Manuel Vázquez Montalbán
E Dio entrò all'Avana

"Il turismo a Cuba oggi è un male necessario, perché insieme con i dollari arrivano i vizi capitalisti e la Rivoluzione, in parte, è stata fatta proprio per eliminare questi vizi. L'apertura dovrebbe cercare di approfondire la spiritualità della gente. Essere rivoluzionari significa essere i protagonisti di un processo sociale, di giustizia e di distribuzione dei beni. Soggettivamente, questo mi preoccupa, perché Cuba oggi non è in grado di promuovere una situazione economica migliore per tutto il popolo."


Corrispondente di El País a L'Avana, Vázquez Montalbán ha seguito il viaggio di Giovanni Paolo II a Cuba in un modo particolare e il libro che ne è derivato lo testimonia. Non è una semplice cronaca giornalistica, ma un testo di indagine storica, con un forte taglio politico-sociologico sui rapporti tra Stato e Chiesa nell'isola della Rivoluzione. Ma non solo. È anche una biografia di Fidel Castro, che sa osservare con occhio attento il lider maximo, il suo acume politico e la sua personalità così complessa con un pizzico di ironia, molto rispetto, molto disincanto. Anche la Chiesa cubana è analizzata attraverso interviste, rapporti e documenti che offrono uno spaccato molto obiettivo di questa istituzione che non è di certo solo importante da un punto di vista religioso, ma anche politico e diplomatico.
L'analisi di Vázquez Montalbán parte da lontano: la formazione culturale che inizia in un collegio di salesiani, l'abilità atletica, e poi la presa di "coscienza politica", la forza carismatica che lo porta all'impresa folle della rivoluzione contro Batista condotta all'inizio da solo undici persone, quasi dei pazzi che hanno osato sfidare (e vinto) un esercito strutturato e armato di tutto punto, con poche armi, nessuna preparazione militare, molte letture e molta fiducia in se stessi. Solo sapendo da che cosa è nata la Rivoluzione si riesce a capire come questo popolo possa resistere a tanti anni di privazioni, di vera propria fame, di limitazioni nella libertà, e continui a sentire orgoglio della propria nazionalità.
Ma non c'è solo il ricordo della Rivoluzione in questa città bellissima e fatiscente, su cui studiano architetti e urbanisti cubani e spagnoli, italiani e portoghesi, c'è anche il dissenso. E l'autore presenta appunto la dissidenza emigrata e quella locale, così da ricostruirne le tipologie: liberali e conservatori, ma anche uomini di sinistra rifiutano l'impostazione castrista, il regime trionfante. E "Cuba fuori di Cuba" è un'altra realtà interessante, non solo per l'azione politica e diplomatica che da anni ormai svolge, ma anche per il denaro che invia a parenti ed amici in madrepatria. È una fonte di sopravvivenza, quasi quanto il turismo. Ma tutto ciò come si rapporta con la visita di Giovanni Paolo II? E inoltre, che cosa ha portato alla possibilità di quella visita e che cosa è cambiato dopo di essa? Domande cruciali a cui l'autore dà risposte circostanziate e ben documentate. Soprattutto viene svolta una attenta ricerca sugli eventi che hanno preceduto i giorni cruciali in cui quei due grandi vecchi hanno incollato al televisore milioni di persone in tutto il mondo, e hanno messo in discussione la supremazia culturale nordamericana.
La critica al consumismo capitalista che ormai da anni è materia di tanti discorsi papali, la consapevolezza che il liberismo crea sempre maggiore povertà e divisioni abissali tra gli ultimi e i primi del pianeta fatta propria dal papa polacco è stato il primo elemento che ha avvicinato queste due personalità così lontane: nei discorsi di Fidel Castro e di Giovanni Paolo II alla Fao c'erano più consonanze che dissonanze. Da qui si è partiti e entrambi, papa e capo politico, hanno cercato di trarne dei vantaggi per le rispettive cause.
Oggi però la Rivoluzione si presenta anche con altre facce, quelle dei diritti umani, dei popoli indigeni oppressi e sterminati, si presenta con il passamontagna del subcomandante Marcos che utilizza Internet come un fucile, o meglio come un esercito armato, o col volto pacifico e materno di Rigoberta Menchù, eppure non si può prescindere da Cuba e da quello che ha significato nel Sud America la sua rivoluzione: merito di Castro, dei barbudos, della loro utopia. Questa riflessione emerge evidente dal volume, che, attraverso la solida documentazione, mostra l'attività di ricerca del suo autore e il desiderio di proporre un libro non ideologicamente impostato, ma molto utile a chi voglia davvero capire il significato e il peso nell'equilibrio internazionale di quell'evento del gennaio 1998.


