Hans Magnus Enzensberger
Zig zag
Saggi sul tempo, il potere e lo stile

"Nonostante l'elevato consumo di olio combustibile, viviamo notoriamente in un mondo assai freddo. A opprimerci è soprattutto il clima di gelo sociale descritto da molti media. E chi è il colpevole? La società del tutti-contro-tutti, la società dei due-terzi, in cui i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri."


Studioso eclettico e originale Hans Magnus Enzensberger non nasconde, in questa raccolta di saggi, il piacere di spaziare tra argomenti del tutto differenti, presentando, per ognuno di essi, considerazioni e conclusioni mai ovvie. Conosciamo il suo lavoro di divulgatore in particolare per il suo notissimo testo Il mago dei numeri, in cui si è cimentato in una spiegazione semplificata dei sistemi numerici complessi, una sorta di favola in cui la matematica sconfina nella filosofia e nel fantastico. Ma i suoi interventi, i suoi articoli, i libri riguardano sociologia, politica, filosofia, letteratura... Insomma lo scibile umano nel suo complesso. E questo volume pare un compendio della sua opera, una vetrina del suo pensiero. Un pensiero a "zig zag", mai lineare o circoscrivibile. Questi 13 saggi, scritti tra gli anni Ottanta e Novanta, sono stati in parte pubblicati da periodici tedeschi e in parte sono inediti. Rappresentano uno scorcio sul mondo culturale, politico e intellettuale del nostro secolo, per capire il quale non si può procedere in modo "rettilineo", ma solo attraverso percorsi complessi, tortuosi. Già dal primo saggio, La pasta sfoglia del tempo risulta chiaro il senso della concezione definita nel titolo. Il tempo (e la storia) non può esprimersi attraverso una rappresentazione lineare, dunque il miglior modo di evidenziarne gli aspetti di complessità e commistione è paragonarlo alla pasta sfoglia, al suo sovrapporsi di strati, in cui non c'è un "nuovo", perché "ciò che di volta in volta rappresenta il nuovo è solo un sottile strato che galleggia su insondabili abissi di possibilità latenti". A questa concezione si lega un assunto interessantissimo che definisce l'anacronismo (in poche parole l'essere "fuori tempo", superato, sorpassato) non "un errore evitabile, bensì una condizione essenziale dell'esistenza umana". L'essere "al passo coi tempi" è un bisogno indotto che crea solo danni. Segue una serie di saggi raccolta sotto la voce generale Potere: un'analisi dell'Europa del dopoguerra (l'Europa in macerie), in cui nessuno avrebbe immaginato di vedere una rinascita pari a quella che poi è avvenuta. Ma si deve ricordare che, "a cinquant'anni dalla catastrofe l'Europa concepisce se stessa più che mai come un progetto comune, e tuttavia è ben lontana dall'avere analizzato esaurientemente gli anni della sua fondazione nel secondo dopoguerra". Per superficialità, per bisogno di semplificazione e perché, anche qui, la storia non è lineare: "il fatto che i vinti di allora, ovvero tedeschi e giapponesi, si sentano oggi vincitori è ancor più che uno scandalo morale: è un'infamia politica" - scrive Enzensberger - "L'Europa del benessere farà certo bene, viste le circostanze, a non dimenticare un'Europa in macerie, dalla quale ci separano soltanto alcuni decenni." Come sarà bene non sottovalutare l'ambiguo ruolo degli intellettuali che fomentano l'odio (Produttori di odio) e la meschinità dei politici (Pietà per i politici), il pericolo del riproporsi di condizioni come "la sensazione di un lungo oltraggio collettivo" che distrugga totalmente "in milioni di persone, la consapevolezza del loro valore" e dia vita nuovamente a situazioni distruttive e totalitarie (I revenant di Hitler), o le affinità malcelate tra la guerra "tribale" ugandese e quella bosniaca (Bosnia, Uganda), che avvicinano realtà umane e morali da sempre considerate erroneamente e superficialmente lontane.
Chiudono il volume, sotto la voce Stile, tre saggi socio-culturali. Nel primo (Mascherate. Un necrologio della moda), sono espresse considerazioni affascinanti sulla incredibile trasformazione dell'essenza stessa della moda, non più caratterizzata dalla sua caducità, ma viceversa dalla sua eternità ("il trend, come viene erroneamente definito, è una maledizione e, per liberarsene, non basta una sola vita. Solo intrepidi ottimisti riescono ancora a illudersi che l'eterno giubbotto di pelle, gli intramontabili jeans possano un giorno uscire di scena"). Nel secondo (Il lusso: origini e prospettive) Enzensberger asserisce che in futuro il lusso non sarà più ciò che è superfluo, ma si volgerà al necessario e proprio per questo sarà, paradossalmente, a disposizione di una esigua minoranza. L'ultimo saggio del volume, infine, è dedicato all'universo culturale, "gestito" in modo sconsiderato, con un proliferare di eventi presentati sempre con una veste di eccezionalità e spettacolarità più consona a "circo ambulante": tutto troppo gridato e troppo illuminato. "La cultura, non c'è rimedio, è una faccenda quieta, direi quasi poco appariscente". Il guaio è che non si investe denaro in qualcosa che "non fa scalpore, non si svolge davanti alle telecamere, non appare sui giornali" e quindi non offre alcuna possibilità di emergere. Anche qui la verità sta non nell'apparente linearità di facciata, ma in un zigzagante "dietro le quinte".


