Ann-Marie MacDonald
Chiedi perdono

"La prima cosa che James fece dopo aver trascinato il cadavere di Materia in camera da letto fu di correre a chiamare il prete - non per Materia, per lei era troppo tardi, ma per la bambina. James l'aveva capito: c'è un Dio. C'è un Diavolo: male necessario. Uno sarà anche dannato, ma almeno Dio ha un progetto per lui."


Un romanzo attraversato dal dolore, da colpe inconfessate e inconfessabili, dall'amore e dalla morte. I protagonisti sono tutti giovanissimi: ha tredici anni Materia quando fugge con il ragazzo che ama e ne ha trentatrè quando muore, la testa nel forno, incapace di sopravvivere al senso di colpa che la tormenta. La descrizione di vecchie fotografie apre il romanzo, sono i membri della famiglia che, nel loro nascere, amare e morire, articolano le vicende che vengono descritte con profonda pietà dall'autrice. La solitudine è un altro tema dominante. Ben presto l'amore folgorante che aveva unito la giovanissima Materia e James, che li aveva uniti in matrimonio e che era stato la causa del definivo allontanamento dalla famiglia di lei, svanisce. La ragazzina, che l'origine libanese rende estranea al marito stesso, rimane incinta. La gravidanza, il ruolo di moglie, il senso di aver peccato nei confronti della propria madre e del proprio padre, la rendono apatica e solitaria. Il suo corpo invecchia precocemente e si appesantisce, il desiderio del marito scema, la stessa figlia che partorirà le rimane estranea e quasi nemica. Passano gli anni e la bimba, Kathleen, instaura un rapporto privilegiato col padre, la sua voce angelica la rende preziosa, la musica li unisce. Materia continua a non amare quella figlia, ma in lei scatta un senso di protezione vitale quando, passati gli anni, intuisce nel marito un istinto incestuoso verso quella ragazzina che sta diventando una bellissima ragazza. Riprendono i rapporti tra i coniugi e nascono, anno dopo anno, altre figlie. La vita procede apparentemente tranquilla, anche se nessun membro della famiglia sa davvero entrare in relazione con l'altro. Tutte le speranze di James, che sa faticosamente controllare se stesso e la vergognosa attrazione di cui ha una confusa coscienza, vengono convogliate sulla primogenita che promette grandi successi nel canto e che viene fatta studiare in un qualificato collegio prima, quindi a New York. Ma sarà proprio questa scelta impegnativa che farà precipitare la famiglia nella tragedia: Kathleen rimane incinta, il parto si presenta difficilissimo, Materia si trova a dover scegliere, nel momento cruciale, tra la salvezza di quella figlia non amata e quella dei gemelli che stanno per nascere. Secondo i dettami della religione decide di tagliare il ventre della giovane madre e, in questo modo, di ucciderla, ma non saprà sopravvivere al senso di colpa. Delle due creature che vengono fatte nascere, solo una sopravviverà, ma sarà colpita a sua volta dalla poliomelite. Una catena di sventure colpisce le sorelle Piper, il dolore aleggia come unico sentimento in quella casa battuta dai venti della Nuova Scozia.


Chiedi perdono di Ann-Marie MacDonald
Titolo originale: Fall on Your Knees

Traduzione di Giovanna Granato
Pag. 589, Lire 34.000 - Edizioni Adelphi (Fabula n.122)
ISBN 88-459-1495-X

le prime pagine
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FOTOGRAFIE MUTE


Ormai sono morti tutti.

Questa è una fotografia della città dove vivevano. New Waterford. È una notte illuminata dalla luna. Immagina di guardare dall'alto di un campanile le vivide sfumature di luce e ombra della fotografia. Un centro minerario a ridosso di una scogliera che strapiomba su lembi di spiaggia rocciosa, dove il mare argenteo si frange e si rifrange, blandendo la luna. Pochi alberi, erba rada. Il profilo di una torre di ferro contro la lamina di peltro del cielo, cavi e puntelli inclinati a quarantacinque gradi. Binari che si allungano a pochi passi dalla base di un imponente pendio di carbone luccicante per dirigersi verso un arco dove scompaiono inghiottiti dalla terra. E dagli impianti e dai cumuli di carbone sbucano i tetti appuntiti delle case dei minatori costruite, schiera dopo schiera, dalla compagnia mineraria. Case della compagnia. Città della compagnia.
Dài un'occhiata laggiù, alla via dove abitavano. Water Street. Una strada di polvere compatta e sassi sparsi che, dopo l'abitato, porta al grande cimitero a picco sull'oceano. Il sospiro che senti è solo il mare.

