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Filippo La Porta


Non possiamo chiedere a un critico letterario se si reputa un buon lettore, ma possiamo domandargli...
Quali sono i libri che consiglierebbe?
V oglio subito indicare un libro italiano: Autoritratto italiano di Alfonso Berardinelli (Donzelli): una antologia di preziose riflessioni su noi stessi (ahi, quanto ne siamo carenti!) fatte da scrittori, critici, giornalisti, saggisti, etc. (dal dopoguerra ad oggi) e precedute da una introduzione di Berardinelli, di rara sobrietà e intelligenza (da imparare a memoria nelle scuole i brani antologizzati della Morante e di Savinio sul fascismo, nostra vera vocazione...).
E poi...
E poi La ragione del più forte di Andrea Carraro (Feltrinelli), un romanzo, che è quasi un racconto lungo (teso, antiretorico, ineluttabile) sul rapporto impossibile con l'"altro" (qui una donna russa "comprata" attraverso agenzia da un bancario romano frustrato e risentito con il mondo): qualcuno lo ha paragonato maliziosamente ad uno sceneggiato televisivo, ma credo che Carraro, pur sbrigativo in certi passaggi della narrazione, riesca a costruire in modo perfetto un personaggio e il suo "coerente" sguardo sulla realtà.


E poi, aggiungiamo noi, i suoi saggi di critica, storia e analisi letteraria, tra i quali, nel Café Letterario troverete la recensione di Non c'è problema e Manuale di scrittura creatina.


A cura di Giulia Mozzato


7 gennaio 2000