Stefano Nosei

Si ringrazia per la collaborazione L'Arena del Sole. Nuova Scena, Teatro Stabile di Bologna



Era un buon lettore da ragazzo?

D irei di no, lo sono diventato dai diciotto anni in poi...direi nell'ultimo anno di scuola superiore.

E quali sono state le letture della prima giovinezza?

D irei quelle classiche degli anni Settanta: da Il giovane Holden di Salinger a Cent'anni di solitudine di García Márquez. Quindi ho incontrato la letteratura americana della beat generation, attraverso delle letture su cui mi sono assolutamente accanito, come ad esempio la raccolta fatta da Fernanda Pivano. Poi ho incominciato ad appassionarmi di musica, per cui Dylan... Insomma i poeti, i cantanti, gli scrittori della beat generation.

Tra gli autori italiani contemporanei quali ha letto volentieri?

R icordo in quegli anni, Pavese, Moravia, Calvino... ma mi rendo conto che nei confronti degli italiani non ho poi un grande amore. Ho avuto varie fasi: quella americana da giovanissimo, poi, più avanti i sudamericani, i tedeschi, gli inglesi.

E tra gli italiani ha letto qualcosa degli autori dell'ultima generazione?

S ì, ad esempio i cosiddetti "cannibali", per curiosità intellettuale, ma non certo con la voracità con la quale leggo John Irving, una lettura che mi fa proprio star bene... Oppure certi autori di noir... Di italiani ho letto Aldo Nove, Ammaniti, De Carlo, Brizzi, ma più appunto per curiosità, per essere informato sulle novità che si leggono sui giornali come eventi.

Il suo libro del cuore?

Le regole della casa del sidro di John Irving è un libro che amo moltissimo, poi ricordo con molta intensità Il silenzio degli innocenti, o Il treno della notte di Martin Amis, l'ho letto due volte.

Un consiglio per chi non è un lettore abitale.

P enso che John Irving sia uno degli autori che può piacere anche a chi non ha la passione della lettura perché raccoglie tanti temi, dal comico al drammatico, al sentimentale, ma sempre con grandissimo gusto: è un narratore che può soddisfare tantissime esigenze. È un po' come per certi film: se uno non è mai andato al cinema non gli si può consigliare Godard, ma un film come American beauty, dove c'è la storia, la classe, c'è anche il cinema popolare, ma di alto livello.

Le sono state utili alcune letture nella sua professione?

D i certo quelle a carattere umoristico. Ricordo che mio padre mi faceva leggere Wodehouse o libri di italiani da Marcello Marchesi a Ennio Flaiano. Negli ultimi anni mi è davvero piaciuto Tom Robbins: Natura morta con picchio è un libro divertentissimo. Negli ultimi anni amo molto in generale la letteratura inglese e irlandese, soprattutto la più recente.

A cura di Grazia Casagrande


25 febbraio 2000