![]() ![]() |
Asia Argento I love you Kirk "Sono felice, e depressa coma mai prima. Mi lecco le ferite, guardandomi intorno con una sorta di antico stupore e nuova speranza. È un'avventura massacrante, come ogni film, ma appagante, come ogni film. Negli occhi, riflesse, le nuvole rarefatte degli anni Novanta: un po' di ironia, un po' di poesia, un po' d'amore, un po' di orrore." Non è un capolavoro letterario né artistico. Non siamo di fronte (quasi certamente) a un libro che verrà ricordato nel tempo. Ma il suo interesse non è (e forse non vuole essere) questo. Il suo interesse sta nel tentativo di sperimentazione e nella riuscita rappresentazione di un mondo giovanile e dell'anima che lo pervade. Lei è la "diva" di questo mondo ribelle, trasgressivo ma anche conformista, fuori da certi canoni ma ben integrato in altri, nuovi. Lei è la dark lady del momento, bella ma non bellissima, brava ma non bravissima, famosa ma apparentemente non troppo inserita nello star system e soprattutto cupa, ma non tanto da non decidere di intitolare un libro all'amore. Insomma, lo stereotipo in cui molte ragazzine possono identificarsi, sognando di potere un giorno come lei "sfondare" nel mondo dello spettacolo e accarezzare l'alternativo, il diverso, lo speciale che c'è nel suo modo di vivere. Nelle pagine del romanzo si sono riversati questi modelli. È lo specchio di una mentalità, di un modo di vedere la vita e gli altri che non è solo di Asia Argento, ma di una buona fetta della sua generazione. Troppe certezze, forse, in queste pagine, troppe "verità" desunte proprio da tutte quelle realtà che si rifiutano. Eppure c'è comunque un fascino nascosto tra le righe e nel linguaggio. Ci sono le paure e le speranze, c'è l'infanzia e l'adolescenza e c'è anche l'inizio della maturità. Un romanzo di formazione che si cela dietro uno schema narrativo che non gli compete; quasi un diario, un po', anzi tanto, autobiografico. Fumo, alcol, droga quanto basta. Piccoli e grandi piaceri; qualche dramma. Capricci e lamentele di bambina viziata, ma trascurata. Tanta voglia di affetti mai trovati, ma a lungo ricercati viaggiando da un continente all'altro. Sentimenti di bambina e di adolescente comuni a migliaia di altri bambini e adolescenti: la vergogna dell'essere "piccolo", la voglia di crescere in fretta e la fantasia e la realtà che si mescolano sino a diventare indistinguibili. E l'amore: Kirk. L'amore che non durerà a lungo, destinato a terminare per non riaffacciarsi forse mai più in futuro così bello, struggente, intenso. Il tutto, illustrato e stemperato da alcune fotografie e numerosi disegnini dal tratto infantile e realizzati in bianco e nero. I love you Kirk di Asia Argento Pag. 102, Lire 20.000 - Edizioni Frassinelli (Strade) ISBN 88-7684-583-6 Le prime righe Per sempre Sono ormai 5 giorni che vivo a Londra. 5 fottutissimi giorni. Centoventi ore. Settemiladuecento minuti. Certo c'è poco da essere tristi. E allora perché? Perché questa sensazione di vuoto? Di terrore? Cambiare è uguale a morire. Penso ai miei amici a Roma, al mio ex fidanzato, a mio padre... come farò a dirglielo? Come farò a vivere senza di loro? Per sempre? PER SEMPRE. Tutti gli uomini che ho avuto prima o poi lo tirano fuori il fatidico "per sempre". Mi amerai "per sempre"? Staremo insieme "per sempre"? Ci sposeremo e vivremo insieme "per sempre"? Vuoi dire tutta la vita? Cristo! Roba da far accapponare la pelle... Uno addirittura ha tirato in ballo un "per sempre" dopo solo due giorni che mi conosceva. Be', non proprio uno qualsiasi... Lui. L'Inglese. Il mio amore. Insomma eccomi qui, una ventunenne del cavolo, una ragazzina sprovveduta, catapultata in una realtà troppo coinvolgente perché non mi spaventi. Con questo semisconosciuto inglese di cui a malapena so qualcosa e con cui fantastico su un "per sempre". Cosa mi succederà? Veramente diventerò una casalinga per far contento quest'uomo? E chi cazzo sarà mai per meritarsi tanto? Me ne sto qui in questa fredda casa a Chelsea cercando di concentrarmi su Schnitzler. Fuga nelle tenebre. Fuga nella coltre lattiginosa di Londra. Non si vive male qui: la mattina faccio delle lunghe passeggiate, a volta dal parrucchiere oppure un pisolino aspettando che il mio compagno ritorni. Fare la spesa. Cucinare la pastasciutta per lui e suo figlio. Come sono belli loro due insieme, così complici. E mangiano la pasta che gli preparo con la stessa voracità e allegria. Il ragazzino mi odia, è normale, per lui sono solo un'intrusa che si è piazzata in cucina, che dorme nel letto di suo padre. Cazzo se è silenziosa questa casa. Buia, vasta e silenziosa. Tre piani. Qui dentro mi sento microscopica, e così sola quando lui è via. Mi sale l'amarezza e mi sembra di tornare bambina, quando mi annoiavo da morire nei pomeriggi invernali e allora andavo da mia sorella e in tono lacrimoso la supplicavo: "Fiore che faccio? Mi rompo..." e allora lei, cercando di non farsi andare il sangue alla testa: "Disegna". "Ma l'ho già fatto!". "Scrivi". "Non mi va". "Mangia..." "Non ho fame". "Pensa". "Non ce la faccio". È troppo complicato. Pensare, intendo. © 1999, Edizioni Frassinelli L'autrice Asia Argento è autodidatta, regista e attrice. Il suo esordio avviene a nove anni. Da allora ha recitato in molti film, tra cui alcuni con la regia del padre Dario Argento. Ha vinto due David di Donatello come miglior attrice protagonista. All'estero ha recitato in B. Monkey di Michael Radford e New Rose Hotel di Abel Ferrara, tratto dal romanzo di William Gibson. È inoltre scrittrice di racconti, pubblicati da Dynamo, L'Espresso, Sette, Village e Max. E, com'è giusto che sia per una protagonista del momento, anche Asia Argento ha un suo sito Internet dove trovare risposte alle curiosità su di lei: http://www.asiaargento.com/ |