E Dio entrò all'Avana di Manuel Vázquez Montalbán
Titolo originale: Y Dio entró a La Habana

Traduzione di Hado Lyria
Pag. 427, Lire 32.000 - Edizioni Frassinelli (Noche oscura. Saggistica)
ISBN 88-7684-579-8

le prime pagine
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1

La città degli spiriti

Se tutto era stato stabilito e indirizzato al guadagno,
qual era l'impedimento per entrare nella città, circonda-
ta in precedenza da cento falò di metafore, davanti alle
cento porte dell'incessante metamorfosi?

José Lezama Lima

Come un Atlante, Castro sorregge il cielo tempestoso dell'Avana e la sua poderosa statura spicca sulle rocce in riva al mare, la città sullo sfondo comincia a essere avvolta dalle tenebre e non è il sole, bensì un raggio a illuminare l'esitazione dei cieli. Ma non c'è esitazione in questo Fidel Castro oramai invecchiato e magro, dai capelli incanutiti e dalla barba morbida anche se lunga, simile a un'illustrazione del Don Chisciotte fatta da Doré, vestito da guerrigliero, verde oliva. La barba, questo va spiegato ai giovani del XXI secolo, è il simbolo dei guerriglieri della Sierra Maestra, i barbudos, e per questa ragione non se la taglia né se la tinge. Lei se la tingerebbe?, domanda talvolta capziosamente, sapendo che nessuno riesce a immaginare il comandante in capo dei guerriglieri intento a tingersi con l'Oréal. Accettò di posare come un Atlante tra Cuba e il cielo nell'autunno del 1994, su richiesta di Paris Match, per il fotografo Gérard Rancinan, dietro pressione personale dell'ambasciatore francese, perché Castro è molto attento su come farsi vedere, ascoltare, fotografare. Quasi tutte le foto gliele scatta Chomi Miyar, suo segretario nonché uno dei medici politici che lo circondano, perché soltanto un medico fotografo è capace di rispettare il segreto professionale assoluto. Questa volta il fotografo riuscì a schivare l'esclusiva dei ritrattisti ufficiali di Fidel e lo fece uscire dal Palazzo del Governo o da una qualsiasi delle sue case che vorrebbero essere segrete per farlo posare come un attore cosmogonico, come un Atlante che vigili al di sopra delle distruzioni incombenti su Cuba, supposta Atlantide del socialismo reale. I Simbolisti avevano considerato le isole come centri spirituali raggiungibili da lontano lungo vie riarse dal sole, non necessariamente marine, anche se Omero parla di una primitiva Siria isolana, la cui radice linguistica coincide con quella del nome in sanscrito del Sole, l'isola centrale, polare del mondo. Siria, Tule, Aztlan (Atlantide), isole polari in diverse tradizioni mitiche, come il Montsalvat della leggenda del Graal, isole paradisiache nel più stretto senso del paradiso come rifugio dopo il giudizio finale della vita o della Storia. Ne Le opere e i giorni, Esiodo descrive così l'isola dei Beati, dove regna Apollo: "Lì abitano con il cuore libero da preoccupazioni, sulle rive dei vortici profondi dell'oceano, eroi fortunati, ai quali il sole fecondo dona tre volte all'anno un florido e dolce raccolto". Risponde Cuba alla regola di quell'isola, raccolta della canna, la zafra, inclusa?
Gerardo León Moré del Río, direttore della prima scuola cattolica frequentata da Fidel Castro, Nuestra Señora de la Caridad, dei salesiani, ormai novantenne ricordava, nel gennaio del 1998, pochi giorni prima dell'arrivo del Papa, che Fidel era un pepino (un cetriolo) quando lui lo conobbe, aveva otto anni e gli piaceva discutere e giocare a pallone. Ignorava che per entrare dai salesiani Fidel aveva dovuto servirsi della mediazione della madre, eterna Madonna Mediatrice nei confronti del brusco padre, minacciando di dar fuoco alla casa se la mediazione fosse stata insufficiente. Don Ángel Castro e suo figlio Fidel finirono con il guardarsi a faccia a faccia, erano quasi della stessa statura, ma senza mai comunicare. Tuttavia, don Ángel gioiva dei successi accademici e sportivi del figlio. Non visse abbastanza a lungo per vederlo debellare Batista. Morì di una malattia banale, un'ernia strozzata, nel 1956.
Gerardo León Moré del Río non ricordò pubblicamente che il bambino Fidel si era messo in mostra perché, stanco di sopportare gli schiaffi di un insegnate sadico, lo aveva aggredito a calci e morsi. L'ex direttore dei salesiani si è incontrato solo un'altra volta con il vecchio allievo, ma ne ha patito la Rivoluzione, perché fu incarcerato a titolo cautelare in seguito allo sbarco a Playa Girón, quando vennero provati certi legami tra i controrivoluzionari e la Chiesa. Non fu, invece, espulso da Cuba a bordo del Covadonga, come lo furono i 132 sacerdoti cattolici, in maggioranza spagnoli, nei peggiori momenti del rapporto tra Rivoluzione e Chiesa. Con il tempo divenne il solo salesiano presente sull'isola, finché venne secolarizzato e vi rimase... "per paura del dolore derivante dalla nostalgia", il che dimostra l'influenza dei boleri persino nei fratelli salesiani.


