Elke Naters
Regine

"Vorrei avere tanti, proprio tanti soldi. Così tanti che fosse impossibile spenderli tutti. Allora, nei giorni in cui non saprei che fare, chiamerei Marie e insieme andremmo a spasso per la città e compreremmo ciò che ci piace, qualsiasi sciocchezza."


Quale donna (ma diciamo la verità, e quale uomo...) non ha desiderato almeno una volta di potersi dedicare a uno shopping "selvaggio", senza limiti di alcun genere: scarpe, borse, vestiti, oggetti inutili ma belli... Però "non fa piacere spendere i soldi guadagnati lavorando" (sempre che siano sufficienti) e ancor meno fa piacere buttarli dalla finestra. Così il più delle volte l'acquisto è un atto meditato, quasi sofferto. Ma anche gratificante, perché negarlo? È proprio con l'apoteosi dell'acquisto che inizia questo breve romanzo. L'acquisto come consolazione, come passatempo o come regola di vita, come dovere. L'acquisto voluttuario o quello necessario. La spesa al supermercato, con le incertezze della noia, e quella nelle boutique, con le certezze del gusto. L'ossessiva ricerca della firma che indichi senza ombra di dubbio che si indossa un capo o un accessorio à la page. Due donne, due amiche (Gloria e Marie), vivono vite parallele nella Berlino contemporanea e parallelamente raccontano le proprie giornate. Una, Marie, single alla ricerca di un compagno, l'altra, Gloria, sposata e con due figli, perché "essere single ha senso solo se non si hanno figli - dice di sé - La mia vita è rovinata". Due persone legate profondamente da radici comuni anche se poi divise dalle vicende quotidiane, dai gusti, dalle scelte e dai giudizi. Due amiche che non possono litigare, che non sanno rimanere divise e che, anche se si vedono saltuariamente, comunicano spesso telefonicamente. Sono regine di un regno fatto di locali notturni, bar, ristoranti, case di amici, alberghi e, soprattutto, negozi. Sono regine di un regno minimalista, sono attrici in uno spettacolo fatto da trenta-quarantenni alla ricerca, come loro, di ragioni di vita e, più semplicemente, di motivi di felicità.
Un romanzo un po' "anni Ottanta", in cui imperversano alcuni miti tipici di quel decennio: il glamour, il divertimento, il sesso, l'alcol e la cocaina. Con l'invidia per gli oggetti del desiderio posseduti da altri (gli occhiali di Gucci, ad esempio) piuttosto che per l'intelligenza o le capacità personali. La grande dote dell'autrice è sapere descrivere questo mondo con obiettività pur parlandone palesemente dall'interno.


Regine di Elke Naters
Titolo originale dell'opera: Königinnen. Roman

Traduzione di Monica Pavani
Pag. 142, Lire 30.000 - Edizioni Bollati Boringhieri (Varianti)
ISBN 88-339-1205-1



Le prime righe

Gloria

Sono seduta in un caffè con Marie, e entra Ala. Fa come se io non ci fossi, si siede accanto a Marie e le racconta cose di nessun interesse. Questo suo modo di fare lo conosco già, perciò leggo il giornale. Sento come dice a Marie: Hai delle scarpe bellissime. Scommetto che se le portassi io, quelle scarpe, direbbe, stai perdendo i pantaloni, non hai una cintura? Inutile spiegarle che quei pantaloni si portano solo così, calati sui fianchi. Ala era la mia migliore amica.
Quando Ala incontra Marie e me, succede qualcosa di simile a quando io incontro Marie e Susan. Solo che, mentre io manifesto il mio malumore non rivolgendo la parola a nessuno, Ala fa i complimenti a Marie per le sue scarpe ignorandomi completamente, benché abbia molte più cose in comune con me che con Marie. Questo è ciò che ci distingue. Ma la differenza sostanziale tra di noi è che lei è bassa, mentre io sono alta. Ala pensa che, se non ci intendiamo più, la colpa sia di Marie. Perciò è particolarmente carina con lei.
Quando Ala festeggia il suo compleanno, invita tutti i suoi amichetti e le sue amichette. E me. Poi ci mette in una stanza, toglie tutte le sedie, e io, se voglio chiacchierare con gli altri, devo chinarmi in continuazione. Quindi, alla fine della serata, dice: Fai più attenzione al tuo portamento, è importante.
Finché Ala era mia amica, non portavo scarpe alte. Tutte le volte che la incontro, il mio malumore dura per ore.
Per tirarmi un po' su, vado a comprare delle scarpe. Coi tacchi. Marie dapprima vuole venire con me, ma poi si ricorda che non ha soldi e preferisce andare a casa. Attraverso la strada e mi dirigo verso il bancomat. Lo sportello non mi dà soldi. Piagnucolo un po' e vado a casa anch'io. Strada facendo passo davanti a un costoso negozio di vestiti. Mi fermo e do un'occhiata alla vetrina.
Lì esposte, ci sono delle scarpe veramente bellissime di Patrick Cox. Sono marron scuro e brillano e hanno due piccole fibbie. Questa descrizione certo è approssimativa, ma le scarpe sono proprio bellissime. Succede raramente che io veda delle belle scarpe. L'ultimo paio che ho visto e comprato, perché me ne sono innamorata subito, erano i mocassini di vernice color senape di Miu Miu. Da Theresa a Monaco.

© 2000, Bollati Boringhieri


L'autrice
Elke Naters (1963) è cresciuta a Monaco, e vive tra Berlino e Bangkok. Questo è il suo primo romanzo, seguito da Lügen (1999).


A cura di Grazia Casagrande
e di Giulia Mozzato




3 marzo 2000