, il cui titolo è diventato sinonimo di solidarietà femminile, contro l'uomo, alla ricerca della libertà, mediata da un mezzo meccanico: lì l'automobile, qui l'aeroplano. Anche in questo romanzo due donne vivono un'amicizia spinte da una passione e dal desiderio di indipendenza (scoprendo lentamente come dell'uomo, anche inteso come marito, ci sia poco da fidarsi): sono Grace O'Gorman e Willa Briggs, due aviatrici. È un'amicizia recentissima, nata sui campi di volo, per stima reciproca, e sedimentata, rafforzata dal desiderio di affrontare una sfida "impossibile": volare per 25 giorni ininterrottamente nel cielo di Toronto. L'impresa, sponsorizzata da Adventure Girl Almanac, un settimanale che pubblica storie di eroiche imprese femminili rappresenta un "classico" evento di quegli anni, in cui le sfide personali erano esaltate dai giornali e dal popolo. L'autrice, anzi, ha preso spunto da una vicenda realmente accaduta a Miami, in Florida, dal 20 al 30 dicembre 1933, quando due pilote americane Frances Harrell Marsalis e Helen Richey, sorvolando la città, stabilirono il record nazionale di durata.
Le due "eroine" si buttano in questa avventura e piano piano imparano a conoscersi, a capire i piccoli gesti l'una dell'altra, i gusti, le debolezze. E la solidarietà aumenta, contro tutto e tutti, anche contro chi vorrebbe in qualche modo interrompere la loro impresa e avrebbe il potere di farlo. Mentre dall'alto la città appare come un "groviglio confuso di materiali multicolore, ammucchiati su rettangoli scuri di terreno neutro", all'interno del Moth (così si chiama l'aereo) regna il colore della stanchezza alternato a quello dell'euforia e scandito dai tempi del rifornimento in volo e dell'arrivo del pacco-viveri. Volare diventa sempre più faticoso, i turni sempre più ravvicinati, la resistenza fisica diminuisce. Ma Grace e Willa non cedono, anche se non arriveranno ai 25 giorni previsti.
Nel frattempo si è verificato anche un fenomeno quasi inatteso: le due donne sono diventate modelli di vita, almeno per Maddy, un'adolescente ebrea che da terra le osserva sognando di diventare un giorno come loro: temerarie, invincibili e irraggiungibili. Lontane dal male del mondo. Ma esiste davvero qualcuno così perfetto? E se il destino portasse Maddy a incontrarle, potrebbe essere anche una delusione, chissà.


Quando le donne si alzarono in volo di Helen Humphreys
Titolo originale dell'opera: Leving Earth

Traduzione di Maria Clara Pasetti
Pag. 213, Lire 26.000 - Edizioni Marsilio (Farfalle)
ISBN 88-317-7346-1



Le prime righe



L'aereo scivola fuori da una spoletta di azzurro e ricama con scioltezza un occhiello nel cielo. Willa è presso l'hangar quando il Moth le passa rombando sulla testa col gas al massimo. La figura nell'abitacolo posteriore agita la mano mentre l'aereo si abbassa sul campo d'aviazione del porto prima di risalire in verticale. Su, su, la linea retta come tracciata da un righello sembra una corda d'arpa e l'aereo una nota ascendente.
Al culmine della salita l'aereo va in stallo, galleggia per un istante nell'azzurro e ripiomba a terra.
Un martello.
Willa si volta verso l'uomo al suo fianco mentre l'aereo interrompe la picchiata, rallenta e sorvola tranquillo l'hangar prima di puntare verso l'isola lasciandosi dietro uno scarabocchio di fumo in dissolvimento.
"Tua moglie?"
Jack butta a terra la cicca della sigaretta e la allontana con la punta dello stivale.
"Già" dice. "Quella è mia moglie."

Maddy corre lungo la secca nell'ombra dell'aereo. Rumore di ghiaia agitata in una ciotola di legno. Vede la parte inferiore delle ali, il turbo blu della fusoliera.
Moth.
Il respiro rimbomba nel petto al ritmo dei piedi in corsa. Il lago è un sottile nastro azzurro strettamente avvinto agli alberi della riva.
L'aereo si inclina dolcemente a sinistra sull'isola e Maddy vede l'abitacolo aperto e il caschetto del pilota curvo in avanti, piegato nella virata. Si ferma. L'aereo la sovrasta, passa su di lei. Le ali grattano il cielo piatto. Solleva fin dove può le piccole braccia.
"Grace O'Gorman" grida nello stridio del motore. "Torna indietro."

© 2000, Marsilio Editori


L'autrice
Helen Humphreys è nata nel 1961 e vive a Kingston, nell'Ontario. Collabora alla rivista di poesia ARC e al giornale accademico Resources for Feminist Research, edito dall'Università di Toronto. È autrice di tre raccolte di poesie pluripremiate e di racconti. Quando le donne si alzarono in volo, il suo primo romanzo, tradotto in molti Paesi, nel 1998 ha vinto il "Toronto Book Award".


A cura di Grazia Casagrande
e di Giulia Mozzato




10 marzo 2000