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Silvia Ballestra Romanzi e Racconti "Non riesco a capire come possa esserci tanto calore nell'aria, così a tarda notte. Guardo gli oggetti della cucina: sono pieni di bagliori, luce vivida che penetra le finestre della strada." Questa raccolta propone al lettore pagine di Silvia Ballestra già note, grazie anche alla trasposizione cinematografica, come La guerra degli Antò, o il Compleanno dell'Iguana, ma anche alcuni racconti passati inosservati o addirittura inediti. Proprio questa completezza di proposta permette una conoscenza dell'autrice che fa superare il giudizio, pur positivo, dei suoi romanzi più noti, e consente di attribuirle qualità di scrittrice non solo generazionale. La provincia marchigiana e i suoi fragili eroi sicuramente dominano il volume, l'uso del dialetto, o di forme dialettali, accresce la vivacità e la naturalezza della narrazione, così come l'intervento della scrittrice in commenti e riflessioni direttamente inseriti nel contesto. La comicità involontaria di questi ragazzi qualunque resiste anche alle situazioni più tragiche o dolorose. L'amputazione di una gamba subita da Antò Lu Purk dà il via alla sua fuga verso le mete tipo dell'adolescente italiano: Berlino, Amsterdam. La Ballestra è davvero abilissima nel descrivere l'impatto con queste realtà, ormai per i ragazzi non più così diverse e lontane, che per il giovane provinciale rappresentano il mito e la trasgressione, ma in fondo in fondo anche una gran voglia di casa e di mamma. Così davvero divertente e calzante è la rappresentazione della comunità studentesca dei "fuori sede" di Bologna: gran voglia di sesso, pochi soldi, case difficili da trovare e su cui si svolge una gran speculazione, passione politica tutta ingenuità e ideologia, impegno culturale spesso funzionale solo all'effetto che può provocare sulla ragazza da conquistare. Il vittimismo, i deliri di onnipotenza, le abissali infelicità e gli entusiasmi assoluti, le contraddizioni e le incoerenze: i ragazzi di circa vent'anni che popolano le pagine di questo libro sono davvero autentici e vivi. Nei racconti che chiudono la raccolta, emergono anche altre qualità narrative, quali la forza descrittiva (certe immagini della città notturna sono davvero intense), una sensibilità sottile e intrigante che sa leggere le solitudini del nostro tempo non solo nei giovanissimi, il senso della tragedia del vivere, delle paure e delle ansie che però non diventa mai abbandono sentimentale o compiacimento. La scrittura rigorosa e "pudica" dà maggiore forza alla comunicazione col lettore che non si sente mai attratto furbescamente nel gorgo delle facili emozioni. Romanzi e racconti di Silvia Ballestra Pag. 373, Lire 34.000 - Edizioni Theoria (Letterature n. 74) ISBN 88-241-0622-6 Le prime righe Un'adolescenza pescarese Antò Lu Purk è nato a Montesilvano, provincia di Pescara, nel '69, lo stesso giorno che l'uomo ha conquistato la luna. Ha trascorso questa adolescenza pescarese mangiando parrozzi alla pasticceria Primo Vere, in piazza D'Annunzio; smadonnando in riva al mare estate e inverno con gli amici del cuore Antò Lu Zombi, (attualmente apprendista trimestrale alle poste ferrovia di Pianello); Antò Lu Mmalatu, (infermiere alla casa di cura Vittoriale); Antò Lu Zorru, (giornalista free lance al quotidiano Il Centro di Pescara, con il falso nome di Antonio Possis D'Arno). Fino ai sedici anni i quattro Antò hanno cercato di concupire le figlie dei giostrai stagionali in tournée nella zona Franvailla a Mare-Roseto. Palpavano, più che altro: chiappette sode dell'Alto Lazio; puntavano uccelli guizzanti contro cosce e pantacalze alla Cercasi Susan disperatamente; sussurravano negli orecchi giovinetti frasi come: "Psss, 'stu batacchio trepidante, pacca 'l culo a lu passante!" O anche: "Psss, se te lascerai 'chiappà, goderai fino a dumà!" Figurarsi. Le figlie dei giostrai avevano cominciato a suonare organi trentacinquenni prima dei dodici anni; pertanto, ogni volta che i quattro Antò comparivano inutilmente assatanati all'orizzonte, le ninfe li portavano per culo settimane di fila in tutte le fiere del circondario. "Prustitute" diceva autoconsolatorio Antò Lu Mmalatu. "Zoccole." "Ventisette centimetri di manico" constatava Antò Lu Zorro. "Chiunque se la farebbe sotto, al posto loro." "Ventisette da moscio" precisava Antò Lu Purk, con fare da imbonitore d'aste. © 1999, Editori Associati L'autrice Silvia Ballestra, trent'anni, vive e lavora a Milano. Oltre alla raccolta Compleanno dell'iguana, e al romanzo La guerra degli Antò, ha pubblicato i racconti Gli orsi e il romanzo La giovinezza della signorina N.N. Ha inoltre curato il libro-intervista a Joyce Lussu, Joyce L. Una vita contro. |
12 novembre 1999