© 1999, Edizioni Frassinelli s.r.l.

biografia dell'autore
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Manuel Vázquez Montalbán è nato a Barcellona nel 1939. È autore di testi di poesia e narrativa, espressioni artistiche che ha scandagliato con maestria e di un fortunato ciclo di polizieschi. Saggista e giornalista, gastronomo, sfegatato tifoso del Barça, è tra i più acuti osservatori dell'evoluzione morale e civile della società spagnola e latinoamericana. È stato insignito di numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Racalmare, assegnatogli a Palermo nel 1989 da una giuria presieduta da Leonardo Sciascia. Nel 1996 è stato insignito del Premio Nacional de la Letras per l'insieme della sua opera.

bibliografia
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I titoli sono tratti da
Alice CD,
il catalogo su CD-ROM
dei libri italiani
pubblicato da
Informazioni Editoriali.


Vazquez Montalban Manuel, Gli allegri ragazzi di Atzavara, tr. di Lyria H., 1993, 274 p., Lit. 28500, "Narrativa", Frassinelli (ISBN: 88-7684-242-X)

Vazquez Montalban Manuel, Assassinio al Comitato Centrale, tr. di Panunzio Cipriani L., 8 ed., 1984, 292 p., Lit. 14000, "La memoria" n. 95, Sellerio di Giorgianni (ISBN: 88-389-0257-7)

Vazquez Montalban Manuel, Calcio, tr. di Lyria H., 1998, 106 p., Lit. 14000, "Tascabili", Frassinelli (ISBN: 88-7684-528-3)

Vazquez Montalban Manuel, Il centravanti è stato assassinato verso sera, tr. di Lyria H., 9 ed., 1997, 200 p., Lit. 12000, "Universale economica" n. 1249, Feltrinelli (ISBN: 88-07-81249-5)

Vazquez Montalban Manuel, Il centravanti è stato assassinato verso sera, tr. di Lyria H., 2 ed., 1991, 200 p., Lit. 22000, "I canguri" n. 23, Feltrinelli (ISBN: 88-07-70023-9)

Vazquez Montalban Manuel, CittàCiudad, a cura di Lyria H., 1997, 88 p., Lit. 16000, Frassinelli (ISBN: 88-7684-465-1)

Vazquez Montalban Manuel, Dallo spillo all'elefante, tr. di Hado L., 1994, 192 p., Lit. 24500, "Narrativa", Frassinelli (ISBN: 88-7684-298-5)