Questa è una fotografia della casa com'era allora. Di legno bianco, con una veranda coperta. È grande rispetto alle case dei minatori. Nel salotto c'è un pianoforte, sul retro la cucina dove è morta la mamma.

Questa è una sua fotografia il giorno che è morta. Le è venuto un colpo mentre puliva il forno. Così, almeno, aveva detto il dottore. Certo, il viso non lo vedi per via del forno, ma che si era arrotolata le calze per le faccende lo vedi e, anche se la fotografia è in bianco e nero, il grembiule è proprio nero, perché all'epoca era in lutto per Kathleen, e anche per Ambrose. Dalla foto non si capisce, ma la mamma non parlava l'inglese molto bene. Mercedes l'ha trovata così, metà dentro metà fuori dal forno, come la strega di Hansel e Gretel. Cosa avrà avuto in mente di cucinare quel giorno? Quando la mamma è morta, le uova della dispensa si sono guastate tutte... dovevano per forza essere le uova, c'era una puzza di zolfo che si sentiva in tutta Water Street.

Dunque questa è la casa al 191 di Water Street., New Waterford, Isola di Cape Breton, estremità orientale della Nuova Scozia, canada. E questa è la mamma il giorno della sua morte il 23 giugno 1919.

Questa è una fotografia di papà. Non è morto, sta dormendo. La vedi la poltrona dov'è seduto? È la poltrona verde chiaro con lo schienale alto. Ha i capelli intrecciati. Non è un'usanza esotica. L'esotico era tutto dal lato della mamma. Sono trecce che gli ha fatto Lily mentre dormiva.

Non ci sono fotografie di Ambrose, non si è fatto in tempo. Questa è una fotografia della sua culla ancora calda.

L'Altra Lily è nel limbo. Ha vissuto solo tre giorni, è morta prima di poter essere battezzata ed è andata dritta dritta nel limbo insieme a tutti gli altri bambini non battezzati e ai pagani buoni. Non soffrono mica, se ne stanno lì senza fatica e senza neanche saperlo. Si sa che Gesù qualche volta è andato nel limbo a prelevare un pagano particolarmente buono per portarselo in paradiso. Perciò c'è speranza. Altrimenti... Ecco perché questa foto dell'Altra Lily è tutta bianca.

Non preoccuparti. Ambrose è stato battezzato.

Eccone una di Mercedes. Quel suo rosario di opale non aveva prezzo. Un rosario di opale, ci pensi? Quando non lo usava lo teneva sempre appuntato dentro al reggiseno, sul cuore, sia per la protezione divina, sia in modo da avere sempre l'occorrente per recitare una rapida posta quando era mossa dallo spirito, cosa che succedeva spesso. Anche se, come Mercedes amava sottolineare, quando senti il bisogno di pregare e ti ritrovi senza rosario lo puoi recitare con la prima cosa che ti capita a tiro. Lo puoi recitare con i sassolini o le briciole di pane, per esempio. Ma Frances voleva sapere: puoi dire dire il rosario con i mozziconi di sigaretta? La risposta era sì, se hai il cuore puro. Con le cacche di topo? Con le lentiggini di qualcuno? Con i puntini di una foto di Harry Houdini sul giornale? Adesso basta, Frances. Comunque, questa è una fotografia di Mercedes con in mano il rosario di opale e un dito sulle labbra. Sta dicendo: "Sssh".


© 1999, Adelphi Edizioni

biografia dell'autrice
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Ann-Marie MacDonald, drammaturga e attrice canadese, ha scritto e recitato con successo per il teatro, il cinema e la televisione. Chiedi perdono, uscito nel 1996, è il suo primo romanzo e ha vinto numerosi premi, fra cui il Commonwealth Writers Prize 1997.


A cura di Grazia Casagrande


17 dicembre 1999