Zig zag. Saggi sul tempo, il potere e lo stile di Hans Magnus Enzesberger
Titolo originale dell'opera: Zickzack

Traduzione di Daniela Zuffellato
Pag. 177, Lire 20.000 - Edizioni Einaudi (Einaudi Contemporanea n.71)
ISBN88-06-14546-0

le prime pagine
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I
Tempo


La pasta sfoglia del tempo.
Una meditazione sull'anacronismo


Il mondo non è che una continua altalena. Tutte le cose oscillano senza posa. Non descrivo l'essere. Descrivo il passaggio. È una registrazione di diversi e mutevoli eventi e di idee incerte e talvolta contrarie. Non soltanto il vento delle circostanze mi agita secondo la sua direzione, ma in più mi agito e mi turbo io stesso per l'instabilità della mia posizione; e, a guardar bene, non ci troviamo mai due volte nella stessa condizione.

MICHEL DE MONTAIGNE

Il progresso, di per sé, ha conosciuto certamente tempi migliori; tuttavia al plurale continua, più che mai, a prosperare. Fra i suoi profeti non troviamo soltanto agenti dei media e del settore pubblicitario. Esso gode di costante considerazione anche fra scienziati ed economisti, fra tecnici e medici. Procede a piccoli passi ma avanza sempre più rapidamente in tutte le direzioni: un processo che nessuno osa controllare e tanto meno mettere seriamente in dubbio.
Mentre le vecchie avanguardie politiche e artistiche si sono ormai congedate, gli avventisti della tecnica, del tutto indifferenti di fronte alle catastrofi del XX secolo, si lasciano andare senza alcun ritegno ai loro sogni utopistici. Il loro isterico ottimismo non conosce limiti, neppure quello dell'autoconservazione. Le loro visioni, infatti, non mirano più al solo miglioramento della specie umana, bensì alla sua autodistruzione, e questo a vantaggio di prodotti che dovrebbero, così credono, essere di gran lunga superiori a ogni organismo vivente. Questo gaio masochismo ricorda i tempi in cui L'Atomium di Bruxelles pareva inaugurare un futuro radioso.
Tuttavia i fondamentalisti della modernità non sono soli al mondo. Lontano da queste sette radicali si diffonde un senso di disagio. Non solo i perdenti nella sfida del progresso, ma anche i più accorti fra i funzionari del mondo economico guardano al processo della globalizzazione tecnica con sentimenti a dir poco contrastanti.
E la ragione è molto semplice. Con l'aumento della velocità, infatti, si moltiplicano anche le non-contemporaneità. L'avanzare frenetico delle varie forme di progresso crea, giorno dopo giorno, una schiera sempre più folta di ritardatari. La maggioranza se l'è ormai lasciata alle spalle. Ma non si tratta più, come ai tempi della modernità eroica, dell'ottusa maggioranza di "eterni passatisti", intenta a negare la sua adesione a una qualche avanguardia autoproclamatasi tale. Distinzioni di questo tipo non servono più a niente. Perché anche i rappresentanti dei trend più moderni sono soliti cadere in contraddizioni quanto mai strane. Lo specialista della teoria dei sistemi sceglie di abitare in una casa vecchia. L'esperto di armamenti ama soprattutto andare all'opera. La militante decostruttivista soffre di mal d'amore e il chip-designer scopre di avere un debole per la filosofia buddhista. Naturalmente potremmo liquidare queste tendenze considerandole mere compensazioni, increspature superficiali. Ma questa tesi viene smentita dal fatto che i "residui del passato" paiono proliferare in modo altrettanto incontrollabile quanto i progressi della tecnica. Contro ogni volere degli interessati e senza alcun riguardo per le loro preferenze ideologiche, il vecchio rinnegato trova espressione in una quantità di sintomi somatici, psichici e culturali. E da questo possiamo trarre un'unica conclusione: l'epoca in cui era ancora possibile credere che una vita al passo con i tempi fosse comunque vivibile è evidentemente finita.
Il tanto discusso postmoderno fu uno dei sintomi citati e tuttavia non è stato in grado di comprendere la dinamica profonda propria della non-contemporaneità. Già la formula con la quale è entrato in scena mostra quanto sia rimasto vincolato al pensiero sequenziale: ovvero a quello schema secondo il quale un'epoca - o un episodio - succede a un'altra sostituendosi a essa, per poi, come su una catena di montaggio, far posto quanto prima a quella successiva. È in questo concetto straordinariamente semplice che sopravvive il dogma centrale della modernità, un dogma che è riuscito a superare tutti gli sconvolgimenti e i dubbi interiori del secolo.