Vazquez Montalban Manuel, E Dio entrò all'Avana, 560 p., Lit. 29000, "Saggistica", Frassinelli (ISBN: 88-7684-579-8) (data di pubblicazione prevista: Ottobre 1999)

Vazquez Montalban Manuel, Il fratellino, tr. di Lyria H., 1999, 192 p., Lit. 12000, "Universale economica" n. 1535, Feltrinelli (ISBN: 88-07-81535-4)

Vazquez Montalban Manuel, Il fratellino, tr. di Lyria H., 1997, 192 p., Lit. 25000, "I canguri" n. 88, Feltrinelli (ISBN: 88-07-70088-3)

Vazquez Montalban Manuel, Galindez, tr. di Lyria H., 1991, 386 p., Lit. 28500, "Narrativa", Frassinelli (ISBN: 88-7684-195-4)

Vazquez Montalban Manuel, Galindez, tr. di Lyria H., 1996, 408 p., Lit. 14000, "Tascabili", Frassinelli (ISBN: 88-7684-398-1)

Vazquez Montalban Manuel, Io, Franco, tr. di Hado L., 1997, 630 p., Lit. 16000, "Tascabili", Frassinelli (ISBN: 88-7684-451-1)

Vazquez Montalban Manuel, Io, Franco, tr. di Lyria H., 1993, 616 p., Lit. 32500, "Narrativa", Frassinelli (ISBN: 88-7684-262-4)

Vazquez Montalban Manuel, Il labirinto greco, tr. di Lyria H., 1992, 152 p., Lit. 20000, "I canguri" n. 27, Feltrinelli (ISBN: 88-07-70027-1)

Vazquez Montalban Manuel, Il labirinto greco, tr. di Lyria H., 1994, 152 p., Lit. 11000, "Universale economica" n. 1271, Feltrinelli (ISBN: 88-07-81271-1)

Vazquez Montalban Manuel, Manifesto subnormale, 1980, 140 p., Lit. 15000, "La nave dei folli", Pellicanolibri

Vazquez Montalban Manuel, I mari del sud, tr. di Lyria H., 4 ed., 1997, 192 p., Lit. 12000, "Universale economica" n. 1385, Feltrinelli (ISBN: 88-07-81385-8)

Vazquez Montalban Manuel, I mari del sud, tr. di Lyria H., 1994, 192 p., Lit. 20000, "I canguri" n. 51, Feltrinelli (ISBN: 88-07-70051-4)

Vazquez Montalban Manuel, La Mosca della rivoluzione, tr. di Lyria H., 1995, 216 p., Lit. 24000, Feltrinelli Traveller (ISBN: 88-7108-125-0)

Vazquez Montalban Manuel, O Cesare o nulla, tr. di Lyria H., 1998, 384 p., Lit. 28500, "Noche oscura", Frassinelli (ISBN: 88-7684-537-2)

Vazquez Montalban Manuel, Pamphlet dal pianeta delle scimmie, tr. di Lyria H., 1995, 136 p., Lit. 16000, "Serie bianca" n. 1, Feltrinelli (ISBN: 88-07-17001-9)

Vazquez Montalban Manuel, Pasionaria e i sette nani, tr. di Lyria H., 1997, 352 p., Lit. 28500, Frassinelli (ISBN: 88-7684-416-3)

Vazquez Montalban Manuel, Paul Gauguin: la lunga fuga, tr. di Lyria H., 1998, 61 p., Lit. 12000, "Le occasioni" n. 6, Passigli (ISBN: 88-368-0526-4)

Vazquez Montalban Manuel, Il pianista, tr. di Lyra H., 1994, 337 p., Lit. 15000, "La memoria" n. 311, Sellerio di Giorgianni (ISBN: 88-389-1032-4)

Vazquez Montalban Manuel, Il pianista, a cura di Lyria H., 2 ed., 1990, 276 p., Lit. 22000, "Il castello" n. 30, Sellerio di Giorgianni (ISBN: 88-389-0662-9)

Vazquez Montalban Manuel, Il premio, tr. di Lyria H., 1998, 256 p., Lit. 27000, "I canguri" n. 98, Feltrinelli (ISBN: 88-07-70098-0)

Vazquez Montalban Manuel, Quartetto, 96 p., Lit. 8000, "L'espresso", Demetra (ISBN: 88-7122-862-6)