![]() ![]() |
Milena Moser Cuori spezzati ovvero i miei undici omicidi "A volte la vita è davvero ingiusta. Per quel che posso ricordare, non avevo mai avuto un padre e appena ne ebbi uno lo ammazzai. Ero arrabbiata sul serio quando me ne resi conto." Una piccola catena di omicidi, quasi inevitabili, anzi, del tutto inevitabili secondo la loro autrice. Delitti non proprio "esemplari" come quelli del celebre libro di Max Aub, ma anch'essi compiuti per motivi futili, pressoché inesistenti. Ecco la protagonista: una ragazzina che uccide tre operai che pranzano tranquillamente ai margini di un bosco rei di averle rivolto alcuni complimenti nemmeno troppo insistenti, e che, appena un mese dopo questo primo triplice omicidio, fa fuori anche il padre ritornato dopo 14 anni di galera. La ragazzina cresce, ma con lei crescono anche i suoi delitti: prima un sedicenne antipatico e appiccicoso ucciso volontariamente con un volume di poesie (e un sistema diabolico); poi un quarto omicidio "non soltanto del tutto superfluo ma anche scombinato" (proprio mentre passava il 93 quella donna è scivolata...); un quinto a venticinque anni, pochi mesi dopo un noioso matrimonio; e ancora un eminente psichiatra che finisce in mare (chissà come) durante una crociera (e fa sei); settimo una giornalista radiofonica esperta in problemi di coppia; ottavo un uomo violento... Non è necessario raccontarli tutti, anzi, meglio non svelare l'evolversi degli eventi narrati dall'incallita assassina, voce narrante quasi "asettica", distaccata e ben poco pentita. L'impronta originale del libro è anche data dall'alternarsi di capitoli in cui si dipana la storia della protagonista, con altri, nei quali vengono narrate storie diverse, di altre donne, succubi, potenziali assassine di uomini sopraffattori, violenti, crudeli. Malgrado tutto ciò queste donne rincorrono l'amore, cercando ancora un motivo per sperare. Tutte tranne la ragazzina ormai donna che non si libera del suo istinto omicida e che non cerca proprio nulla. Sono le sue vittime che rincorrono lei, la provocano, la obbligano all'azione. E lei non può fare a meno di agire, punire, soffocare, annientare passato e futuro, vivendo solo il presente. Miracolosamente impunita, ormai una serial killer, il suo essere "sopra le righe" la rende simpatica, ma non meno pericolosa. Cuori spezzati, ovvero i miei undici omicidi di Milena Moser Titolo originale dell'opera: Gebrochene Herzen oder Mein erster bis elfter Mord Traduzione di Elena Doria Pag. 145, Lire 22.000 - Edizioni e/o (Dal mondo) ISBN 88-7641-395-2 Le prime righe Ho trovato un uomo Ho trovato un uomo. Non che ne avessi cercato uno. L'ho semplicemente trovato, così come trovo qualcosa quasi ogni giorno: bottoni, monete, chiavi piegate, pedine, pezzetti di carta scarabocchiati, biglie, schegge di vetro colorate, freccette arruffate, piume, una volta addirittura un rubino sintetico, che al buio avevo scambiato per un pezzo di vetro, e poi un giorno appunto quest'uomo. Era, per quel che ricordo, una domenica. Dev'essere stata una domenica, perché di domenica sono l'unica del palazzo che si alza presto. Non vado mica in chiesa, ma lascio che lo credano. Mi vesto per bene: camicetta bianca con colletto imponente, gonna scura, golf di lana e naturalmente, è fondamentale, cappellino e guanti. Mi infilo sotto il braccio la grande borsa che porto sempre con me per ficcarci i miei ritrovamenti e lascio la casa come una rispettabile e attempata zitella - cosa che del resto sono. O forse no? Quella domenica ad ogni modo non andai molto lontano. Abito al pianoterra e fa parte di casa mia un giardino minuscolo e polveroso, di cui non mi prendo mai cura, nemmeno per finta. Notai subito la scarpa. Stava sotto un cespuglio incolto proprio vicino al muro di cinta. Una scarpa, pensai, interessante! Finora non ho mai trovato una scarpa! Curiosa, mi avvicinai un po'. La scarpa non aveva un brutto aspetto, era nera e a punta come le scarpe da uomo di una volta ed era lucidata con cura. Solo quando mi piegai sul mio ritrovamento vidi che nella scarpa c'era un piede, intendo cioè che nel mio giardino giacevano la scarpa, la sua compagna e anche il loro debito proprietario, per intero! © 1999, Edizioni e/o L'autrice Milena Moser, giovane autrice svizzera di Zurigo, vive attualmente a San Francisco. I suoi romanzi hanno avuto un grande successo nei paesi di lingua tedesca. In italiano è già stato tradotto L'isola delle cameriere. |
19 novembre 1999