Herbert George Wells
Tono-Bungay

"Così feci pace con lo zio e ci mettemmo al lavoro su questa bella impresa: vendere una porcheria leggermente nociva da uno scellino e tre pence e mezzo a due e nove alla bottiglia, compreso il bollo governativo. Mettemmo in moto il Tono-Bungay!"


In questi ultimi anni si sono susseguiti gli anniversari legati alle opere di Wells: ha compiuto cent'anni nel 1997 L'uomo invisibile, del 1995 era invece il centenario dell'Isola del dr. Moreau e del 1998 La guerra dei mondi. E che dire de La macchina del tempo? (1895)... C'è stato anche chi ha tentato una Macchina del tempo 2, il matematico inglese Stephen Baxter che ha scritto il seguito del celebre romanzo di fantascienza. Con un ingrediente in più: la relatività.
Indipendentemente da ogni ricorrenza, H.G. Wells è comunque un autore ancora molto amato e citato ampiamente come modello dai suoi colleghi di fine Novecento. Un autore anche impegnato in campo politico e sociale e molto attento alle evoluzioni della scienza. Da non dimenticare che fu uno dei primi sostenitori dell'associazione PEN (Poets, Essayists, Novelists, ovvero Poeti, Saggisti e Narratori), che ha da sempre difeso la figura del "libero scrittore in libero stato" (con lui anche Joseph Conrad, G. K. Chesterton, John Masefield, Arold Bennett, George Bernard Shaw, per citare i suoi contemporanei).
Tono-Bungay è un romanzo del 1909 ed appartiene a un altro genere narrativo rispetto alle opere che hanno reso celebre l'autore, anche se, comunque, mantiene una certa mescolanza tra la fiction e la satira sociale. L'ambiente è quello della borghesia inglese e la descrizione è sempre venata di sottile umorismo. George Ponderevo, dopo tormentate vicende adolescenziali, sta svolgendo il suo apprendistato presso lo zio Edward, un abile farmacista che inventa una falsa medicina, Tono-Bungay, e guadagna con essa una vera fortuna. Ma se il romanzo mostra la spettacolare ascesa sociale dello zio Edward, presenta anche la corrotta società inglese che gli permette di esercitare un così grande potere. La degenerazione etica della borghesia (che malgrado ogni sforzo rimane sempre "altro" rispetto all'élite aristocratica, incapace a sua volta di adeguarsi ai nuovi costumi sociali) è tratteggiata con ironia, quasi con distacco. George e lo zio sono due degni rappresentanti di questo mondo: a partire dal catastrofico matrimonio del primo per arrivare al completo fallimento del secondo. Il Tono-Bungay si dimostrerà non il portatore di un "potere che nessuna vita di ricerca scientifica, nessuna appassionata attività al servizio del genere umano avrebbe mai potuto dare", ma una bolla di sapone, l'illusione di potercela fare in un mondo che offre pochissime possibilità.


Tono-Bungay di Herbert George Wells
Traduzione dall'inglese e cura di Chiara Vatteroni

Pag. 458, Lire 35.000 - Edizioni Fazi (Le porte n.53)
ISBN 88-8112-128-X



Le prime righe

1
In cui si parla di Bladesover House e di mia madre;
nonché della composizione della società


1


A questo mondo, la maggior parte delle persone sembra vivere "nel personaggio"; hanno un inizio, un centro e una fine e i tre momenti sono equilibrati l'uno rispetto all'altro e coerenti con le regole della loro tipologia. Di loro si può affermare che appartengono a un certo genere di persone oppure a un altro. Sono, per dirla con la gente di teatro, nulla più (e nulla meno) che "attori caratteristi". Hanno una classe, hanno un luogo, sanno che cosa è appropriato e che cosa è loro dovuto e le dimensioni della loro lapide alla fine rivelano se hanno interpretato la loro parte in modo decoroso. Ma esiste anche un altro genere di vita che non è tanto vivere quanto un eterogeneo assaggio dell'esistenza. Uno viene colpito da un'insolita forza obliqua, è strappato al proprio ceto sociale, vive trasversalmente per il resto della vita e, per così dire, in una successione di campionature. Questo è stato il mio destino e quello che alla fine mi ha spinto a scrivere qualcosa che assomiglia a un romanzo. Dispongo di un'insolita serie di impressioni che sono molto motivato a raccontare. Ho visto la vita a livelli molto diversi e, a tutti i livelli, l'ho vista con una specie di intimità e in buona fede. Mi sono sentito a mio agio in molti contesti sociali. Sono stato il poco gradito ospite di un fornaio in attività, mio cugino, che nel frattempo è morto all'ospedale di Chatham; ho fatto degli spuntini illegali nelle dispense - doni ingiustificati di alcuni valletti - e sono stato disprezzato per la mia mancanza di stile dalla figlia di un impiegato della ditta del gas (che poi mi ha sposato e dalla quale ho divorziato); e - per andare all'estremo opposto - un tempo sono stato (oh, giorni dorati!) ospite di una contessa. Questa donna era, lo ammetto, una contessa per meriti finanziari, ma pur sempre una contessa. Ho visto questa gente da diverse angolazioni. A tavola ho incontrato non solo i titolati, ma i grandi. In un'occasione - è il mio ricordo più vivido - ho rovesciato il mio champagne sui pantaloni del più importante statista dell'impero (il cielo non voglia che io sia così odioso da dirne il nome!) nel fervore della reciproca ammirazione.

© 2000, Fazi Editore


L'autore
Herbert George Wells (Bromley 1866 - Londra 1946), considerato insieme a Jules Verne il padre della fantascienza, è autore di numerosi romanzi di successo tra i quali La macchina del tempo, L'isola del dottor Moreau, La guerra dei mondi, I primi uomini sulla Luna. Tra le sue opere di impronta naturalistica e di ambientazione borghese si colloca Tono-Bungay.


A cura di Grazia Casagrande
e di Giulia Mozzato




25 febbraio 2000