Nathan Englander
Per alleviare insopportabili impulsi

" - Per alleviare insopportabili impulsi, - dichiarò il Rebbe. E, come un medico, strappò il foglietto di carta dal suo taccuino."


Esordisce con un racconto drammatico questa antologia di Englander, autore israeliano ancora sconosciuto in Italia ma degno di grande interesse. Ventisei scrittori di religione ebraica condannati a morte, cui si aggiunge un ventisettesimo (per sbaglio: lui scrittore non è) vengono trascinati dalla polizia sovietica in una grande stanza-prigione e attendono per una notte la propria sorte. E questa condizione trasformerà un uomo normale in un grande autore. Un tragico inizio per una raccolta di racconti (nove) dal taglio molto particolare, ma inseriti a pieno titolo in un filone letterario tradizionale: la narrativa yiddish.
Meno drammatico, ma altrettanto "forte" il racconto che dà il titolo al volume. Una giovane coppia, Dov Binyamin e Chyava Bayla, ormai da tempo non ha più rapporti sessuali, anzi, rapporti fisici di alcun tipo. Eppure il marito ama moltissimo la moglie e apparentemente anche la donna è innamorata dell'uomo. Ma il matrimonio rischia di andare in pezzi, perché Dov non resiste agli incessanti rifiuti della moglie. Ormai disperato, decide di rivolgersi a un rabbino che, come spesso accade (una costante della narrativa ebraica è la figura del rabbi visto come scaltro risolutore di problemi apparentemente senza uscita), riesce a trovare una "soluzione di ripiego" per una situazione che pare destinata a protrarsi ancora a lungo a causa dell'ostinazione della donna. Dov avrà una dispensa speciale per andare con una prostituta, ma questo non porterà solo del bene nella difficile vita di coppia dei protagonisti.
Seppure ambientate spesso nei nostri anni, come i romanzi di Yehoshua, le storie di Englander non sono altrettanto "attuali", mantengono sempre una patina di misticismo antico, il retaggio di una cultura atavica, lo spirito del passato, e sono maggiormente legati alle regole rigide di una religiosità talvolta quasi integralista. Più che al futuro essi guardano, appunto, al passato. E per questo motivo ricordano un poco certi racconti di Gogol' o la forma letteraria di autori come Puskin, Cechov, Tolstoj.
Sempre presente, incombente, l'olocausto. "Il suo pathos, il suo humour e la sua pietas yiddish sono la testimonianza etica e stilistica che quel mondo annientato vive in noi e per noi nel futuro" scrive Moni Ovadia sul Corriere della Sera. E mentre Ovadia, grande esperto di tradizioni e di cultura yiddish, sottolinea maggiormente questo aspetto della narrativa di Englander, mi sembra opportuno ricordare anche l'universalità del suo linguaggio e delle tematiche affrontate: come i tragici greci e i romanzieri russi, senza timore di esagerare.


Per alleviare insopportabili impulsi di Nathan Englander
Titolo originale dell'opera: For the Relief of Unbearable Urges

Traduzione di Laura Noulian
Pag. 211, Lire 16.000 - Edizioni Einaudi (Einaudi Tascabili. Stile libero n.665)
ISBN 88-06-15193-2

le prime pagine
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 Il ventisettesimo uomo

Gli ordini furono impartiti dalla casa di campagna a Kuntsevo. Stalin li passò all'agente in comando senza maggior emozione di quando ordinava l'uccisione dei kulaki o dei preti o delle mogli di amici molto cari, se non erano capaci di tenere a freno la lingua. Gli accusati dovevano essere arrestati nello stesso giorno, arrivare ai cancelli della prigione nello stesso momento, e - con un ultimo rantolo simultaneo - essere spediti al diavolo con un'unica crepitante raffica di fucile.
Non era questione di ostilità, solo di fedeltà. Perché Stalin sapeva che si può essere fedeli a un'unica nazione. Non sapeva, invece, i nomi degli scrittori sulla sua lista. Ma il mattino dopo, quando gliela presentarono, firmò senz'altro il mandato, benché adesso i nomi fossero ventisette, e il giorno prima ventisei.
Una cosa di nessuna importanza, salvo forse per il ventisettesimo.

Gli ordini concedevano poco spazio ai cambiamenti, e nessuno alla lentezza. Dovevano essere eseguiti in segreto e - questo era l'unico punto ribadito - simultaneamente. Ma come potevano gli agenti consegnare simultaneamente alla stessa prigione, situata vicino al villaggio di X, degli uomini arrestati chi a Mosca e chi a Gorki, chi a Smolensk e chi Penza, chi a Shuya e chi Podol'sk?
L'agente in comando sentì che la sua forza stava nell'essere il capo e cedette il ruolo di stratega al cucuzzolo del cappello. Tagliò la lista a striscioline e le buttò nella calotta recentemente rimodellata, rimestando cautamente per non guastare la forma. La maggior parte di questi scrittori viveva a Mosca. I pochi che risiedevano nel paesello natio, o si trovavano da qualche parte per la cura termale delle acque, o erano chiusi in qualche stamberga a cercare di portare a termine la loro opera seminale, e sicuramente avrebbero ricevuto un brutto colpo quando un paio di agenti, irritati dal lungo viaggio, avessero varcato la loro soglia.


© 1999, Giulio Einaudi editore

biografia dell'autore
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Nathan Englander è cresciuto a New York e vive a Gerusalemme. Suoi racconti sono apparsi sul New Yorker e su Story. Pubblicato in contemporanea in otto Paesi dai maggiori editori, il libro di Englander ha rivelato alla critica e al pubblico un autore che, come ha scritto Ann Beattie, "ha una nuova voce che ha rivitalizzato interamente la forma racconto".


A cura di Giulia Mozzato


14 gennaio 2000