© 1999, Giulio Einaudi editore

biografia dell'autore
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Hans Magnus Enzensberger è nato a Kaufbeuren, in Germania, nel 1929 e attualmente vive a Monaco. All'interno di Café Letterario troverete una recensione de Il mago dei numeri

bibliografia
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I titoli sono tratti da
Alice CD,
il catalogo su CD-ROM
dei libri italiani
pubblicato da
Informazioni Editoriali.


Enzensberger Hans M., Abbasso Goethe, tr. di Miglio C., 1996, 96 p., Lit. 18000, "Narrativa", Donzelli (ISBN: 88-7989-244-4)

Enzensberger Hans M. - Pratesi Alessandro, Aspetti della produzione documentaria in Italia meridionale (secc. XII-XIII), 30 p., Lit. 15000, "Scrinium" n. 13, Officina Studi Medievali

Enzensberger Hans M., La breve estate dell'anarchia. Vita e morte di Buenaventura Durruti, tr. di Pedio R., 1997, 304 p., Lit. 15000, "Universale economica" n. 1454, Feltrinelli (ISBN: 88-07-81454-4)

Enzensberger Hans M., Colloqui con Marx ed Engels, tr. di Casalegno A., 1977, VIII-591 p., Lit. 24000, "Gli struzzi" n. 149, Einaudi (ISBN: 88-06-09605-2)

Enzensberger Hans M., Dialoghi tra immortali, morti e viventi, tr. di Groff C., 1989, 120 p., Lit. 15000, "Prosa e poesia del Novecento" n. 18, SE (ISBN: 88-7710-129-6)

Enzensberger Hans M., La figlia dell'aria, tr. di Groff C., 1994, 158 p., Lit. 25000, "Poesia/Teatro", Garzanti Libri (ISBN: 88-11-64026-1)

Enzensberger Hans M., La fine del Titanic, Lit. 18000, "Collezione di poesia" n. 213, Einaudi (ISBN: 88-06-11705-X)

Enzensberger Hans M., La furia della caducità tr. di Groff C., 1987, 128 p., Lit. 18000, "L'altra biblioteca" n. 14, SE (ISBN: 88-7710-052-4)

Enzensberger Hans M., La grande migrazione, a cura di Sorge P., 1993, 61 p., Lit. 10000, "Einaudi contemporanea" n. 17, Einaudi (ISBN: 88-06-13212-1)

Enzensberger Hans M., In difesa della normalità tr. di Groff C., 104 p., Lit. 15000, "Prosa e poesia del Novecento" n. 6, SE (ISBN: 88-7710-089-3)

Enzensberger Hans M., In difesa della normalitàe altri scritti, tr. di Groff C., 1994, 132 p., Lit. 9000, "Oscar piccoli saggi" n. 41, Mondadori (ISBN: 88-04-39021-2)

Enzensberger Hans M., Ma dove sono finito?, 1998, Lit. 28000, "Supercoralli", Einaudi (ISBN: 88-06-15038-3)

Enzensberger Hans M., Il mago dei numeri, 1998, Lit. 16000, "Einaudi tascabili" n. 566, Einaudi (ISBN: 88-06-15030-8)

Enzensberger Hans M., Il mago dei numeri, tr. di Ganni E., 1997, 259 p., ill., Lit. 28000, "Supercoralli", Einaudi (ISBN: 88-06-14651-3)

Enzensberger Hans M., Musica del futuro, 1997, 192 p., Lit. 22000, "Collezione di poesia" n. 264, Einaudi (ISBN: 88-06-12798-5)

Enzensberger Hans M., Per non morire di televisione, a cura di Cristin R., 1990, 130 p., Lit. 26000, "Libri per conoscere e usare i media", Lupetti (ISBN: 88-85838-44-8)

Enzensberger Hans M., Politica e crimine. Nove saggi, tr. di Zuffellato D., 1998, 288 p., Lit. 55000, "Saggi", Bollati Boringhieri (ISBN: 88-339-1099-7)

Enzensberger Hans M., Prospettive sulla guerra civile, tr. di Zuffellato D., 1994, Lit. 17000, "Einaudi contemporanea" n. 27, Einaudi (ISBN: 88-06-13445-0)

Enzensberger Hans M., Questioni di dettaglio. Poesia, politica e industria della cultura, tr. di Piana G., 1998, 128 p., Lit. 10000, "Piccola biblioteca morale" n. 21, E/O (ISBN: 88-7641-362-6)

Enzensberger Hans M., Zig Zag, 1999, 190 p., Lit. 20000, "Einaudi contemporanea", Einaudi (ISBN: 88-06-14546-0)


A cura di Giulia Mozzato


12 novembre 1999