Giancarlo De Cataldo
Teneri assassini

"Avevano fretta, questo li rendeva immobili. Un giorno, all'improvviso, si sarebbero accorti di invecchiare."


Un fidanzato "ammanicato" con un gruppo rock che va per la maggiore: per Serena è tutto, è la felicità. Ma quando il padre viene a sapere che il ragazzo in questione, Mico, non è propriamente un ragazzo, ma un uomo quasi della sua età, le cose crollano. E quando poi si scopre che è anche sposato con figli... Mico è prontamente sostituito dal più giovane e tranquillizzante Andrea. E sembra andare tutto "a posto". Sembra, ma non è così. Tanto che si arriverà anche all'omicidio, improvviso e imprevedibile.
Una ragazzina albanese costretta a prostituirsi, spera nella libertà promessa da un giovane incontrato casualmente. Attende a lungo il suo arrivo, ansiosa di vedere comparire all'orizzonte i fari della spider rossa, lungo la via di campagna in cui la sera viene obbligata a svolgere il suo terribile lavoro. Non sa che aiuto e solidarietà arriveranno invece da una fonte inaspettata.
Un triste bar in un "buco di montagna". Una compagnia di ragazzi sbandati che stazionano perennemente nel locale. Una situazione che si ripete in tanti e tanti bar di tutto il mondo. Ma cosa può accadere quando nel locale entrano due stranieri, due immigrati cileni, con il semplice desiderio di bere qualcosa? Come vengono accolti da Orazio, il proprietario e dal quartetto di giovani locali? I lieto fine non è contemplato.
Proseguono su questo tono i racconti (sei) di Giancarlo De Cataldo, giocati sui ritmi dell'azione, sul dialogo e sull'analisi della personalità dei protagonisti, tratteggiati con brevi cenni, ma descritti con la precisione di chi si è occupato a lungo (come giudice, in anni di processi) di quella parte della società ai margini, e la conosce bene.
Non sono affatto teneri i suoi assassini, sono forse indifesi di fronte a situazioni che non sanno affrontare, ma non si possono definire in alcun modo innocenti. Sono uomini e donne che si lasciano trasportare dalla corrente degli eventi, con il piacere della violenza, della provocazione, e che si ritrovano in situazioni ormai irrimediabili, indipendentemente da ogni pentimento.


Teneri assassini di Giancarlo De Cataldo
Pag. 161, Lire 14.000 - Edizioni Einaudi (Einaudi Tascabili. Stile libero n. 694)
ISBN 88-06-14303-4



Le prime righe

Who's the monster?

I.


And you're looking for your freedom / running on your lazy freeway / you're my baby baby baby / and I'll always be with you.
Contromano sul motorino della sorella, gli occhi spruzzati di lacrime, Serena canta forte Lazy Freeway, la canzone che le ha fatto conoscere i Freewilly's.
I versi del ritornello le scoppiano nel cervello mentre schiva un tassista incarognito, e cerca di convincersi che no, quelli della radio sbagliano, non è successo, non può essere vero.
Ma quando arriva al Naked Lunch e le vede tutte schierate davanti alle saracinesche abbassate del loro tempio, quando si accorge che tutti quei volti tristi e quelle guance rigate di pianto rispecchiano la sua tristezza, allora Serena capisce che tutto è finito, e non c'è più speranza.
La radio non mente: i Freewilly's si sono sciolti.
Dopo un attimo di esitazione, si lascia inghiottire dal gruppo. È tutto uno scambiarsi abbracci, lamenti, sorrisi forzati, strette di mano fasulle.
C'è Vittoria, che singhiozza su una spalla di Teresa e Luce, schizzatissima, che se la prende con i vecchi di merda che odiano la gioventù. Barbara s'è portata appresso il fratellino che ride e non capisce, e ce ne sono certe che nessuno ha mai visto prima, con il trucco esagerato e l'accento pesante delle periferie. In un altro momento le guarderebbero male, ma oggi non ci si fa caso: il dolore è lo stesso, è più forte di tutto.
-Non avete capito un cazzo! Non si sono sciolti, - urla Luce - li hanno fatti fuori quei vecchi di merda! E i giornalisti, con quelle storie sulla droga! Li hanno uccisi loro. E sapete perché? Perché li odiano!
Serena si mette alle spalle di una nuova che ha un bell'album di fotografie. Le immagini cominciano a sfilare, e la commozione le invade. Altre si aggregano. Le voci si accavallano, sognanti, eccitate.

© 2000, Giulio Einaudi editore


L'autore
Giancarlo De Cataldo è nato a Taranto. Lavora come magistrato e ha scritto romanzi polizieschi, reportages dal Sud e dalle carceri. Con lo psichiatra Paolo Crepet ha scritto Il giorno dell'ira.


A cura di Grazia Casagrande
e di Giulia Mozzato




25 febbraio 2000