foto Effigie

I libri di Riccardo Pazzaglia
sono ordinabili presso
Internet Bookshop
Riccardo Pazzaglia


Si definirebbe un buon lettore?
S ì, abbastanza, anche se non ho molto tempo per leggere.
Quali sono i libri più divertenti che ha letto nella sua vita?
I libri di Jerome K. Jerome. Li ho letti quasi cent'anni fa. Il primo libro che comprai era Tre uomini in barca (per non parlar del cane). Tra l'altro scoprii poi che quel K. stava per Klapka. Lui non lo scriveva mai. Un libro che comprai per il sottotitolo "per non parlare del cane", che mi fece capire che doveva essere un libro divertente. E leggendo quel libro capii che dentro di me c'era la vocazione per l'umorismo, la satira, il sarcasmo.
L'ultimo libro letto?
I l mio libro La repubblica romana ha i giorni contati.
Il suo?
S ì, il mio, perché no.
In generale quale è stato il suo primo libro, da bambino?
S i chiamava Gur di Chem (una storia scritta da uno scrittore russo sconosciuto). Lo ricordo benissimo perché l'ho letto praticamente duemila volte. Era una vicenda ambientata in Russia e chissà come arrivò in Italia. Forse era stato pubblicato da un editore come Paravia, comunque uno di quegli editori che facevano libri per ragazzi all'epoca. Gur era un nome, Chem era evidentemente una città... in copertina c'era un disegno con i protagonisti vestiti da lapponi.
Che titoli consiglierebbe per un ragazzo di oggi?
C onsiglierei un mio libro: Il brodo primordiale, un libro divertente. Però forse non si trova più facilmente nelle librerie.
E a un lettore adulto?
A ncora un mio libro: Separati in casa. È un libro che ha nel titolo una locuzione italiana che non esisteva. Non credevo che questa locuzione diventasse una "rivelazione" per tutti gli italiani che erano separati in casa e non sapevano come definirsi. È la storia di una coppia e di un figlio unico, con una dedica a mia moglie e a mio figlio, in cui dico che non sono loro i protagonisti, però... In tutto quello che si scrive c'è sempre qualcosa di autobiografico, anche se non completamente in questo caso. È un libro satirico, divertente e anche dolce, perché visto dalla parte di lei. E in più, finisce bene.

A cura di Giulia Mozzato


5 novembre 1999