Vazquez Montalban Manuel, Quartetto, Lit. 14000, "Le foglie" n. 20, Marcos y Marcos (ISBN: 88-7168-010-3)

Vazquez Montalban Manuel, Quintetto di Buenos Aires, tr. di Lyria H., 1999, 376 p., Lit. 29000, "I canguri" n. 112, Feltrinelli (ISBN: 88-07-70112-X)

Vazquez Montalban Manuel, Le ricette di Pepe Carvalho, tr. di Lyria H., 1994, 336 p., Lit. 23000, Feltrinelli (ISBN: 88-07-42070-8)

Vazquez Montalban Manuel, Ricette immorali, tr. di Lyria H., 1992, 158 p., ill., Lit. 20000, Feltrinelli (ISBN: 88-07-42065-1)

Vazquez Montalban Manuel, Ricette immorali, tr. di Lyria H., 9 ed., 1997, 160 p., ill., Lit. 11000, "Universale economica" n. 1263, Feltrinelli (ISBN: 88-07-81263-0)

Vazquez Montalban Manuel, La rosa di Alessandria, tr. di Lyria H., 1997, 240 p., Lit. 12000, "Universale economica" n. 1436, Feltrinelli (ISBN: 88-07-81436-6)

Vazquez Montalban Manuel, La rosa di Alessandria, tr. di Lyria H., 1995, 240 p., Lit. 24000, "I canguri" n. 63, Feltrinelli (ISBN: 88-07-70063-8)

Vazquez Montalban Manuel, Lo scriba seduto, tr. di Lyria H., 1997, 310 p., Lit. 26500, "Noche oscura", Frassinelli (ISBN: 88-7684-483-X)

Vazquez Montalban Manuel, La solitudine del manager, tr. di Lyria H., 1993, 192 p., Lit. 23000, "I canguri" n. 38, Feltrinelli (ISBN: 88-07-70038-7)

Vazquez Montalban Manuel, La solitudine del manager, tr. di Lyria H., 6 ed., 1997, 192 p., Lit. 12000, "Universale economica" n. 1320, Feltrinelli (ISBN: 88-07-81320-3)

Vazquez Montalban Manuel, Storie di fantasmi, tr. di Lyria H., 1999, 168 p., Lit. 12000, "Universale economica" n. 1562, Feltrinelli (ISBN: 88-07-81562-1)

Vazquez Montalban Manuel, Lo strangolatore, tr. di Lyria H., 1995, 242 p., Lit. 26500, "Narrativa", Frassinelli (ISBN: 88-7684-353-1)

Vazquez Montalban Manuel, Lo strangolatore, 1999, Lit. 7900, "I miti" n. 135, Mondadori (ISBN: 88-04-45305-2)

Vazquez Montalban Manuel, Tatuaggio, tr. di Lyria H., 10 ed., 1997, 184 p., Lit. 12000, "Universale economica" n. 1229, Feltrinelli (ISBN: 88-07-81229-0)

Vazquez Montalban Manuel, Tatuaggio, tr. di Lyria H., 2 ed., 1991, 184 p., Lit. 20000, "I canguri" n. 16, Feltrinelli (ISBN: 88-07-70016-6)

Vazquez Montalban Manuel, Le terme, tr. di Lyria H., 1998, 232 p., Lit. 12000, "Universale economica" n. 1477, Feltrinelli (ISBN: 88-07-81477-3)

Vazquez Montalban Manuel, Le terme, tr. di Lyria H., 1996, 232 p., Lit. 25000, "I canguri" n. 78, Feltrinelli (ISBN: 88-07-70078-6)

Vazquez Montalban Manuel, Gli uccelli di Bangkok, tr. di Ossola S., 11 ed., 1997, 298 p., Lit. 13000, "Universale economica" n. 1220, Feltrinelli (ISBN: 88-07-81220-7)

Vazquez Montalban Manuel, Gli uccelli di Bangkok, tr. di Ossola S., 2 ed., 1990, 298 p., Lit. 24000, "I canguri" n. 9, Feltrinelli (ISBN: 88-07-70009-3)


A cura di Giulia Mozzato


19 novembre 1999